Poggiardo: ecco lo stadio “Nino De Santis”
dic 7 2009Un riconoscimento forse anche tardivo, ma certamente doveroso per ciò che ha rappresentato e rappresenta tuttora nell’immaginario collettivo popolare poggiardese la figura del presidente Nino De Santis, l’artefice principe degli anni d’oro dell’Unione Sportiva Poggiardo nel decennio 1962-1972. L’occasione è data dal completamento dei recenti lavori di ristrutturazione del campo sportivo, che hanno visto tra le altre cose il rifacimento del terreno di gioco, ora in erba sintetica. Così martedì 8 dicembre sarà il giorno in cui il vecchio stadio comunale verrà ufficialmente intitolato alla memoria dell’indimenticato Presidente, nel corso di una cerimonia che vedrà la partecipazione dei protagonisti di quella squadra: i vari Daccico, Tondo, Cannone, Treglia, Guardavaccaro, Verzin sono nomi che i meno giovani del paese ricordano e citano a menadito, come se stessero recitando un rosario.
Si ritroveranno alle 10, presso il Palazzo della Cultura, dove sarà proiettato un dvd contenente immagini e ricordi dell’epoca ed in particolar modo degli anni in cui il Poggiardo militò in serie D, sfiorando persino la promozione in C in un testa a testa col Brindisi e cimentandosi con realtà ben più consistenti di una cittadina di 5mila anime, tra le quali Pescara, Barletta, Vasto, Andria, Teramo, Campobasso. Nello stesso Palazzo verrà allestita per alcuni giorni una Mostra con immagini, cimeli e trofei, tra i quali la Coppa Italia Regionale conquistata a spese del Manfredonia al termine della stagione 1966-67.
Alle 12, alla presenza delle autorità, verrà scoperta, sulla facciata d’ingresso dello stadio, una targa che sancirà l’intitolazione dell’impianto alla memoria di Nino De Santis, fondatore nel 1962 di quella Società che regalò tante gioie (e non solo ai poggiardesi), partendo dalla Terza Categoria e giungendo in soli cinque anni, sotto la guida sapiente dell’allenatore Uccio Cillo, a disputare il primo campionato di serie D della sua storia, rimanendovi sei anni, dal 1967-68 al 1972-73, praticamente cioè fino alla stagione in cui si concluse in modo tragico ed inatteso l’esperienza terrena di Nino De Santis, vittima di una disgrazia aerea: il 30 ottobre 1972, al ritorno da Milano insieme alla moglie ed alla fidanzata del figlio Paolo (il quale aveva prestato giuramento militare qualche giorno prima), il destino volle che l’aereo sul quale viaggiavano si schiantasse sulla Murgia barese, a pochi km. dall’aeroporto di Palese.
“Fu quello l’ultimo grande gesto d’amore di mio padre verso la famiglia”, ricorda il figlio Paolo, “anche perché, per la prima volta in dieci anni, mancò all’appuntamento con una partita in casa del Poggiardo per essere presente al mio giuramento, prima di fermarsi a Pisa per sistemare gli ultimi dettagli universitari di mia sorella. Conservo ancora gelosamente l’intervento del sindaco dell’epoca, Raffaele Pascarito, il giorno delle esequie, nel quale emergevano le sue doti di padre e lavoratore esemplare ed il suo carisma sportivo con il quale riusciva a coinvolgere la popolazione al punto tale che la domenica intere famiglie andavano allo stadio per seguire la squadra. Ed il tutto era vissuto come una festa. Addirittura riusciva a coinvolgere anche gli emigranti che da ogni parte d’Italia e d’Europa mandavano il loro contributo per sostenere una squadra che era divenuta per tutti motivo di vanto ed orgoglio”.
E così, trentasette anni dopo, la nuova Amministrazione Comunale ha voluto dedicare l’intestazione del campo sportivo a quella personalità che più di ogni altra si è spesa e contraddistinta nella valorizzazione della locale squadra di calcio e, come ci spiega il neo assessore allo Sport, Fernando Rausa, “l’impegno non consiste soltanto nell’intitolazione del campo, quanto piuttosto nel raccontare una storia importante per lo sport della nostra città, una storia che ha dato lustro a Poggiardo e che è assolutamente meritoria di essere tramandata con ogni mezzo alle nuove generazioni. Questo il motivo della mostra e della digitalizzazione di tutto il materiale recuperato, allo scopo di favorirne a chiunque l’accesso in futuro”.
Dal prossimo 8 dicembre, dunque, quell’uomo e quel modello sportivo da lui rappresentato (già in quegli anni citato e preso ad esempio anche da realtà del nord) e portato all’apice del successo saranno ricordati e lasciati in eredità alle nuove generazioni, col suggello dell’intitolazione del nuovo campo sportivo affinché non si dimentichino l’impegno, la passione e soprattutto i valori oramai desueti che venivano veicolati anche attraverso uno sport come il calcio, che nel suo ultracentenario cammino non ha mancato di raccontare storie di grandi successi dal tragico epilogo, come questa di Nino De Santis o come quelle del “Grande Torino” e del Manchester United, solo apparentemente conclusesi con uno schianto aereo, ma di fatto consegnate alla leggenda.
Carlo Quaranta
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