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Cronaca

Tricase, posta rubata e droga: scarcerati madre e figlio

All’udienza la dipendente del centro di smistamento postale di Tricase, difesa dall’avv. Giuseppe Gennaccari, si è avvalsa della facoltà di non rispondere e non ha dato spiegazioni sulla posta mai recapitata

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Scarcerati la dipendente accusata di aver rubato la corrispondenza dal centro di smistamento postale della zona industriale di Tricase, il figlio e l’amico del figlio sorpresi dai carabinieri con la droga  (clicca qui)

Dopo due giorni e due notti dietro le sbarre, il gip Cinzia Vergine ha convalidato l’arresto ma ha rimesso in libertà, in attesa di processo: Maria Antonietta Mammolo, di 54 anni, originaria di Ruffano ma domiciliata a Tricase; il figlio 24enne Simone per il quale è stato disposto solo l’obbligo di dimora.

Scarcerato, invece, Mattia Cosi, che era con Simone al momento del blitz dei carabinieri in casa della Mammolo.

All’udienza la dipendente del centro di smistamento postale di Tricase, difesa dall’avv. Giuseppe Gennaccari, si è avvalsa della facoltà di non rispondere e non ha dato spiegazioni sulla posta mai recapitata ai legittimi proprietari.

Nel frattempo Poste Italiane ha avviato la procedura di sospensione immediata nei confronti di Maria Antonietta Mammolo, gravemente indiziata di peculato.

Riguardo invece all’accusa di detenzione e spaccio, Simone Mammolo, difeso dall’avv. Mario Blandolino, ha ammesso gli addebiti e scagionato la madre.

Mattia Cosi, invece, accompagnato dall’avv. Alberto Corvaglia,  ha spiegato di essersi recato dall’amico Simone solo per portare del caffè, versione confermata dallo stesso Mammolo.

Cronaca

Tricase, casa distrutta dalle fiamme

Incendio in abitazione privata nel rione Tutino a causa dello scoppio di una canna fumaria

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Sirene spiegate a Tricase poco dopo mezzogiorno per un incendio in una abitazione privata.

I vigili del fuoco si sono precipitati nel rione Tutino dove in una casa di via dei Fiori, a qualche decina di metri dalla piazza principale, si è levata una colonna di fumo nero.

Pare l’incendio sia partito dallo scoppio di una canna fumaria. Ancora sul posto 115 e polizia locale per isolare la zona e metterla in sicurezza.

L’abitazione, come si evince anche dalle fotografie, sarebbe gravemente danneggiata.

Seguono aggiornamenti.

 

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Cronaca

(Tragico) Diario da Durazzo

I nostri vigili del fuoco impegnati nel recupero dei corpi di una intera famiglia, la cui storia ha commosso l’Albania e l’Europa. Intanto la terra trema ancora

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La fierezza per l’opera prestata dai vigili del fuoco salentini (sono partiti dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Lecce) insieme ai loro colleghi di altre località italiane a Durazzo lenisce appena la tristezza per ciò che sta passando un popolo a noi vicino non solo geograficamente come quello albanese.

Una famiglia distrutta

Ieri i nostri vigili sono stati impegnati per tutta la giornata e fino a notte fonda a Durazzo nei pressi di una palazzina di tre piani che è collassata su se stessa ed ha inghiottito un’intera famiglia.

Il tetto dell’abitazione crollata

La mamma, la moglie del quarantenne Berti Lala, i figli, erano due gemellini di un anno e mezzo e un altra bambina di 7 anni.: loro corpi sono stati ritrovati abbracciati alla madre, nella notte tra giovedì e venerdì dai nostri Vigili del Fuoco.

Anche gli altri familiari non ce l’hanno fatta: una delle sorelle di Berti Lala, la loro madre di 79 anni e un nipote sono tutti tra le vittime accertate del disastro. Nella notte trovato anche il corpo del nonno, un anziano disabile.
La palazzina dove viveva la famiglia è completamente collassata, con i solai uno sopra all’altro, una situazione in cui è stato molto difficile per i soccorritori intervenire.

Nelle operazioni che vedono coinvolti i nostri vigili del fuoco sono impegnati 175 uomini delle squadre Usar (Urban Search And Rescue), specializzate nella ricerca sotto le macerie.
I Vigili del Fuoco italiani hanno lavorato ininterrottamente sul sito da martedì sera fino alle 2 di questa notte, quando le operazioni di ricerca si sono concluse, finché tutti i dispersi erano stati recuperati.
La terra intanto continua a tremare: una nuova scossa di magnitudo 4.8 è stata registrata tra giovedì e venerdì poco prima di mezzanotte. L’epicentro è stato a 29 chilometri a ovest di Tirana, dove è stata avvertita distintamente. Mentre oltre 2mila persone sono ricoverate nelle quattro tendopoli a Durazzo, Sukth, Thumane e Bubq, si continua a scavare per cercare altri dispersi sotto le macerie.  Anche i vigili del fuoco della sezione operativa salentina si sono spostati su un un’altro ”cratere” di ricerca.

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Cronaca

Sulle spalle di Don Tonino per uno scatto

Dal web la folle bravata di due giovani che si arrampicano sulla statua dell’amato vescovo salentino

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Incoscienza, talvolta, fa rima con stupidità.

È il caso della bravata che in queste ore sta facendo discutere a Tricase e dintorni: due ragazzi si sono fatti immortalare sulla statua di Don Tonino Bello.

Nell’omonima piazza, i due giovani, i cui volti nello scatto che circola in rete son coperti da una emoticon, sono letteralmente saliti sulle spalle del monumento a Don Tonino, per il gusto di farsi immortalare dagli amici.

Un gesto, appunto, tanto incosciente, come può essere l’età degli interessati, quanto stupido, irresponsabile ed irrispettoso.

Del resto, per una manciata di like in molti son disposti a questo ed altro…

Lo scatto, che nelle intenzioni dei protagonisti sarebbe sicuramente dovuto restare “per pochi intimi”, come spesso accade in questi casi, ha fatto invece il giro dei social, alimentando le polemiche.

Per la statua, di recente tornata “a casa” nella piazza dedicata al compianto vescovo, dopo anni trascorsi nella pur vicina piazzetta Dell’Abate, una spiacevole sorpresa.

Ma un peso che le larghe e pazienti spalle di Don Tonino avranno già saputo perdonare.

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