Connect with us

Approfondimenti

Elezioni, il futuro di Tricase/2: Fernando Dell’Abate

La visione della città del candidato di Pd, Insieme per Tricase, Tricase Bene Comune e Giovani Democratici

Pubblicato

il

FERNANDO DELL’ABATE, INGEGNERE, 62 ANNI

(PD, TRICASE BENE COMUNE, INSIEME PER TRICASE, GIOVANI DEMOCRATICI)

Cosa farà nei primi 100 giorni?

I cittadini, in questo particolare momento storico, vivono un momento di disincanto rispetto alla politica. Nostro compito sarà quello di ridare dignità al dialogo cittadino-istituzione sin dal primo giorno. Tricase si aspetta un ritorno alla partecipazione attiva degli abitanti. Nei primi 100 giorni, concomitanti con il pieno del periodo estivo, sarà importante ridare decoro all’immagine del nostro paese provvedendo alla pulizia delle strade, alla rimozione delle erbacce dai cigli delle strade e dai palazzi comunali, alla disinfezione e disinfestazione da blatte e zanzare dell’intero territorio comunale, congiuntamente alla manutenzione del verde pubblico e delle discese a mare, con particolare attenzione rivolta alle nostre due marine.

Contestualmente si procederà all’attuazione del programma, coinvolgendo la comunità con incontri monotematici per eventualmente aggiustare l’azione amministrativa per una visione di Città di medio-lungo termine.

Un provvedimento della vecchia amministrazione che non le è piaciuto?

Ce ne sarebbero diversi, ma qui vorrei ricordare l’illegittimo incarico di gestione delle pratiche da insidie stradali affidato direttamente dalla Giunta Coppola alla società AS srl, società unipersonale con socio unico, e quindi proprietario dell’intero pacchetto di quote sociali, un Consigliere Comunale in carica, già candidato sindaco del PDL alle scorse amministrative. Delibera che ha portato all’interessamento della Magistratura e causato un danno erariale. Non è consentito a chicchessia di gettare dalla finestra i soldi dei cittadini. Nel nostro programma è principio sacrosanto quello di responsabilità di chi amministra la cosa pubblica.  

LAVORO: quali le priorità?

Inutile negare che Tricase non sia riuscita, nel tempo, a mantenere quella filiera produttiva che la caratterizzava in passato. Oggi troppe aziende scelgono di insediare altrove i propri stabilimenti perché manca un motore attrattivo per quest’ultime. Tuttavia, si può dire che Tricase può ritornare ad essere quel “terreno fertile” sia per le produzioni industriali di nicchia che per i servizi e l’artigianato.  E ciò è possibile: la zona industriale di Tricase è gestita dall’ASI – consorzio industriale regolamentato dalla regione Puglia – del quale il Comune di Tricase è socio, insieme ad altri dieci comuni, alla provincia di Lecce ed alla Camera di commercio.

Essere presenti negli organi decisionali di tale ente con continuità, e non solo nelle assemblee di approvazione dei bilanci, significa intercettare in tempo utile le scelte che vanno maturando, e con ciò incrementare le possibilità di successo nel dirottare gli investimenti nella propria zona industriale.

Completare le opere di urbanizzazione di tale zona e facilitarne l’acquisizione dei lotti spingerebbe molti artigiani a prendere in considerazione lo spostamento delle proprie officine e laboratori in contenitori più adeguati che renderebbero più razionale ed efficiente il loro lavoro.

L’esperienza insegna che in questi casi si registra un incremento del volume di affari delle ditte e l’assunzione di ulteriori collaboratori. Ciò potrebbe essere solo il primo passo per un nuovo impulso al settore economico della nostra Tricase.

Inoltre, per incrementare l’occupazione giovanile che da troppo tempo registra dati allarmanti, proponiamo la creazione di un centro di coordinamento territoriale per le politiche giovanili con la partecipazione di tutti gli Istituti scolastici, delle associazioni di volontariato, delle parrocchie. A questo centro vanno affidate risorse, ma soprattutto il compito di utilizzare gli strumenti della programmazione europea per la ricerca di opportunità di nuovo impiego per i giovani attraverso il confronto con le buone prassi sviluppate in altri contesti territoriali.

