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Casarano: “L’uomo della Pace”

Sei Istituti coinvolti in “Shantaram”, il progetto di volontariato per la promozione della cultura dei diritti umani nelle scuole

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Il mondo della scuola, negli ultimi 14 anni, ha subito delle profonde trasformazioni. Merito principale spetta ai cosiddetti Programmi Operativi Nazionali, quei famosi PON che ogni famiglia di ogni alunno ha imparato a conoscere. Ma cosa sono di preciso questi famosi PON? Vi è un quadro strategico nazionale che definisce un po’ la cornice entro cui orientare la formazione culturale dei giovani; questo quadro strategico di divide a sua volta in Piani Operativi Nazionali, per l’appunto i PON, che hanno generalmente una durata pluriennale.

passoMa PON vuol anche dire afflusso di soldi dalla Comunità Europea che servono per finanziare i professori, gli esperti esterni e le spese varie. Ci sono, però, delle iniziative che sono talmente belle e nobili da trattare che, a prescindere dai soldi che ci mette l’Europa, meritano anche un sacrificio economico. “Shantaram” è uno di questi progetti. Strutturato quindi su una base assolutamente volontaria da parte degli organizzatori, il progetto (il cui titolo in lingua marathi significa “uomo della pace”) e che avrà comunque una durata di tre anni, verrà inaugurato quest’oggi nell’aula magna di via Pendino dell’I.I.S. “Meucci”. L’obiettivo, in un periodo di tensioni sociali multietniche che porta alle cronache quotidiane tensioni e problematiche di coesistenza interraziale, è la promozione dei Diritti Umani attraverso un percorso fatto di attività didattiche ed esperienze di cittadinanza “attiva”. A dar vita a questo percorso particolare, saranno i ragazzi e le ragazze di ben sei Istituti di formazione sparsi nel Salento che vanno dall’Istituto comprensivo “Calvino” di Alliste (che è anche la scuola capofila), appunto al già citato “Meucci” di Casarano (che, dopo aver raccolto brillanti risultati dagli esiti delle prove Invalsi, si prepara a premiare le proprie eccellenze in una cerimonia che si terrà, nella stessa location, solo cinque giorni dopo), dal Liceo Classico “Virgilio” di Lecce, al Tecnico Economico “De Viti De Marco” di Casarano, dal Liceo Artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce, al I.I.S. “Bottazzi” di Casarano. Il progetto, fortemente voluto dal prof. Attilio Pisanò, docente di Diritti Umani presso l’Università del Salento, e dalla dott.ssa Valentina Licci, si avvale del Patrocinio del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova ed è stato fortemente appoggiato dalle scuole della rete e dal “Presidio dei Valori” di Alliste. Come detto quindi, l’avvio a questo ambizioso ed affascinante viaggio nel mondo dei diritti umani, sarà dato nell’ambito della conferenza di sabato mattina che vedrà, tra gli altri, l’introduzione da parte del Prof. Massimo Ciullo, docente di Scienza Politica presso l’Università del Salento, mentre sarà Roberto Molentino ad illustrare il progetto a nome del gruppo di Coordinamento. A seguire si terrà la lectio magitralis del Prof. Attilio Pisanò.
Antonio Memmi

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Camper in fiamme, un ferito

Prova a salvare il mezzo dall’incendio, si ustiona le gambe

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Disavventura per turista belga nella serata di ieri.

Il camper col quale era in vacanza in Salento, in sosta in un giardino di proprietà della sua compagna ad Alliste, ha preso fuoco ed è andato distrutto.

L’incendio è divampato attorno alle 21, probabilmente a causa di un corto circuito. Nel tentativo di bloccare il propagarsi delle fiamme l’uomo è rimasto ustionato alle gambe, ma senza gravi conseguenze. Il mezzo invece è andato distrutto.

È il secondo incidente occorso a turisti in poche ore a causa del fuoco. Nella mattinata di ieri infatti, a Otranto, una turista, in vacanza col compagno ed il figlio di 1 anno, era stata travolta da una esplosione ai fornelli a causa di una fuga di gas.

(immagine di repertorio)

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Melissano: fermati ladri di tufo

I due arrestati colti in flagrante dai carabinieri in contrada Cucuruzza mentre caricavano i conci rubati su un autocarro

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Avevano appena sradicato una cinquantina di conci di tufo dal muro di cinta di una discarica comunale in disuso a Melissano quando sono stati sorpresi dai Carabinieri.

In manette per furto aggravato: Michele Antonio Ricchello, 43 anni, nato a Casarano e residente a Felline di Alliste, attualmente affidato ai servizi sociali; Andrea Ricchello, 31 anni, nato Tricase, residente a Monteroni ma domiciliato a Felline.

I due sono stati colti in flagrante dai carabinieri in contrada Cucuruzza mentre caricavano i conci rubati su un autocarro Fiat 35 di proprietà di Andrea Ricchello.

L’autocarro è stato sottoposto a sequestro ed affidato depositeria giudiziale.

Gli arrestati, espletate lo formalità rito, sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni dove dovranno restare agli arresti domiciliari.

