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Novoli

Novoli: Venite a Laudare

Mercoledì 27 marzo al Teatro comunale il coro Domus Messapiae si armonizzerà con la voce suadente del soprano lirico-leggero Silvia Bianco, sotto la guida del Maestro Giorgio Primiceri, che alternerà podio e pianoforte nella perfetta cornice del Teatro comunale di Novoli.

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La freschezza del canto medioevale, schietto ed intimamente coreutico, nella riscoperta del Laudario cortonense, una raccolta di Laudi miracolosamente giunta fino a noi, scritte nell’italiano di Dante, amorevolmente reinterpretate da Domus Messapiae attraverso un’originale alternanza delle parti vocali, impreziosite dalle timbriche di una piccola orchestra da camera.
Nell’ambito del progetto di educazione permanente “Dietro le quinte”, frutto della partnership con il Comune di Novoli, il coro Domus Messapiae si armonizzerà, (mercoledì 27 marzo al Teatro comunale), con la voce suadente del soprano lirico-leggero Silvia Bianco, sotto la guida del Maestro Giorgio Primiceri, che alternerà podio e pianoforte nella perfetta cornice del Teatro comunale di Novoli. Accostati agli antichi canti devozionali, nella seconda parte del concerto brani più moderni affini per tematica o stile: la celebre “Ave Maria” attribuita al Caccini, lo struggente “Pietà Signore” di Stradella, il dolcissimo quanto acrobatico “Concerto per una voce” del contemporaneo Saint Preux, il noto “Pie Jesu” di Andrew Lloyd Webber che il compositore inglese ha dedicato al padre scomparso. Sipario alle ore 20,45. Ingresso gratuito.

Carmiano

Operazione “Armonica”: gli arrestati e tutti i particolari

Documentata l’operatività criminale del sodalizio mafioso facente capo a Fernando Nocera (già condannato per 416 bis), attivo prevalentemente tra Carmiano, Veglie, Novoli, Leverano e Porto Cesareo. Ventidue in tutto gli arrestati

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Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Lecce, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 22 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa del R.O.S. e sviluppata sulle articolazioni del Clan SCU “Tornese” di Monteroni di Lecce, che ha documentato l’operatività criminale del sodalizio mafioso facente capo a Fernando Nocera (già condannato per 416 bis), attivo prevalentemente tra Carmiano, Veglie, Novoli, Leverano e Porto Cesareo.

L’indagine ha permesso di documentare, per il periodo compreso tra novembre 2017 e luglio 2018, il ruolo di vertice rivestito da Nocera in seno all’organizzazione mafiosa della SCU riconducibile al clan Tornese, nell’ambito del quale è riconosciuto referente per i territori di Carmiano e dei comuni limitrofi. Ha inoltre fatto luce sull’inserimento nel sodalizio di nuove leve emergenti, quali i fratelli Davide e Matteo Conversano, giovani incensurati con ruoli di rilievo a stretto contatto con il capo Nocera.

Al riguardo, particolarmente significative sono state le conversazioni telefoniche e ambientali intercettate nei giorni successivi all’arresto di Nocera avvenuto il 18 gennaio scorso in esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere con il quale, a seguito di una precedente attività investigativa della Guardia di Finanza di Napoli, gli era stato contestato l’approvvigionamento di oltre 40 Kg di hashish da un gruppo operante in San Giuseppe Vesuviano (NA). In quel periodo infatti si è assistito ad un riassetto del gruppo in cui, pur mantenendo Nocera il ruolo di leader indiscusso, la direzione delle attività delittuose sul territorio è passata materialmente ai fratelli Conversano, con il sostegno criminale del leccese Gabriele Pellè. Quest’ultimo, pregiudicato già condannato per associazione mafiosa quale affiliato al clan Cerfeda di Lecce è stato espressamente indicato da Nocera nelle missive spedite dal carcere presso il quale lo stesso era detenuto e veicolate ai suoi adepti per il tramite di Giuliana Cuna, quale figura di riferimento nei rapporti con altri gruppi criminali. Le indagini hanno accertato peraltro che lo stesso capo clan ha impartito le proprie direttive nel corso dei colloqui in carcere, affidando alla moglie Livia Comelli il compito di riportarle ai propri affiliati e di mantenere i contatti con “i monteronesi”.