A tal proposito si istituirà L’Ufficio Fondi Europei, coordinato da un consigliere con apposita delega.

L’’Ufficio promuoverà la diffusione dei bandi nazionali e internazionali di interesse per il Comune, sensibilizzando alle politiche comunitarie, promuovendo la progettazione settoriale, la cooperazione locale, interregionale e transnazionale e lo scambio e il trasferimento di know-how tra attori pubblici e privati.

La base delle attività di progettazione è costituita da una logica di condivisione: quella che viene definita co-progettazione, comprensiva sia della consultazione della cittadinanza e dei differenti attori sociali che devono fare rete, che costituisce un elemento imprescindibile per il raggiungimento delle finalità dell’Ufficio.

Esso si raccorderà con gli assessorati, uffici e settori interessati alle varie azioni progettuali, con le istituzioni Europee, con Enti nazionali e regionali, Ministeri, Agenzie, etc.

Commercio: sempre meno aziende.E l’Associazione  Commercianti lamenta poca collaborazione…

Abbiamo un sogno: dare a Tricase un assetto di piccola città e non di un “ paesone” e questo non per una esigenza puramente estetica, che comunque non guasta, bensì per aumentarne l’attrattività a vantaggio delle piccole attività economiche di respiro comprensoriale. Facilitare la creazione dei centri commerciali e direzionali,  attraverso mirati interventi urbanistici, implementati con interventi di edilizia privata, significherebbe  attrarre iniziative imprenditoriali nel campo dei servizi e del commercio di qualità in un contesto di “polarizzazione” tanto ricercato, oggi, nei settori citati. Il contesto geografico provinciale ci è favorevole; già la Camera di Commercio di Lecce indica Tricase quale centro di “aggregazione”, ossia quel luogo dove, per ragioni di geografia politica, c’è la naturale tendenza al concentrarsi di iniziative economiche di tipo sovracomunale. Questo è un punto di forza che va governato, che va aiutato ad esprimersi nel massimo del suo potenziale, va indirizzato, va promosso in azioni di marketing territoriale. Obiettivi: incremento del valore del patrimonio edilizio privato e del mercato degli affitti; creazione di posti di lavoro; volano di sviluppo per gli altri settori.

Lo sviluppo urbano di Tricase è stato sicuramente disordinato, tanto che ancora oggi nel cuore della città esistono ampie zone di degrado non urbanizzate (zona Lama).  Oggi tale conformazione può rappresentare una opportunità unica. Spazi urbani vitali nel cuore della città, non riscontrabili in altri centri delle medesime dimensioni, idonei per la creazione di contenitori di centri commerciali e direzionali. Quindi occorre infrastrutturare, funzionalmente allo scopo, tali aree: ampie strade, parcheggi, illuminazione di qualità, interconnessione con il resto della viabilità atta a consentire un facile accesso anche ai mezzi di trasporto merci, spazi verdi e delle pause ristoro, ecc.

La visione: nel cuore di Tricase il centro commerciale e direzionale del Capo di Leuca.

Sempre funzionalmente alla potenziale vocazione della città ad essere polo di attrazione di piccoli imprenditori e di consumatori, con particolare riferimento al commercio al dettaglio nelle sue varie forme, dagli esercizi di vicinato alle medie strutture di vendita, dagli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ai locali di intrattenimento, occorre completare l’opera di ammodernamento degli spazi urbani del centro cittadino. L’obiettivo è creare una rete commerciale in spazi che si susseguano senza soluzione di continuità e che formino il sistema delle cosiddette “strade dello shopping”. Per intenderci da piazza dei Cappuccini e strade adiacenti, a piazza G. Pisanelli e piazzette limitrofe, passando per via Tahon De Revel ed arrivando in zona Lama.  I risvolti in termini di ricadute economiche sarebbero rilevanti, soprattutto se, attraverso una mirata promozione nelle più rinomate località turistiche (Leuca – Marine di Salve e Morciano – Castro – Santa Cesarea Terme), in sinergia con gli operatori economici, si dirottasse su Tricase lo shopping e l’intrattenimento post balneare di importanti flussi turistici. Il potenziale c’è tutto, ma occorre la mano pubblica che raccordi e ricuci l’esistente, lo arredi e realizzi le opere funzionali all’obiettivo. Pertanto:

