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Tiggiano

Tiggiano, dimissioni in Consiglio: “Tanto decide tutto il sindaco”

Anna Lisa Negro: “Autorità e imprenditori banchettano nella loro solitudine separati dalla gente comune. Non è questa la mia idea di politica!”

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Scossone all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Ippazio Morciano a Tiggiano.

Anna Lisa Negro, infatti, ha presentato le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale.

Nella lettera da lei stessa protocollata spiega: “Le motivazioni che mi hanno spinto a questa decisione dovrebbero essere ormai ben note voi tutti: ribadisco che da un iniziale sentimento di orgoglio per la carica ricoperta ho cercato più volte nei limiti delle mie possibilità di dare il mio contributo a questa importante assemblea elettiva, ma di fatto questo non mi è stato quasi mai possibile”.

Il perché è presto detto: “Col passare degli anni, ormai quasi cinque, nonostante i miei continui tentativi di essere più di una “alzata di mano” durante i Consigli, da me ci si aspettava solo qualche intervento di apparenza ma le decisioni più importanti”, attacca la Negro, “le prende solo il sindaco; a quello che lui tralascia ci pensa la giunta e poco altro, in rare occasioni, va a quei pochi eletti che non disturbano o che sono esclusivamente propedeutici ai programmi di aspirazione del sindaco, al quale faccio i miei auguri più sinceri per la sua candidatura alla Regione”.

Anna Lisa Negro avrebbe voluto che “l’amministrazione fosse stata più vicina alle problematiche sociali dei giovani, che non si risolvono certamente con effimeri finanziamenti venuti dall’alto per l’interessamento di qualcuno, senza nessuna reale ricaduta di crescita sul territorio e senza considerare le idee e le potenzialità dei nostri cittadini, che più volte in questi anni sono stati separati dalle alte cariche, forse per paura di “contaminazione”. Autorità e imprenditori”, conclude sibillina la ormai ex consigliera, “banchettano nella loro solitudine separati dalla gente comune. Non è questa la mia idea di politica!”.

Appuntamenti

Concerti ungheresi a Tiggiano, Tricase, Giuliano e Leuca

Dal 15 al 22 settembre tornano nel Capo di Leuca alle alunne del liceo linguistico “Kodaly Zoltan” di Pècs, Ungheria. In programma anche una tournée di musica corale. Concerto finale presso la cascata monumentale di S.M. di Leuca

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Vitzontlatasra! È dal 1995 che, un anno si e uno no, nel Capo di Leuca diciamo “arrivederci” alle alunne del liceo linguistico “Kodaly Zoltan” di Pècs, Ungheria, e agli insegnanti che le accompagnano.

Vitzontlatasra! Un “arrivederci” difficile, sia per la lingua, l’ungherese, appartenente al ceppo linguistico ugro-finnico, sia per le lacrime che ogni volta bagnano di tristezza il distacco dalle famiglie in cui le giovanissime ragazze sono ospitate.

Anche quest’anno, dal 15 al 22 settembre, l’esperienza di ospitalità e di amicizia, guidata dalla Preside del Liceo, Béres Andrásné, si ripete nuovamente. Saranno coinvolti tre paesi, Tiggiano, Tricase e Giuliano (frazione di Castrignano del Capo), e i relativi assessori alla cultura: Francesco Melcarne, Lino Peluso e Leonardo Ferilli.

Sono i parroci di Giuliano e di Tiggiano, don Rocco Zocco e don Lucio Ciardo, a promuovere e a finanziare l’iniziativa, che prevede anche un’importante tournée di musica corale, alla quale le cinquanta ragazze di Pècs dedicano tre ore di studio settimanale sotto la guida dei professori Attila Kertetz, Bernadett Ròzsa, Andras Kortecsi e Gyorgy Màtès, ormai veterani della rotta Pècs – Leuca.

La proposta principale del liceo, che conta circa 800 alunni, resta però l’insegnamento delle lingue. Sette in tutto: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, italiano e cinese. Un liceo straniero, dunque, che promuove la lingua e la cultura italiana. Partecipare a quelle lezioni (le nostre delegazioni, nel ricambiare le visite, lo hanno sempre fatto) vuol dire confrontarsi con un’offerta scolastica di alto livello didattico.