Il gruppo criminale destinatario del provvedimento cautelare ha manifestato dei connotati di estrema pericolosità, come dimostrano la disponibilità ed i riferimenti agli approvvigionamenti di armi (anche automatiche), munizioni e materiale esplodente, nonché la spiccata propensione alla realizzazione di attentati incendiari e dinamitardi per finalità estorsive e intimidatorie, finanche per meri dissidi personali.

A tal proposito durante le indagini, il 21 marzo scorso, i Carabinieri della Stazione di Carmiano hanno rinvenuto nell’abitazione di Matteo Conversano due pistole con matricola abrasa, un revolver cal.38 marca Smith&Wesson, una pistola semiautomatica marca Beretta cal.7.65 e un centinaio di munizioni e, parallelamente, le intercettazioni hanno messo in luce il tentativo da parte degli indagati di circoscrivere la conseguenze del fatto al fine di salvaguardare la leadership del sodalizio.

L’attività ha consentito di far luce su diversi episodi incendiari e dinamitardi, alcuni dei quali realizzati materialmente da Marcello Fella su mandato di Davide Conversano al fine di agevolare l’associazione mafiosa di appartenenza e di rafforzarne i poteri di intimidazione e controllo del territorio. Si tratta in particolare dell’esplosione di un ordigno artigianale di medio potenziale avvenuta l’11 febbraio scorso nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato di Carmiano, e dell’incendio il 19 marzo di due autovetture, una Fiat Punto e una Lancia Y, di proprietà di un assicuratore del posto.

Tra gli episodi contestati a Fella, l’attentato incendiario realizzato ad Arnesano il 5 maggio 2018 ai danni dell’autovettura Renault Megane di proprietà del comandante dei vigili urbani di quel Comune, seppur non realizzato per conto della compagine mafiosa di appartenenza.

Fonte primaria di realizzazione di guadagni illeciti da parte del gruppo è risultata l’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, nell’ambito della quale il sodalizio retto da Nocera ha mantenuto rapporti con quello capeggiato da Saulle Politi, operante su Monteroni di Lecce, già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione denominata “Labirinto” del Ros, eseguita nel mese di luglio dell’anno scorso.

In particolare, punto di contatto tra la consorteria oggetto d’indagine e quella capeggiata da Politi Saulle, entrambe federate al clan Tornese, è risultato essere Gabriele Tarantino, arrestato nell’operazione Labirinto quale uomo di fiducia del Politi e recentemente condannato in primo grado – con rito abbreviato – alla pena di anni 10 di reclusione per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, destinatario anche dell’odierno provvedimento cautelare.

Nel corso dell’indagine, servizi e controlli effettuati dai carabinieri dei comandi territoriali, hanno permesso di riscontrare le attività di traffico e spaccio di stupefacenti da parte degli indagati. Tra gli altri:

  • il 6 aprile 2018, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, hanno arrestato in flagranza di reato a Novoli, Leandro Nico Martena, trovato in possesso di gr. 9,71 cocaina, gr. 25 di marijuana, n.2 piante di marijuana ed una piccola serra allestita per la coltivazione delle piante;
  • il 12 maggio 2018 i Carabinieri della stazione di Carmiano hanno rinvenuto 15 grammi di cocaina, suddivisi in dosi, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento ed un’ingente somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio nella disponibilità di Stefano Garofalo, che veniva pertanto tratto in arresto;
  • il 9 giugno 2018, sempre a Carmiano, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina hanno arrestato Fabio Spagnolo, trovato nella disponibilità di 430 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente.
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Cronaca

Furti al centro commerciale, due arresti

Avevano rubato due paia di scarpe, due camicie, uno zainetto e due felpe per un  valore complessivo di circa 170  euro. Indagini in corso per identificare il terzo complice

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Avevano preso di mira alcuni negozi di abbigliamento del centro commerciale “Mongolfiera” di Surbo, alle porte di Lecce, e cercato di rubare vestiti e accessori.