corso Roma va riconcepito, riprogettato e realizzato con marciapiedi ridimensionati, con un ampia carreggiata  e con la contestuale creazione di parcheggi;

l’area del vecchio cimitero è da rigenerare con la definizione di un monumento sacro, limitatamente agli spazi occupati dalle ex cappelle mortuarie, e con la destinazione a spazi pubblici di servizio delle restanti aree, soprattutto al fine di raccordare, a mezzo di ampio ed illuminato marciapiede, l’area a parcheggio di piazza Caserta con piazza dei Cappuccini;

nella medesima area, occorre la predisposizione e l’approvazione di un piano urbanistico particolareggiato che consenta ai privati di recuperare vecchi caseggiati ed aree abbandonate a causa dei vincoli cimiteriali.

Inoltre, si condivide appieno l’importanza dell’elaborazione del “documento strategico del commercio”, i nostri esperti sono già al lavoro nell’eseguire le necessarie indagini statistiche, per la conoscenza delle variabili in gioco, e nell’approntare soluzioni coraggiose ed innovative per il rilancio del commercio. L’aiuto dell’associazione non può che essere gradito, anche in vista dell’ulteriore step che sarà la creazione del distretto urbano del commercio (DUC). Siamo già in contatto con i CAT (centri assistenza tecnica) di confcommercio e di confesercenti di Lecce per sfruttare i prossimi bandi regionali contenenti finanziamenti specifici per lo sviluppo della rete commerciale interna cittadina e per contrastare il fenomeno della cosiddetta desertificazione.

ACAIT: dopo tanto tempo perso, quale sarà il primo provvedimento che adotterà?

Dopo circa 16 anni, è giunto il momento di dare una degna destinazione al complesso dell’ACAIT.

Questo complesso è  oggi patrimonio comunale grazie ad una buona dose di coraggio nell’acquisirlo, a titolo oneroso e con notevole indebitamento a carico dell’ente, agli inizi degli anni 2000. Tale struttura, come è noto, è composta da un sistema di capannoni industriali, dove veniva eseguita la lavorazione del tabacco, e da circa due ettari di suolo edificatorio, quale area di pertinenza. Circa i capannoni industriali, la linea guida è quella di lanciare un bando di concorso, a mezzo dell’istituto giuridico del project financing, al fine di un suo un impiego in attività produttive compatibili con le caratteristiche della struttura e del circondario. Le discriminanti a base del bando di concorso avranno ad oggetto la qualità ambientale del tipo di intervento proposto e soprattutto il livello occupazionale generato.

Crediamo che affidare la destinazione di una appendice di tale superficie coperta a museo dell’arte contadina sarebbe vista di buon grado e ciò al fine di preservare i luoghi della memoria. Per l’area edificabile, invece, prevediamo la realizzazione di un moderno palazzo di città, ecosostenibile e a zero impatto energetico, da realizzare attraverso il medesimo sistema del project financing, al fine di potervi trasferire tutti gli uffici e servizi comunali. Al partner privato, a proprio ritorno economico, verrà consentito di realizzare un centro commerciale e direzionale, da armonizzarsi nel contesto urbano. Un parte dell’area, inoltre, verrà destinata alla realizzazione di una piazza, attrezzata con verde ed arredo urbano, e di una pista ciclabile, da collegare al sottostante parco comunale in fase di realizzazione. Tutto ciò senza alcun costo per il cittadino. Da puntualizzare che la sede del governo cittadino (Consiglio comunale, Sindaco, Giunta e Commissioni consigliari) con tutti gli uffici amministrativi di supporto, continueranno ad avere sede nel Palazzo Gallone, luogo della nostra memoria storica, simbolo della nostra città ed identificazione sociale e culturale delle varie generazioni con il proprio passato.  

