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Attualità

Tricase: la Pietas è sottoterra

A distanza di un anno esatto, eravamo in campagna elettorale (e si sa, in quel periodo le mance sono per tutti), quando si dibatteva dell’annosa questione del “cimitero vecchio”

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Dov’è finita la Pietas? Quel sentimento carico di misericordia, compassione, amore e rispetto, soprattutto per i defunti? Lo chiediamo al sindaco e a questa amministrazione di Tricase. A cosa servono gli assessori al ramo, al servizio cimiteriale, nella fattispecie l’assessore Antonella Piccinni, se non a monitorare, circoscrivere e risolvere i problemi che affliggono la città?

Non vogliamo degenerare nelle volgarità (sarebbe come sparare sulla CRI), o assegnare colpe a chicchessia (anche perché, credo, non serva), quello che ci limitiamo a fare sarà rendere pubbliche alcune foto che, in un pomeriggio assolato di giugno, immortalano lo schifo, il degrado, lo sdegno (e la preoccupazione) che monta alla sola visione delle immagini.

A distanza di un anno esatto, eravamo in campagna elettorale (e si sa, in quel periodo le mance sono per tutti), quando si dibatteva dell’annosa questione del “cimitero vecchio” di Tricase, di questo luogo sacro posto al centro della città, dove riposano, inermi, migliaia e migliaia di salme sin dalla fine dell’800, e dove tanta parte di Tricase, dopo aver inondato quelle vie di lacrime amare, vorrebbe, in sicurezza, porgere un omaggio ai propri defunti. Si argomentava dell’abbandono in cui versava, delle soluzioni da adottare, di che fine avrebbe fatto. http://www.ilgallo.it/dai-comuni/tricase/tricase-il-cimitero-della-vergogna/

Allora c’eravamo appellati alla sensibilità ed al pudore dei candidati sindaco che promettevano (tutti), appena insediati, di prendersene cura e ridare dignità e decoro, a quegli impotenti che gridano pietà. Oggi, 20 giugno 2018, dopo l’allarme e l’indignazione che provocarono le foto di un anno fa (davanti alle promesse mai mantenute), un moto di ribrezzo e vergogna ha accompagnato la nostra passeggiata.
Non sprecheremo altri aggettivi per argomentare quello che abbiamo visto, le immagini che pubblichiamo, e corredano l’articolo, bastano da sole. La speranza, l’attesa dei tanti tricasini che hanno denunciato il fatto (e anche nostra), è che il nostro sindaco Chiuri, i nostri assessori, l’assessore Piccinni, chi siede sui banchi dell’opposizione e chiunque può fare qualcosa, prendessero a cuore la situazione e avessero pietà, se non per i propri concittadini, almeno per i “loro defunti”.
Luigi Zito

Attualità

Elisa per la Notte della Taranta, sono per metà salentina…

Fiiiiiiiiuh…   Qui si trema e si studia ragazzi. Ci si vede a Melpignano il 24 agosto

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Che emozione grande, studiare le mie radici… che conosco pochissim0, ma io sono in effetti per metà salentina 🔥🔥🔥(mamma e papà di papà erano di Gallipoli).

Cercherò di dare proprio tutta l’anima per questa festa così piena di calore e di tradizioni bellissime che è la Notte Della Taranta.
Fiiiiiiiiuh…   Qui si trema e si studia ragazzi. Ci si vede a Melpignano il 24 agosto!

Manca Pocooooooo 😱😱😱

Elisa

https://www.facebook.com/elisaweb/

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Appuntamenti

De Santis: “Pienone negli alberghi per la Notte della Taranta”

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Come riportato da “Il Sole 24 ore”, il presidente di Federalberghi Lecce Raffaele De Santis ha evidenziato che si registra il tutto esaurito nelle strutture alberghiere del Salento nella settimana del Concertone de La Notte della Taranta.

Secondo i dati fornit, infatti, dal 19 al 25 agosto c’è un aumento di prenotazioni nelle strutture ricettive  salentine. “Questo dato, spiega Raffaele De Santis presidente di  Federalberghi Lecce, è parzialmente in controtendenza rispetto alla lieve flessione di richiesta turistica che si è registrata quest’anno nel periodo estivo. Non solo pienone dunque nella settimana clou dell’evento di Melpignano,  ma anche un nuovo dato che riguarda i turisti stranieri. Oltre alle consuete presenze dall’Europa e in particolare da Francia e Germania, nel 2019  aumentano le presenze da America, Australia e Cina”.

Il dato complessivo conferma quanto già evidenziato dal rapporto realizzato da CISET (Centro internazionale di studi sull’economia turistica) insieme a Confcommercio Iatlia e Agis: “Gli effetti della Notte della Taranta sulla ricettività sono quindi percepiti soprattutto nell’appuntamento del concertone finale, che è segnalato da quasi la metà degli operatori del Salento come ragione di aumento delle prenotazioni”.

Dallo stesso rapporto emerge che in ciascuna edizione, a partire da una spesa diretta dei visitatori sul territorio pari a 16,8 milioni € (di cui 13 milioni nei servizi), si generano 6 milioni € di valore aggiunto nel territorio. A fronte di un budget di circa 1,2 milioni di Euro speso nell’organizzazione di ciascuna edizione, ogni euro investito nell’evento produce 14 Euro di spesa dei visitatori, per 5 Euro di valore aggiunto.

Spesa degli spettatori in loco: € 16,8 milioni totale, di cui € 13,4 milioni per servizi; € 3,4 milioni per beni

Valore aggiunto prodotto dalla spesa degli spettatori in loco: € 6,3 milioni totale; € 5,8 milioni per servizi e € 540 mila per beni.

Cecilia Leo

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Attualità

È ancora Briatore Vs Puglia

Da Instagram tuona contro il porto di Gallipoli che nega l’accesso al tender Force Blue

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Flavio Briatore ancora una volta insoddisfatto dalla Puglia.

Stavolta, tuona contro Gallipoli. Lo fa dal suo account Instagram dove racconta (taggando anche il profilo della Regione Puglia) di un accesso negato al panfilo di 60 metri denominato Force Blue. In tutto il suo disappunto, spiega come lo yacht con a bordo “importanti turisti”, come li definisce lui stesso, ha poi deciso di virare verso Otranto.

L’imprenditore ha quindi deciso di esternare il suo stupore sui social etichettando Gallipoli come esempio del “movimento del non fare”.

Già in passato Briatore aveva scatenato il dibattito sul turismo in Puglia e sulla sua gestione. Non sottraendosi a commenti sugli operatori turistici stessi, definiti impreparati e adatti al “deleterio turismo da ciabatte”.

A questo punto vien da chiedersi, se non è meta all’altezza o gradita, anziché elargire etichette del non fare, in Puglia o in Salento cosa ci viene a fare…?

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