Checco Ria da “il Gallo” al North Carolina

Il Corriere della Sera ha dato spazio alle testimonianze di chi è all’estero in una rubrica intitolata “Così catturano i migliori talenti” che ospitava le lettere di chi è strato costretta a fare armi e bagagli  e mollare lo Stivale.

Tra questi anche Francesco Ria, 36 anni di Collepasso, nostro collaboratore per alcuni anni, oggi fisico medico alla Duke University. Checco, come lo chiamavamo in redazione, 4 anni fa si è trasferito negli Stati Uniti pur avendo un contratto a tempo indeterminato con una grande azienda italiana.

Colpisce la lentezza delle carriere nel nostro Paese”, scrive nella sua lettera. “Mentre in Italia ero il più giovane, qui ho trovato ragazzi di 28 anni notevolmente più avanti di me”. Il salentino poi evidenzia che “la sensazione di mortificazione che vivono i giovani italiani è unica al mondo e le energie migliori si disper-dono perché l’età migliore per fare ricerca è ai 35 anni, dopo il cervello inizia a non funzionare più molto bene”.

Il Corriere ha anche chiesto al “nostro” Checco un giudizio sulla direzione dell’Italia: “Ho risposto che non stiamo andando da nessuna parte ed è il contrasto più stridente che ho percepito dall’estero. Qui in Nord Carolina le autorità hanno informato gli ospedali della zona che prevedono un aumento di popolazione del 20% nei prossimi tre anni e gli ospedali hanno iniziato a acquistare nuovi apparecchi. In Italia invece ogni autunno piove e ogni autunno contiamo i morti da bombe d’acqua”.

Più chiaro di così…

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