TURISMO: dovrà cambiare Tricase per attrarre più turisti?

Negli ultimi anni abbiamo potuto assistere allo sviluppo del turismo nell’area jonica: un territorio che, per conformazione e storia, è molto diverso dal nostro. Certo è che Tricase ha delle potenzialità fino a questo momento inesplorate e non portate a frutto. Basti pensare che abbiamo circa nove chilometri di costa, due marine, un centro abitato esteso costituito da più centri storici.

La realtà policentrica di Tricase può acquistare valore se si dà precedenza al decoro urbano e agli interventi urgenti per la cura dei dettagli, bisogna recuperare aree a servizio pubblico da destinare a parcheggi, con ogni mezzo, prioritariamente con accordi bonari. Dobbiamo dircelo con chiarezza. Le nostre Marine sono ostaggio dei privati,  tanto che neanche i cittadini di Tricase ne possono godere; forse è giunto il momento di mettere mano a questa paradossale situazione; se necessario, ove possibile, anche una mano dotata di guanti non del tutto vellutati. E’ inutile sistemare le discese a mare, abbellire il porto turistico, recuperare il borgo dei pescatori, se poi non riusciamo a dare alloggio che a poche centinaia di auto, se nelle due località ci sono poco meno di dieci attività produttive, se qualsiasi pubblica manifestazione di promozione della località si trasforma in un ingorgo pauroso. Con il recupero di ulteriori aree, quelle attualmente disponibili sul lungomare potrebbero essere riconvertite in stalli per mercatini perenni, ordinati e caratteristici, e questo per superare, in minima parte ovviamente, la carenza di volumi edilizi destinati al commercio ed alla ricettività.  Perché c’è anche questo: nonostante la presenza di una notevole quantità di fabbricati, in gran parte seconde abitazioni, le nostre marine soffrono della quasi totale assenza di contenitori con destinazione commerciale e di ricettività professionale, conseguenza di circa un secolo di assenza di programmazione urbanistica territoriale. Diventa fondamentale, quindi, rimuovere questo vulnus e  1°) consentire in deroga ai regolamenti edilizi e sanitari, così come avviene per i centri storici (si veda Lecce da ultimo), il cambio di destinazione d’uso da “abitazioni” a “uso commerciale” – “uso artigianale” – “ricettività professionale”;  2°) incentivare tali cambi con sgravi fiscali IMU – TARI – ONERI PER MONETIZZAZIONE DEI PARCHEGGI;  3) impiegare i locali comunali posto sotto la ritonda per la creazione di un lido attrezzato 4°) attraverso il PUG  ricercare, anche tra le pieghe della legge, aree da destinare alla realizzazione di strutture ricettive professionali.

Questi interventi appena descritti, insieme ad un recupero funzionale delle circa 20 discese a mare esistenti, e ad una pronta e sollecita attuazione del piano coste, porterebbe un discreto  incremento delle attività commerciali con le conseguenziali ricadute economiche ed occupazionali.

Non bisogna rinunciare, poi, al potenziamento del porto turistico. Non avendo arenili e non potendo quindi puntare su un turismo di massa, dobbiamo necessariamente ed in alternativa crearci una nicchia nel mercato del turismo legato alla nautica da diporto; un mercato, tra l’altro per il quale è prevista una forte espansione nel mediterraneo nei prossimi decenni. Pertanto sarà prioritario: Riprendere il progetto già presentato alla Regione; rivitalizzarne l’iter di finanziamento; far comprendere all’amministratore regionale l’importanza che lo stesso ha per lo sviluppo economico  della città e che esso ben si inserisce nella specifica azione del programma del governo regionale 2015-2025 che prevede, per l’appunto, il potenziamento degli approdi turistici secondari e la messa in rete degli stessi.

