Sgominata associazione a delinquere

In 9 sono finiti in manette in quanto componenti di una associazione a delinquere dedita a usura, estorsioni, esercizio abusivo della raccolta del risparmio, riciclaggio, reimpiego di proventi illeciti e turbativa d’asta.

Si tratta di esponenti di criminalità organizzata collegati ad una famiglia della mafia leccese, quella del clan Coluccia. Il blitz della guardia di finanza è scattato questa mattina a Lecce, su coordinamento della Procura. Appresso alle fiamme gialle, la polizia tributaria che sta sequestrando beni per un valore complessivo superiore ai milioni 5 di euro tra fabbricati (sei), un opificio industriale, 13 beni mobili registrati (anche autovetture e motoveicoli), una società di capitali e due ditte individuali, oltre ai saldi attivi di 26 rapporti finanziari e 10 rapporti assicurativi.

In particolare, l’organizzazione, oltre ad esercitare abusivamente l’attività finanziaria verso un’ampia platea di soggetti, tra i quali numerosi imprenditori in stato di bisogno, poneva in essere vere e proprie attività usurarie, con l’applicazione di tassi di interesse oscillanti tra il 121% ed il 183% annui. Al fine di ostacolare l’accertamento della provenienza delittuosa dei proventi di tali attività, gli assegni bancari ed effetti cambiari che gli indagati ricevevano anche a garanzia dei prestiti concessi, venivano negoziati su conti correnti intestati a terze persone a loro riconducibili.

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