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Attualità

No al cono gelato: class action contro Wind

Via all’azione collettiva contro il colosso della telefonia promossa dall’Associazione di tutela dei consumatori Codici.

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A titolo di rimborso per il black-out subito dagli utenti il 13 giugno scorso, la Wind ha proposto una cifra risibile: 2,50 euro. Pochi spiccioli per liquidare la faccenda. A malapena il costo di un cono. Ma dietro ci sarebbe addirittura di più: accettando questa mancetta, l’utente rischierebbe di non avere più diritto a reclamare altro rimborso.

classTutti gli utenti che hanno subito disagi e disservizi durante il famoso black-out del 13 giugno ultimo scorso possono contattare CODICI tramite mail, a: segreteria_nazionale@codici.org  o segreteria.sportello@codici.org.

Per maggiori informazioni possono chiamare lo 06/5571996, risponderà lo sportello attivo dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 17. Il personale degli sportelli offrirà assistenza per compilare la documentazione necessaria e partecipare alla class action.

L’Associazione punta a ottenere un risarcimento reale per quella giornata di black-out, stimato in Euro 1.000,00, ben più cospicuo rispetto alla irrisoria “mancia” di Euro 2,50 con cui la Wind vorrebbe liquidare la vicenda, sebbene, in alcuni casi, lontano dalle effettive perdite che gli utenti hanno accusato in quel fatidico giorno.

Quello che preoccupa l’Associazione Codici è il rischio che gli utenti potrebbero correre accettando l’offerta, ossia di non avere più diritto a qualsiasi altro rimborso.

La nostra azione”, spiegano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, e Stefano Gallotta, responsabile di Codici Lecce, “mira ad evitare che, per il tramite di una campagna mediatica volta alla disinformazione circa i diritti scaturenti in capo ai consumatori in ipotesi di interruzione dei servizi di telefonia ed internet, sia consentito, oggi alla Wind e domani probabilmente ad altri operatori, di sviare ai propri obblighi contrattuali per il solo fatto di aver autonomamente deciso di non dover ottemperare agli stessi o di averli reputati, in relazione alle circostanze, antieconomici”.

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Bonus verde e indennità fermo pesca obbligatorio

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«Stiamo lavorando per integrare la legge di bilancio con alcune misure importanti per l’agricoltura.Oltre agli emendamenti parlamentari, abbiamo presentato due emendamenti governativi: proroga del Bonus Verde e indennità fermo pesca obbligatorio».

Lo ha detto la Ministra Teresa Bellanova stamane al Tavolo con le Regioni.

«Nella Legge di Bilancio», ha proseguito la Ministra Bellanova, «abbiamo riportato l’agricoltura al centro dell’agenda politica ed economica introducendo misure significative: azzeramento delI’Irpef agricola per un valore di 200milioni di euro; 80 milioni in tre anni sul Fondo di solidarietà per l’emergenza cimice asiatica; sgravi contributivi nei primi due anni per i giovani che diventano imprenditori agricoli; 15 milioni per favorire gli investimenti delle donne in agricoltura istituendo un Fondo per mutui a tasso zero; 30 milioni di euro per l’agroalimentare Made in Italy con interventi per il rafforzamento delle filiere».

«Accanto a queste azioni, e a quanto verrà dal lavoro parlamentare», aggiunge la Ministra pugliese, «la Manovra prevede un Collegato Agricoltura che ci consentirà di dare nuove prospettive e futuro al settore e dovrà coordinarsi con il Piano strategico nazionale».

«Su questo ritengo essenziale il contributo attivo e fattivo delle regioni per rispondere in modo puntuale alle diverse esigenze territoriali e mi auguro», ha concluso al Ministra, rivolgendosi ai governi delle  Regioni, «che da tutti voi giungano in tempi celeri indicazioni e proposte».

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Appuntamenti

Uno sportello agricolo per Salve

Assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo: inaugurazione domani, alle ore 18 nella sala convegni di corso Roma

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Uno sportello agricolo comunale per Salve.

Sarà inaugurato domani, giovedì 21 novembre, alle 18 nella sala convegni di corso Roma.

Presso lo Sportello, istituito dall’amministrazione comunale, tutti cittadini potranno ricevere assistenza o consulenza sull’attività del settore agricolo (Xylella, nuove imprese, fiscalità, fondi europei, turismo e agricoltura, attività promozionali, mercati agricoli, ecc.).

Interverranno:

– il sindaco di Salve Francesco Villanova;

– il vice sindaco Giovanni Lecci;

– l’assessore all’agricoltura Francesco De Giorgi;

– il consigliere all’ambiente Antonio Cavallo;

 – Giuseppe Elia, responsabile dello sportello agricolo.

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Attualità

Albero dell’anno: altri 2 giorni per votare la Quercia Vallonea

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Ultimi due giorni per votare la nostra Quercia Vallonea per partecipare al Tree Of The Year 2020.

Il concorso è organizzato dalla GTF (Giant Trees Foundation), fondazione senza scopo di lucro nata per conoscere e difendere i grandi alberi, lancia un contest in occasione della giornata nazionale dell’albero.

Fino a giovedì 21 novembre, tramite GTF, si potrà ancora votare per scegliere la Vallonea di Tricase come quercia italiana che parteciperà al concorso europeo che eleggerà L’albero dell’anno 2020.

Tra i 4 alberi in corsa, il gigante tricasino sfida il Leccio dell’Etna, la Quercia delle Checche di Siena e la veneta Quercia di Fossalta.

A due giorni dalla fine delle selezioni online, la Vallonea è la più votata con oltre 350 mila voti; molto distanziate le altre: Leccio dell’Etna (quasi 63.700), la Quercia delle Checche di Siena (poco più di 62mila) e la veneta Quercia di Fossalta (110mila)

Clicca qui per esprimere la tua preferenza.

La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.

E’ candidata a diventare patrimonio nazionale dell’UNESCO e nell’anno 2000 il WWF l’ha identificata come “Albero-Simbolo” del Salento e della Puglia.

Questa specie è  poco rappresentata sul territorio nazionale e quindi anche per questo ancora più preziosa.

Come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate nelle tradizioni locali sui grandi alberi, per questo la Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come “Quercia dei cento cavalieri“.

Si narra, infatti, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un forte temporale .

La quercia ha sempre rappresentato per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all’economia locale perché dalle sue ghiande si ricavava il “tannino”, una sostanza utilizzata nella concia delle pelli.

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