La bravata però è costata cara a due di loro perché sono stati scoperti e arrestati.

Accertamenti in corso per identificare un terzo complice, datosi alla fuga poco prima del controllo.

La refurtiva è stata restituita ai proprietari, mentre Mbacke Samb Papa Cheik, 18 anni, e Mamadou Ndiaye, 21 anni, entrambi senegalesi ma residenti a Novoli, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

I due, identificati e perquisiti all’interno del centro commerciale. sono stati trovati in possesso di due paia di scarpe, due camicie, uno zainetto e due felpe per un valore complessivo di circa 170  euro.

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Carmiano

Incidente sul lavoro, muore operaio 30enne

Stava lavorando ad una blaconata in pietra leccese di una sala ricevimenti quando è precipitato dalla balaustra posizionata a cinque metri di altezza

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Stefano Vetrugno, 30 anni, di Carmiano, è precipitato da una balaustra all’altezza di cinque metri nella sala ricevimenti sulla provinciale Carmiano – Salice Salentino, in agro di Novoli, nella quale stava lavorando.

L’operaio era intento a sistemare una balconata in pietra leccese quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri, la balaustra avrebbe ceduto.

La caduta repentina e violenta non ha lasciato scampo a Vetrugno che sarebbe morto sul colpo.

La segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi, e la segretaria generale della Fillea Cgil Lecce, Simona Cancelli intervengono con na nota congiunta su “l’ennesimo inaccettabile incidente mortale sul lavoro, avvenuto oggi a Novoli e che ha spento la giovane vita di Stefano Vetrugno, riaccende una questione non più rinviabile: quella della salute e della sicurezza sui posti di lavoro. Per contrastare questa piaga serve l’impegno di tutti – istituzioni, parti sociali e soprattutto parti datoriali – con l’obiettivo di tutelare la persona, prima ancora del margine di profitto. Nel giorno in cui la Cgil Lecce è impegnata a Melpignano nella formazione dei propri Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls ed Rlst), il Salento è costretto a piangere l’ennesimo lavoratore, uscito la mattina per andare a lavorare e che non tornerà più a casa. Nel settore edile abbiamo già pianto troppe vite umane. E purtroppo il 2018 si sta confermando nefasto: dall’inizio dell’anno, a livello nazionale, nel primo trimestre sono 22 edili in più rispetto allo stesso periodo del 2017, con un incremento del 50%. Ed oggi purtroppo facciamo i conti con la prima morte, nel settore costruzioni, anche in provincia di Lecce. Per contrastare gli innumerevoli incidenti mortali che da sempre affliggono il Salento la Cgil e tutte le sue categorie si impegneranno affinché si verifichi un cambio culturale vero, insistendo sulla formazione dei propri delegati, degli Rls e degli Rlst sui quali troppo spesso si scaricano responsabilità eccessive“.

Verificheremo puntualmente, insieme con istituzioni, parti datoriali e organi di controllo“, concludono, “le condizioni a cui sono sottoposti i lavoratori nell’espletamento della loro attività“.

Così, invece, il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto: “La Uil di Lecce esprime solidarietà e vicinanza ai familiari del giovane lavoratore Stefano Vetrugno, morto in seguito a un incidente sul lavoro accaduto questa mattina a Novoli. Purtroppo continua inesorabile l’escalation di infortuni mortali e questo deve far riflettere tutti. In attesa che le autorità competenti accertino la dinamica dell’incidente e perseguano le eventuali responsabilità sull’accaduto, rilanciamo la necessità di un’azione congiunta fra istituzioni, associazioni e parti datoriali, finalizzata ad intensificare sempre di più le azioni necessarie a garantire la sicurezza e contrastare il rischio di incidenti sui luoghi di lavoro. Come sindacato stiamo già facendo la nostra parte, anche grazie al progetto “Io diversamente rischio” e agli incontri formativi con le Rsu e i quadri sindacali, ma non basta. Serve di più. Serve l’aiuto di tutti, perché sicurezza e salute dei lavoratori devono rappresentare una priorità dentro le aziende e anche fuori”.

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