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Attualità

Due frise a 32 euro: il post che fa esplodere rabbia e ilarità

Lo scrittore e cantante Antonio Cotardo posta il conto di un lido salentino per due frise un po’…salate

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Torna puntuale ogni estate in Salento il tema prezzi in ambito turistico.

Tiene banco ormai da anni la cosiddetta questione del “pollo da spennare”, la tecnica che secondo molti è la più diffusa nella nostra terra sin dal moltiplicarsi esponenziale dell’arrivo di vacanzieri.

Ago della bilancia della corsa al profitto, cieca dinanzi ad una più sveglia lungimiranza, è spesso considerato, popolarmente, il costo della tradizionale frisa. “Se pagane na friseddha tot e poi se chiancene se lu turista non ci torna”, è grossomodo questa la considerazione che tutti, almeno una volta, avremo sentito.

Ebbene oggi su Facebook spunta un post che racchiude tutto questo in poche righe ed una foto. Lo scatto, ovviamente, raffigura uno scontrino. Siamo in un lido dei tanti, uno (chiaramente) un po’ più in. L’autore del post è Antonio Cotardo, cantante e scrittore nostrano che vive a Caprarica di Lecce.
Cotardo racconta così della giornata al mare di un amico: “Ad un certo punto le mie bambine e la loro amichetta (…) hanno preso i panini dal borsone. Apriti cielo. È arrivata la sicurezza che con arroganza e tono alto ordinava alle bambine: “Rimettete immediatamente tutto dentro compreso l’acqua. Qui non potete consumare cose portate da casa” “.

A quel punto“, continua lo scrittore, “ho detto alle bimbe di finire di mangiare e con tono educato ho ordinato per me e mia moglie”.

Il resto della storia lo fa lo scontrino: 32 euro per due frise. Non saranno state due semplici frise al pomodoro, per carità, ma nemmeno caviale e champagne.

Il post sui social ha subito (ri)scatenato il dibattito. Inutile sottolinearlo, stavolta quelli del “poi se chiancene se lu turista non torna” non hanno torto…

Attualità

Bonus verde e indennità fermo pesca obbligatorio

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«Stiamo lavorando per integrare la legge di bilancio con alcune misure importanti per l’agricoltura.Oltre agli emendamenti parlamentari, abbiamo presentato due emendamenti governativi: proroga del Bonus Verde e indennità fermo pesca obbligatorio».

Lo ha detto la Ministra Teresa Bellanova stamane al Tavolo con le Regioni.

«Nella Legge di Bilancio», ha proseguito la Ministra Bellanova, «abbiamo riportato l’agricoltura al centro dell’agenda politica ed economica introducendo misure significative: azzeramento delI’Irpef agricola per un valore di 200milioni di euro; 80 milioni in tre anni sul Fondo di solidarietà per l’emergenza cimice asiatica; sgravi contributivi nei primi due anni per i giovani che diventano imprenditori agricoli; 15 milioni per favorire gli investimenti delle donne in agricoltura istituendo un Fondo per mutui a tasso zero; 30 milioni di euro per l’agroalimentare Made in Italy con interventi per il rafforzamento delle filiere».

«Accanto a queste azioni, e a quanto verrà dal lavoro parlamentare», aggiunge la Ministra pugliese, «la Manovra prevede un Collegato Agricoltura che ci consentirà di dare nuove prospettive e futuro al settore e dovrà coordinarsi con il Piano strategico nazionale».

«Su questo ritengo essenziale il contributo attivo e fattivo delle regioni per rispondere in modo puntuale alle diverse esigenze territoriali e mi auguro», ha concluso al Ministra, rivolgendosi ai governi delle  Regioni, «che da tutti voi giungano in tempi celeri indicazioni e proposte».

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Uno sportello agricolo per Salve

Assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo: inaugurazione domani, alle ore 18 nella sala convegni di corso Roma

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Uno sportello agricolo comunale per Salve.

Sarà inaugurato domani, giovedì 21 novembre, alle 18 nella sala convegni di corso Roma.

Presso lo Sportello, istituito dall’amministrazione comunale, tutti cittadini potranno ricevere assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo (Xylella, nuove imprese, fiscalità, fondi europei, turismo e agricoltura, attività promozionali, mercati agricoli, ecc.).

Interverranno:

– il sindaco di Salve Francesco Villanova;

– il vice sindaco Giovanni Lecci;

– l’assessore all’agricoltura Francesco De Giorgi;

– il consigliere all’ambiente Antonio Cavallo;

 – Giuseppe Elia, responsabile dello sportello agricolo.

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Attualità

Albero dell’anno: altri 2 giorni per votare la Quercia Vallonea

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Ultimi due giorni per votare la nostra Quercia Vallonea per partecipare al Tree Of The Year 2020.

Il concorso è organizzato dalla GTF (Giant Trees Foundation), fondazione senza scopo di lucro nata per conoscere e difendere i grandi alberi, lancia un contest in occasione della giornata nazionale dell’albero.

Fino a giovedì 21 novembre, tramite GTF, si potrà ancora votare per scegliere la Vallonea di Tricase come quercia italiana che parteciperà al concorso europeo che eleggerà L’albero dell’anno 2020.

Tra i 4 alberi in corsa, il gigante tricasino sfida il Leccio dell’Etna, la Quercia delle Checche di Siena e la veneta Quercia di Fossalta.

A due giorni dalla fine delle selezioni online, la Vallonea è la più votata con oltre 350 mila voti; molto distanziate le altre: Leccio dell’Etna (quasi 63.700), la Quercia delle Checche di Siena (poco più di 62mila) e la veneta Quercia di Fossalta (110mila)

Clicca qui per esprimere la tua preferenza.

La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.

E’ candidata a diventare patrimonio nazionale dell’UNESCO e nell’anno 2000 il WWF l’ha identificata come “Albero-Simbolo” del Salento e della Puglia.

Questa specie è  poco rappresentata sul territorio nazionale e quindi anche per questo ancora più preziosa.

Come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate nelle tradizioni locali sui grandi alberi, per questo la Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come “Quercia dei cento cavalieri“.

Si narra, infatti, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un forte temporale .

La quercia ha sempre rappresentato per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all’economia locale perché dalle sue ghiande si ricavava il “tannino”, una sostanza utilizzata nella concia delle pelli.

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