Calcio, Gallipoli: il tribunale decreta il fallimento
lug 28 2010
La sentenza emessa ieri dalla sezione commerciale del Tribunale di Lecce (presidente Alessandro Silvestrini) spegne il Gallipoli calcio. Dopo quello sportivo, è stato dichiarato anche il fallimento nelle aule del tribunale. A livello finanziario troppo pesanti gli oneri da sopportare: 4 milioni 533mila e 972 euro i debiti che la società giallorossa aveva accumulato fino al 30 aprile scorso, oltre ad un altro precedente dell’ammontare di 904mila e 514 euro. Cifre da capogiro, che lo scorso 15 giugno avevano spinto il pubblico ministero Stefania Mininni a chiedere il fallimento. Richiesta contro la quale la società aveva presentato ricorso, ma invano.
E’ stato nominato curatore fallimentare il dottor Luca Maggiulli, entro tre giorni, dovranno essere presentati presso il Tribunale l’elenco dei creditori, le scritture contabili e di bilancio mentre il prossimo 7 febbraio si terrà una nuova udienza davanti al giudice Orlando per monitorare l’evolversi della procedura fallimentare, ed entro 30 giorni da quella data i creditori dovranno presentare le domande per far valere le loro pretese economiche.
Inoltre il 16 settembre inizierà il processo nei confronti del presidente Daniele D’Odorico e del suo socio Christoph Concina, accusati del reato di truffa. Accusa che scaturisce da una compravendita della società calcistica della cittadina jonica poco chiara, come denunciato dall’ex patron Vincenzo Barba, ritenuto insieme al nipote Antonio parte lesa nella cessione della società giallorossa. Suggellata da un contratto siglato l’11 agosto scorso, con il quale l’attuale presidente s’impegnava a versare ai fratelli Barba 3 milioni, 115mila e 520 euro. Che gli ex titolari non hanno mai ricevuto.
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