Caccia selvaggia, sequestrati 30 richiami acustici illegali
ott 10 2011
Gli Agenti della Polizia Provinciale di Lecce in quattro distinte operazioni, ad un mese dall’avvio della stagione venatoria, hanno eseguito una “bonifica” del territorio salentino. Oltre 30, infatti, i congegni elettromagnetici a diffusione acustica, i cosiddetti “registratori”, scovati e sottoposti a sequestro penale. Accumulatore al piombo, timer, campana acustica, autoradio autorevers e l’immancabile nastro (cassetta) riproducente il verso delle quaglie, questo il perfetto armamentario del “bracconiere” che in maniera del tutto sleale attrae le sue prede in barba allo spirito sportivo che la caccia, per secoli, ha rappresentato.
Questo è il periodo migratorio delle quaglie e di conseguenza il periodo migliore per usare mezzi non consentiti per la caccia di questi animali. Il Comandante del Corpo di Polizia Provinciale, l’avv. Antonio ARNO’, ha voluto risparmiare l’ennesima distruzione da parte dei bracconieri nei confronti di questi volatili. “Sempre più spesso, vengono utilizzati dei materiali realizzati artigianalmente che non fanno altro che danneggiare, chi caccia per passione e non per divertimento”, spiega il Comandante ARNO’, “i bracconieri per riuscire a cacciare le quaglie, spesso fanno utilizzo di materiali non consentiti, per un abbattimento semplice e veloce dell’animale. L’arte venatoria è una passione, non deve assolutamente diventare una pratica illegale, che va solo a danneggiare chi ama la caccia”. Dodici unità impiegate e oltre 1.800 km percorsi in quattro notti dagli Agenti coordinati dai Tenenti De Matteis e Guerrieri; numerosi gli appostamenti nelle campagne del Salento disseminato di congegni a funzionamento elettromagnetica adatti al richiamo delle quaglie stanziali e di passo autunnale. I pattugliamenti hanno interessato l’area centro sud e nord est del Salento; i ritrovamenti sono avvenuti in Agro dei Comuni di Supersano, Acquarica del Capo, Salve, Alessano, Morciano di Leuca, Presicce, Carpignano Salentino, Martano, Cannole, Palmarigi, Cursi, Bagnolo del Salento, Maglie, Giuggianello, Andrano e Nociglia. Gli agenti hanno individuato i punti da cui provenivano i ripetuti versi artificiali e, con l’aiuto di torce elettriche e molta pazienza, hanno scoperto i nascondigli dei richiami. Nessun bracconiere è stato avvistato ma le attrezzature sono state disinnescate e rimosse per evitare che i volatili attratti dal suono diventassero facile bersaglio di caccia. L’azione repressiva delle notti scorse va ad aggiungersi alla costante azione preventiva posta in essere dagli uomini della Polizia Provinciale di Lecce i quali, pattugliano il territorio palmo a palmo sottoponendo a controllo amministrativo i cacciatori, al fine di tutelare sempre più il patrimonio indisponibile dello Stato preservandone l’integrità e la naturale armonia. Allo stato, il Comando di Polizia Provinciale, ha rimesso le relative informative di reato, per ora a carico di ignoti, alla competente Procura della Repubblica di Lecce per la convalida di sequestro penale dei richiami acustici. Tuttavia sono in corso le indagini dirette all’individuazione dei responsabili di tale attività venatoria illegale.
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