L’antropologo Alberto Salza ad Acaya
apr 23 2011Venerdì 29 aprile, alle 18, al castello di Acaya a Vernole, incontro con l’antropologo Alberto Salza, organizzato dall’Associazione H2O Milano nell’ambito dell’evento “L’acqua in mostra come risorsa e come progetto”, che durerà fino al prossimo 30 settembre.
Alberto Salza, torinese di nascita, lavora come ricercatore free lance sulle tematiche antropologiche. Dal 1993 è coordinatore del Laboratorio di Ecologia Umana presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Antropologiche e Archeologiche dell’Università di Torino; collabora con il Museo di Etnografia ed Antropologia dell’Università di Torino e con i National Museums del Kenya. Numerose le missioni scientifiche sul campo, dal Sudafrica al Belize, dalle Montagne Rocciose canadesi allo Stretto di Bering siberiano. Da quarant’anni studia le strategie di sopravvivenza in Africa, dove si muove con mezzi locali e a piedi: dalle problematiche dei nomadi (dal Niger all’Ogaden, dal Sudan alla Namibia, dal Kenya al Bostwana, con due anni vissuti tra i boscimani del Kalahari) alla ricostruzione dell’origine della cultura attraverso una simulazione dell’ambiente e delle popolazioni che abitarono il Great Rift africano quattro milioni di anni fa. Dal 2001 al 2003 è stato impegnato nel Programma Turkana promosso dal Ministero degli Affari Esteri e dell’Università di Pavia. Dal 2004 al 2006, operando con il Comitato di Collaborazione Medica di Torino, si è occupato, sul campo, di antropologia medica e, per l’Unione Europea, dei diritti umani tra i nomadi dell’Ogaden, al confine tra Etiopia e Somalia. Dopo aver progettato una “Corsia antropologica” per il recupero delle identità delle vittime di guerra e dei returnees, opera in Sud Sudan con ARES-Onlus in una ricerca operativa di progettazione partecipata indirizzata verso la corretta urbanizzazione del territorio a Turalei. Dal 2006 collabora con la fondazione TARA (Trust for African Rock Art), la più importante agenzia sull’arte rupestre africana e con l’ UNICRI (UN Interregional Crime & Justice Research Institute) per la definizione e la persecuzione dei crimini contro l’umanità in Darfur in Sudan. Dal 2008 è membro del comitato scientifico del Centro piemontese di Studi Africani e dal 2010 è consulente delle comunità del lago Turkana per i rapporti con i National Museums of Kenya e le organizzazioni internazionali di sviluppo. Dal marzo 2011 collabora con la popolazione di Nanmassa, in Burkina Faso, per un programma integrato di educazione scolastica e di costruzione di un asilo a progettazione e gestione partecipata, in funzione dei modelli locali di pensiero e dei rapporti famigliari tradizionali. Collabora con riviste divulgative e scientifiche e ha pubblicato numerosi volumi tra i quali Evoluzione dell’uomo (Giunti, 1986), Ominidi: uomini e ambiente di tre milioni di anni fa (Giunti, 1989, edizione aggiornata nel 2000, Ominidi: nuove scoperte), Madre Africa (Mondadori, 1995), Atlante delle Popolazioni (UTET, 1997), il Quaderno de Le Scienze “Le origini dell’umanità” (2000), Niente: antropologia della povertà estrema (Sperling & Kupfer, 2009), Bambini Perduti (Sperling & Kupfer, 2010)
Url breve: http://www.ilgallo.it/?p=29318