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Disperato S.O.S. da Alliste

La lettera: “Soffro di depressione agitata e disturbo ossessivo di personalità. Percepisco un sussidio mensile di 580 euro, riesco a far sopravvivere la mia famiglia circa 15 giorni e poi devo cominciare ad elemosinare, con le umiliazioni che ne conseguono”

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Una storia al limite quella raccontataci da S.D.L. di Alliste, una storia, però, come ce ne sono tante altre, magari con sfaccettature diverse ma sempre segnate dall’indigenza e dalla solitudine a cui le istituzioni non riescono a dare sollievo.

Ovviamente quanto pubblichiamo di seguito è la versione di chi scrive e saremo, come sempre, pronti ad accogliere eventuali, ulteriori testimonianze al merito, anche e soprattutto da chi è stato direttamente tirato in ballo per il ruolo istituzionale che ricopre.

Ci auguriamo che chi può aiuti quell’uomo e la sua famiglia e che S.D.L. non metta mai in atto il proposito enunciato più volte nella lettera di “mettere la parola fine a questa vita”.

Anzi, invitiamo i servizi sociali di Alliste a verificare la situazione e fare quanto nelle loro possibilità per evitare che ciò accada.

Alla redazione de “il Gallo”, provo a scrivere questa lettera con tanta amarezza nel cuore. Faccio fatica ha mettere insieme le parole, perché c’è tanta confusione nella mia mente; per questo mi scuso anticipatamente se, nello scrivere questa missiva, commetterò degli errori.

Ho 55 anni. La vita finora è stata dura con me. La definisco una “vita sbagliata”.

Da giovane avevo dei sogni: amavo la radio, il giornalismo, ecc.  Per qualche anno ho fatto lo speaker radiofonico presso varie emittenti locali. Poi tutto è svanito nel nulla, perché il “male dell’anima” si è  impossessato della mia persona, rovinandomi l’esistenza. La mia vita si è  interrotta 32 anni fa e, da allora, non mi sono più ripreso. Dal ‘92 sono in cura presso il Centro Igiene Mentale di Ugento. La mia patologia si chiama depressione agitata e disturbo ossessivo di personalità.

Da oltre venti anni sono iscritto nelle liste speciali degli invalidi civili presso l’ufficio di collocamento di Casarano. Non percepisco l’assegno di invalidità civile, nonostante avessi presentato la domanda. tre volte. La commissione medica ha valutato la mia situazione clinica solo del 55%. Dal ‘97 sono impegnato nei lavori socialmente utili, un progetto della Provincia di Lecce. Sperando, un giorno, nella stabilizzazione, che non arriva mai. Percepisco un sussidio mensile di 580 euro. Con questo denaro riesco a far “sopravvivere” la mia famiglia circa 15 giorni e poi devo cominciare ad “elemosinare”, con le umiliazioni che ne conseguono.

Nella mia casa le bollette da pagare si stanno accumulando. Dal 2012 non riesco più a pagare la Tari, un importo annuale di 260 euro.

Il Comune di Alliste continua a starmi col fiato sul callo. Più volte ho parlato con il sindaco Renato Rizzo, sperando di trovare una soluzione al problema. Purtroppo l’unica soluzione prospettatami è stata la rateizzazione del debito. Come se non bastasse, la mia casa cade a pezzi. Da anni ha bisogno di manutenzione. Ci sono crepe ovunque. Quando piove ci sono infiltrazioni d’acqua ed io non posso permettermi di fare niente date le mie precarie condizioni economiche. Tutte queste preoccupazioni hanno aggravato ulteriormente il mio stato di salute. Da tre anni ho problemi cardiaci e, dal mese di luglio, anche polmonari. Per una pleurite ho subito un intervento di toracentesi, per asportarmi il liquido che si era formato nel polmone destro. Dopo tredici giorni di ricovero in ospedale, quando sono stato dimesso, le raccomandazioni dei medici sono state di non sudare, vivere in un ambiente salubre, evitare gli sbalzi termici, ecc. Tutto questo, purtroppo, non posso permettermelo. Abito lontano dal paese. Ogni mattina devo percorrere dieci chilometri per raggiungere i1 posto di lavoro.

Quando non piove vado in bicicletta, quando piove a piedi, con l’ombrello. La mia vecchia auto non posso usarla, perché ha bisogno di diverse riparazioni. Poi ci sarebbero vari bolli da pagare e sono in attesa del fermo amministrativo. Nella mia casa tutto quello che sì rompe non si ripara. Ci sono anche alcune finestre prive di vetri e vi lascio immaginare quello che accade quando piove. A volte vorrei mettere la parola “fine” a questa vita. Non so fino a quando la mia psiche sopporterà tutto questo. Se quel giorno dovesse arrivare, non sarà un bello spettacolo, e qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Ultimamente ho preso una decisione: se per lo Stato è un lusso possedere una casa, ho deciso di demolirla. La butterò giù personalmente. La mia famiglia userà 1’abitacolo della mia vecchia auto per dormire. Per non farmi mancare niente, il 31 dicembre di ogni anno, scade il contratto di lavoro per il progetto della Provincia di Lecce. Ci vogliono tre mesi di attesa per sapere se sarà rinnovato. Da gennaio a marzo come farò a sopravvivere? Indebitandomi ulteriormente? Sarebbe meglio morire…”.

S.D.L.

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