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Cronaca

“C’è un bagnante in difficoltà”: mistero a San Gregorio

Ricerche a tappeto in mare e sulla terraferma, senza esito: sul posto sommozzatori, guardia costiera e forze dell’ordine, ma non c’è alcuna segnalazione di scomparsa

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“C’è un bagnante in difficoltà in mare”.

È iniziato tutto, grossomodo, così: sulla marina di San Gregorio, nel tardo pomeriggio di ieri, è aleggiato un mistero che si è infittito di pari passo col buio della notte.

Attorno alle 17 circa, dall’insenatura della marina di Patù, un bagnino ha avvistato qualcosa in mare. L’immediato sospetto, e timore, che si potesse trattare di un bagnante in difficoltà, sarebbe stato confermato dall’utilizzo del binocolo. Il giovane ha confermato alle forze dell’ordine di aver scorto tra le onde una sagoma che si sbracciava annaspante in mare aperto.

Immediatamente si è mossa la macchina dei soccorsi. Di lì a poche ore, sono arrivati a San Gregorio carabinieri, guardia costiera e sommozzatori del nucleo di Brindisi. Una vera e propria squadra d’emergenza che ha avviato le ricerche in mare, principalmente in un’area a circa 400/500 metri dalla costa, affiancandovi quelle sulla terraferma, alla ricerca di ulteriori indizi.

Eppure l’esito è stato fin qui negativo, tanto da metter in dubbio la bontà dell’avvistamento del bagnino. Col passare delle ore la situazione non è cambiata: al buco nell’acqua delle ricerche, si è aggiunto il fatto che nè ai carabinieri, nè alla polizia è stata segnalata alcuna scomparsa o alcun allontanamento da casa di persone.

Elementi che però non possono scongiurare del tutto l’ipotesi che davvero qualcuno stesse chiedendo aiuto. Per questo, dopo lo stop di ieri alle 21 in corrispondenza del fare della notte, l’attività di ricerca è ripresa alle prima luci dell’alba odierna.

Cronaca

Schianto in serata, soccorsi sulla statale

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Incidente in serata sulla strada statale 101 che da Lecce porta a Gallipoli.

Alle 21.30 circa una Clio è finita contro (e poi letteralmente sopra) il guardrail per motivi ancora da chiarire. Forse più d’una le auto coinvolte.

L’incidente è avvenuto in direzione Lecce nei pressi dello svincolo per il porto gallipolino.

Necessari soccorsi sul posto. L’ambulanza si è diretta a sirene spiegate verso l’ospedale mentre le forze dell’ordine si sono occupate di gestire il traffico congestionato.

Foto di Protezione Civile Salento.

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Cronaca

Terremoto: l’Albania ringrazia i nostri vigili del fuoco

“Grazie a nome di tutta l’Albania”. Lo stato Maggiore del PAese delle Aquile ringrazia i soccorritori italiani. Tra loro anche gli uomini dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Lecce che si sono imbracati per far ritorno a casa

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Ufficialmente chiusa la prima fase dell’emergenza in Albania i nostri Vigli del fuoco dopo una cinque giorni (e notti) di duro lavoro passata a scavare tra le macerie e ad aiutare dove possibile si apprestano a tornare a casa.

Un funzionario dello Stato Maggiore albanese (Ministero della Difesa) si è intanto recato sul posto per ringraziare personalmente a nome di tutto il Paese delle Aquile i soccorritori italiani sottolineando come i “nel momento del bisogno si vedono i Paesi amici“.

Questa sera anche gli uomini dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Lecce (foto in alto) con i loro mezzi si sono imbarcati per fare ritorno in Italia. Sbarcheranno a Bari da dfaranno ritorno ognuno nella sua sede di appartenenza.

Nel frattempo dal Belpaese è arrivato il cambio: forze fresche che parteciperanno alle operazioni di sopralluogo e verifica statica degli edifici danneggiati ma rimasti in piedi.

Confermato che sono terminate le ricerche di eventuali superstiti o corpi senza vita tra le macerie, il bilancio al momento è di 50 morti, circa 2mila feriti e, secondo i dati preliminari, circa 900 edifici a Durazzo e oltre 1.465 nella capitale Tirana con gravi danni strutturali.

 

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Cronaca

Lei nei locali, i figli in auto a dormire: condannata mamma

Confermata condanna in appello ai danni di 40enne del basso Salento

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Lasciava in auto i figli mentre trascorreva le serate in locali e discoteche.
Dopo la condanna in primo grado, viene confermata dalla Corte d’appello di Lecce la sentenza contro una donna del basso Salento, già condannata ad un anno di reclusione per abbandono di minori. Con unica eccezione il fatto che non dovrà risarcire il padre dei bambini (costituitosi parte civile) come invece era stato stabilito in primo grado quando era stata condannata a corrispondergli 1000 euro.
La difesa della signora, oggi 40enne, ha vanamente provato a far valere il fatto che l’interessata avesse comunque sotto controllo la situazione, monitorando i bambini dalle vetrate dei locali che frequentava o recandosi di tanto in tanto in auto a verificare che fosse tutto a posto.
Gli episodi riscontrati dalla polizia nel 2012 però, tra locali di Ruffano e Gallipoli, hanno restituito ai giudici sufficienti elementi per stabilire che le modalità adottate dalla donna non fossero sufficienti a garantire l’incolumità dei figli.
I bambini infatti, pur potendo beneficiare delle ravvicinate (nel tempo) rassicurazioni della madre, per la Corte d’Appello sarebbero stati comunque messi in pericolo, stante il rischio di una possibile aggressione da parte di terzi o di un sinistro stradale che avrebbe potuto veder coinvolta la vettura nella quale dormivano.

La decisione definitiva dunque arriva a distanza di 7 anni dalle prime indagini avviate a carico della donna, quando i minori in questione avevano 6 e 10 anni.

A darne il là, i sospetti dell’ex marito che ingaggiò un investigatore privato. Inizialmente infatti l’uomo accusava la ex moglie di lasciare i figli a casa da soli nottetempo per uscire in compagnia di amici. Furono proprio questi sospetti quindi a spingere la donna a portare con sé i bambini durante le sue uscite, lasciandoli però in macchina a dormire.

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