Rimanendo in tema di porto turistico, la creazione di nuovi spazi pubblici, come abbiamo già detto, è fondamentale, una buona idea potrebbe essere quella di recuperare la parte di demanio pubblico posto a ridosso della banchina est del Porto (il costone che dalla sede dell’associazione Libeccio porta a Punta Cannone per intenderci) per realizzare una suggestiva passeggiata nel verde, con vista sul porto  e sulla collina che degrada a mare.   

Il porto di Tricase, a seguito della crescente domanda di Turismo nautico e diporto, con servizi a terra annessi, può accrescere l’accessibilità al patrimonio culturale e naturalistico del territorio, generando flussi turistici aggiuntivi oltre quelli già esistenti nel capoluogo.

L’idea è quella di promuovere le ricchezze culturali, naturalistiche e i sapori del territorio, attraverso la nascita di un nuovo sistema turistico che unisce ed integra mare e terra.  

Marine e centro storico dovranno complementarsi. Il centro storico di Tricase è già inserito nelle più note guide turistiche del Salento, nonostante la nostra noncuranza. Occorre adesso valorizzarlo per un proficuo ritorno economico. All’imponente edilizia monumentale deve fare da complemento il recupero del patrimonio edilizio privato con interventi di rigenerazione urbana che fungano da traino. E’ noto, infatti, in architettura, che all’intervento pubblico di risanamento di aree urbane seguono spontaneamente forme di recupero dei privati. Nel centro storico saranno necessarie forme di incentivazione fiscale  che favoriscano il cambio di destinazione d’uso da “abitazioni” a “uso commerciale” – a “uso artigianale” – a “ricettività professionale”;  l’importante patrimonio pittorico presente nelle nostre chiese, (quadri del Veronese –di Jacopo Palma il giovane – del Tintoretto – di Girolamo Muziano – di Paolo Finoglio);   paragonabile a quello di città di ben altre dimensioni, eredità dei principi Gallone,  una volta messo in sicurezza, con il consenso e con la collaborazione dei parroci competenti, va pubblicizzato ed inserito in un percorso turistico culturale che vada dalla Vallonea ultrasecolare al biotopo della stessa specie, dalle pregiate chiese ai castelli, dalle case gentilizie, alle corti, dal borgo popolare Lu Puzzu a piazza Pisanelli e piazzette storiche vicine.

MARINE: cosa cambierebbe?

Purtroppo non bastano eventi di risonanza nazionale, come l’Alba in Jazz, per dare il giusto lustro alla nostra costa. Le Marine di Tricase potrebbero essere il volano dell’economia tricasina se solo si valorizzassero i loro punti di forza. Immaginiamo un recupero funzionale delle circa 20 discese a mare esistenti, una pronta e sollecita attuazione del piano coste. Non bisogna rinunciare, poi, al potenziamento del porto turistico: non avendo arenili e non potendo quindi puntare su un turismo di massa, dobbiamo necessariamente ed in alternativa crearci una nicchia nel mercato del turismo legato alla nautica da diporto, un mercato per il quale è prevista una forte espansione nel mediterraneo nei prossimi decenni. Pertanto sarà prioritario riprendere il progetto già presentato alla Regione, rivitalizzandone l’iter di finanziamento facendo comprendere all’amministratore regionale l’importanza che lo stesso ha per lo sviluppo economico  della città e che esso ben si inserisce nella specifica azione del programma del governo regionale 2015-2025 che prevede, per l’appunto, il potenziamento degli approdi turistici secondari e la messa in rete degli stessi.

Rimanendo in tema di porto turistico, si potrebbe prevedere la creazione di nuovi spazi pubblici, magari recuperando la parte di demanio pubblico posto a ridosso della banchina est del Porto (il costone che dalla sede dell’associazione Libeccio porta a Punta Cannone, per intenderci) per realizzare una suggestiva passeggiata nel verde, con vista sul porto  e sulla collina che degrada a mare.

Come dicevo, interventi concreti e mirati per ridare respiro ad una delle ricchezze della nostra terra.