Il liceo d’altronde ha sede in una città, Pècs (fondata dai Romani col nome di Sopianae) che nel 2010 è stata capitale europea della cultura. Vi si respira un’aria mitteleuropea e lo sguardo gode la vista di elegantissimi palazzi, sormontati dai tipici tetti spioventi decorati con porcellane ungheresi. A Pècs, peraltro, ha sede la Zsolnay, una storica fabbrica di porcellane rinomate in tutto il mondo. E’ inutile dire che la proposta culturale e ricreativa della città è ricca di eventi che attraggono turisti e appassionati da tutta Europa. Ma altrettanto grande è la voglia di viaggiare che motiva le ragazze di Pècs nel raggiungere amici di Paesi, allo studio della cui lingua si dedicano con passione. Quando non sono impegnate in capitali come Vienna, Budapest, Londra, dove partecipano a certami di musica corale, le nostre ragazze di Pècs vengono in Salento, dove apprezzano molto la simpatia, il paesaggio e soprattutto il mare. E anche noi apprezziamo molto la perfezione del loro canto. È risaputo, infatti, che il metodo musicale ungherese, voluto dal grande musicista Kodaly Zoltan, e in uso in tutte le scuole ungheresi a partire dall’infanzia, è uno dei migliori del mondo.

Il programma dei concerti

Domenica 15 settembre: in serata arrivo a Tiggiano.

Lunedì 16, ore 20: concerto nel palazzo baronale di Tiggiano.

Martedì 17, ore 19: festa nel parco dell’oratorio di Giuliano.

Mercoledì 18, ore 20 concerto a Palazzo Gallone a Tricase.

Giovedì 19, ore 20: cena ungherese (Attila cucina il Gulasc 😜) nell’oratorio di Giuliano.

Venerdì 20, ore 19,30: concerto presso la cascata monumentale di Santa Maria di Leuca.

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Appuntamenti

«Il paese è morto»

Spopolamento e abbandono del Capo di Leuca: tavola rotonda domenica 4 agosto a Tiggiano. Verso un manifesto comune di politiche di restanza

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Una discussione sul fenomeno dello spopolamento e l’abbandono dei paesi del Capo di Leuca.

Una tavola rotonda alla quale siederanno i principali soggetti per iniziare a riflettere seriamente sul problema e cercare insieme un percorso che possa invertire la rotta. L’incontro, che gode del patrocinio della Provincia di Lecce, organizzato dall’Ambito sociale territoriale di Gagliano del Capo, in collaborazione con Ascla, ente di formazione e orientamento per il capitale umano e si terrà domenica 4 agosto alle ore 20,30 nell’atrio del Palazzo Baronale, piazza Castello a Tiggiano.

Da anni i paesi del Capo di Leuca sono interessati da un continuo e costante svuotamento: le cause sono molteplici e di natura sia economica che demografica, sociale, antropologica e politica. Lo svuotamento comporta anche un vuoto di memorie, di rapporti, una desertificazione ambientale e un deserto di speranze. Negli ultimi anni, questi fenomeni, spesso sottovalutati, quando non proprio ignorati e rimossi di fronte ad una modernizzazione selvaggia, necessitano di maggiore attenzione e non possono prescindere dall’analisi del contesto, caso per caso, e delle tante peculiarità locali.

A partire da questo incipit la tavola rotonda svilupperà un dibattito a più voci sui temi del “restare” come scommessa sul futuro. Non un restare nostalgico, né eroico, ma un crederci nella possibilità che anche qui ci possa essere un futuro migliore.

Al tavolo si siederanno i rappresentanti di alcuni enti interlocutori del territorio: i saluti istituzionali saranno dati da Carlo Nesca, presidente dell’Ambito sociale di Gagliano del Capo e da Giacomo Cazzato, sindaco di Tiggiano. Introdurrà il sociologo e dottorando di ricerca dell’Università del Salento Giovanni Monteduro.

Seguiranno le relazioni degli ospiti. Moderati da Daniela Fracasso, presidente della Consulta giuridica regionale di Federconsumatori, si alterneranno: Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia; Franco Chiarello, ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università Aldo Moro di Bari; Ippazio Antonio Morciano, consigliere della Provincia di Lecce; Giuseppe Negro, presidente Ascla, Associazione scuola e lavoro; don Lucio Ciardo, direttore pastorale sociale, giustizia e pace, lavoro e salvaguardia del Cerato della diocesi di Ugento -Santa Maria di Leuca; Luigi Russo, giornalista e sociologo.

L’incontro avrà lo scopo di avviare una riflessione attenta e seria, mirata ad affrontare il fenomeno dello spopolamento e ad avviare iniziative concrete, a politiche economiche e sociali tendenti ad arrestare la fuga e a favorire forme nuove di ritorno e di “ripopolamento”.

«Nel Capo di Leuca scuole, uffici postali, negozi, case chiudono e creano veri e propri deserti. I tanti paesini rischiano di diventare paesi fantasma. “Il paese è morto”, è una frase che sentiamo sempre più spesso in questi anni. Restare fa paura. Perché guardando i paesi disabitati, desolati, ci ritroviamo soli e frammentati dentro. Ma, proprio per questo è da lì che tutto può ricominciare», spiegano Giovanni Monteduro e Giuseppe Negro, ideatori e curatori dell’incontro, «non abbiamo bisogno di operazioni “strumentali”, mediatiche, sterilmente nostalgiche e lacrimevoli, o di interventi e piani di recupero che spesso sono più nefasti e distruttivi dello stesso abbandono. Questo problema va affrontato, con serietà, competenza, passione, affetto e con la consapevolezza che non è di facile soluzione. L’ambizione è quella di intrecciare una prima base per un possibile manifesto comune di politiche della restanza nel Capo di Leuca».

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Attualità

TuttixTutti: 12mila euro alla parrocchia di Tiggiano

“Sant’Ippazio” ha vinto il 2° premio dell concorso nazionale Cei  grazie al quale realizzerà una Cooperativa sociale, un’iniziativa di agricoltura solidale per creare nuova occupazione

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Sono stati proclamati i 10 vincitori di TuttixTutti, il concorso che premia i progetti di utilità sociale delle parrocchie coniugando solidarietà e formazione.

394 parrocchie candidate valutate in base all’utilità sociale del progetto, alla possibilità di risolvere problematiche presenti nel tessuto sociale, alla capacità di dare risposta a bisogni della comunità di riferimento e l’eventuale creazione di nuovi posti di lavoro.

Ad aggiudicarsi il 2° premio da 12mila di TuttixTutti 2019 è stata la parrocchia Sant’Ippazio di Tiggiano con il progetto Sulle orme del Santo per una cultura conviviale che intende avviare una Cooperativa sociale per coltivare la pestanaca Sant’Ippazio, la carota viola, con la finalità di promuovere opportunità lavorative per adulti e giovani disoccupati. Pensata per persone in difficoltà economica, immigrati e rifugiati richiedenti asilo, l’idea scaturisce dal contesto sociale in cui è inserita la parrocchia, caratterizzato da un profondo disagio diffuso, legato alla precarietà del lavoro e ad una considerevole presenza di migranti disoccupati.

Il progetto, firmato da Don Lucio Ciardo, vuole creare occupazione nel settore agricolo, coniugando la coltivazione della carota viola e la fornitura di servizi agricoli, di cui vi è una notevole richiesta nel territorio, caratterizzato dalla presenza di piccoli proprietari terrieri che utilizzano, abitualmente, personale senza le dovute coperture assicurative. La nuova cooperativa mira a coprire questo vuoto configurandosi come una concreta opportunità di inserimento professionale e di inclusione sociale.

Partendo dalla coltivazione dell’antico prodotto, legato al nome del Santo Patrono, si punta a realizzare un progetto articolato che rappresenterebbe una prima esperienza, all’interno della comunità e della realtà ecclesiale diocesana, di solidarietà sostenibile capace di innescare un circuito virtuoso di promozione sociale della persona attraverso la cooperazione.

«TuttixTutti rappresenta una grande opportunità per le parrocchieIn otto anni di storia, il nostro concorso nazionale ha contribuito», spiega Matteo Calabresi, Responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della Chiesa cattolica, «alla realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anziani».

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