DECORO DELLA CITTA’: nonostante il rifacimento di alcune strade, Tricase versa in uno stato indecoroso…

Sarebbe il caso di smetterla con la vecchia concezione “centro-periferia”: nel 2017 possiamo affermare tranquillamente che Tricase è una realtà policentrica e che, in virtù  di questa sua conformazione, dobbiamo prevedere eguali interventi per tutte le zone. E’ impensabile che, in alcune zone del centro abitato, siano assenti ancora rete idrica e rete fognaria. Solo dopo aver risolto questa che, per noi, è una delle vere urgenze di Tricase, immaginiamo interventi incisivi atti al miglioramento della vivibilità della città: pensiamo ad un aumento dell’illuminazione pubblica, alla piantumazione di alberi per aumentare il volume di verde pubblico presente nei nostri quartieri, interventi di manutenzione programmati per le strade.

Credo sia il caso di dire che a Tricase manca vivere la quotidianità e affrontare le problematiche più semplici in modo tale da eliminarle completamente.

BAMBINI, DISABILI ED ANZIANI: secondo lei Tricase è a loro misura? 

Se non fosse per le realtà associative e sportive, a Tricase mancano centri di aggregazione sociale veri ed efficienti. E’ possibile immaginare un dialogo costante con parrocchie e associazioni affinchè si possano individuare spazi idonei ad ospitare l’allestimento di luoghi d’aggregazione per chi vuole usufruirne? Una biblioteca multimediale, una sala congressi, un centro polifunzionale. Solo con l’interazione fra le realtà precedentemente indicate e l’Amministrazione è possibile far tutto ciò.

CITTADINA DELLA SALUTE/OSPEDALE: volano unico per Tricase o idea superata?

Oggi, sempre grazie all’iniziativa di singoli privati, e tra questi in primis la Pia Fondazione Cardinale Panico, Tricase sta riscoprendo una nuova vocazione nei servizi avanzati del settore sanitario e socio/assistenziale. Per evitare gli errori del passato sarà istituito, senza formalismi bizantini, un “tavolo” permanente, a guida politico-istituzionale, composto dagli operatori ed esperti del settore per il monitoraggio costante delle criticità, di valutazione dei possibili preventivi interventi,  di studio delle potenzialità di sviluppo.

Un capitolo a parte  va dedicato all’area antistante l’azienda ospedaliera: piazza Cardinale Panico – la lottizzazione privata L18 – via Valsalva – l’incrocio strada provinciale per Depressa/ svolta ospedale e Casa di Betania. Questa area è strategica per lo sviluppo della città. L’ente pubblico sino ad oggi è stato di fatto assente nel governo del maggiore punto di forza dell’economia locale e cioè l’indotto potenziale legato ad una delle più grandi aziende del Salento, “la Fondazione Cardinale Giovanni Panico” con le sue molteplici attività che spaziano dalla struttura ospedaliera, alla lungodegenza, all’hospice, alla ricerca nel campo delle malattie neurodegenerative e delle malattie rare, alla formazione universitaria (facoltà di Scienze Infermieristiche) e postuniversitaria. Un movimento di risorse vitale per il futuro della città che va sostenuto: direttamente attraverso il sostegno politico agli organi di direzione della Fondazione, questa deve sentire al proprio fianco la forza della comunità che la ospita ed il valore della rappresentanza democratica della maggiore istituzione territoriale, “Il Comune con i suoi organi Sindaco,  Consiglio e Giunta comunale”.  Non bisogna dare mai per scontato ciò che si ha; la recente esperienza del polo manifatturiero TAC ed in particolare del gruppo Adelchi ci deve insegnare qualcosa. Indirettamente, con interventi sulla viabilità che rendano fluido l’accesso ai servizi da parte delle migliaia di persone che quotidianamente si riversano in questa parte di città da ogni dove del Salento ed oltre. Una fluida e razionale  accoglienza di queste persone porterebbe sicuramente un ulteriore indotto sull’economia locale. Ovunque dai grandi flussi di persone vengono ricavati profitti, ovunque tranne che a Tricase. Dappertutto tali flussi vengono gestiti anche intravedendo in essi la presenza di potenziali consumatori (vedasi gli aereoporti ed i musei londinesi o semplicemente la festa di Santa Domenica a Scorrano, o la notte della pizzica a Melendugno). Quindi, anche al fine di potenziare il settore del commercio e dei servizi con la creazione di nuove attività imprenditoriali:

piazza Cardinale Panico va razionalizzata attraverso un ridimensionamento delle attuali inutili aiuole (non degli spazi verdi) e la riconversione ad aree di parcheggio e di stalli da destinare al commercio su area pubblica, da concedere gratuitamente per due anni a persone disoccupate;

l’attuale squallida area a parcheggio posta a sinistra dell’ingresso dell’ospedale va riqualificata anche attraverso una rinegoziazione con il privato che ha creato un improbabile “tratturo”; la riacquisizione al demanio pubblico di quella area consentirebbe un duplice obiettivo: 1°) la creazione di stalli per il commercio su aree pubbliche mediante chioschi, da realizzarsi, a cura del concessionario su un unico design elaborato dall’ufficio urbanistico dell’Ente, e da concedere a persone disoccupate, gratuitamente per due anni, per il commercio di prodotti locali quali terminali di una mini filiera (prodotti agricoli – prodotti da forno – prodotti dell’artigianato – ecc.);  2°) il miglioramento  dell’immagine della piazza mediante la creazione di un suo profilo, oggi assente.

le opere di urbanizzazione della zona L18 (l’area a ridosso di piazza Cardinale Panico) vanno eseguite da parte dei privati con urgenza, perché è da oltre trenta’anni che si assiste ad uno scempio urbanistico in una delle zone più importanti della città, la moral suasion in primis, ma in caso di ulteriori ritardi  non sono da escludere  atti di imperio giustificati dal pubblico interesse. La viabilità di quella area, oltre a decongestionare il traffico creando alternative a via Leone XIII, porterebbe con se un significativo incremento dei parcheggi. Da non sottovalutare, per quanto detto prima, l’edificazione di nuovi volumi edilizi da destinare a piccole attività produttive funzionali alla particolare vocazione del distretto urbano;

via Valsalva, attuale selvaggio sfogo degli automobilisti alla ricerca disperata di parcheggi, deve essere innanzitutto allargata (ove possibile lato campagna) per creare una nuova area a parcheggio, e poi deve essere ripavimentata, adeguatamente illuminata, dotata di segnaletica orizzontale per disciplinare i parcheggi e raccordata con la viabilità nascente della zona L18;

l’incrocio strada provinciale per Depressa/svolta ospedale e Casa di Betania  va canalizzato e con l’occasione, vincoli idrogeologici permettendo, si deve procedere ad un piccolo allargamento della parte iniziale della strada che porta al cimitero, giusto il necessario per creare un lato parcheggio.

SEMPRE PIU’ POVERI: quale strategia adottare?

Il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale è un obiettivo prioritario, poiché anche nella nostra città si allargano le aree di sofferenza, di precarietà, di emarginazione dovuta alla crescita delle diseguaglianze. L’amministrazione comunale deve varare un piano organico di ridefinizione dei criteri per la concessione di contributi economici, legandoli a forme di svolgimento di “attività sociali” a favore della comunità. I contributi economici non devono e non possono essere né una forma di sostegno indiretto, né una elargizione a discrezione: questi contributi devono attivare percorsi di reinserimento sociale e di ri-costruzione del legame con la comunità.

Anziani, non autosufficienti, lavoro di cura. Sul territorio comunale sono già presenti ed attive realtà di imprenditorialità sociale che forniscono servizi residenziali, servizi domiciliari, centri diurni. Il Comune, nel rispetto delle competenze degli Ambiti territoriali, deve accompagnare con proprie iniziative ed attività queste realtà, connettendole ai bisogni degli anziani ed utilizzando le loro esperienze, la loro disponibilità di tempo, la conoscenza profonda del tessuto civile della città. Proponiamo che il Comune promuova la costituzione di un punto di incontro tra la domanda di assistenza domiciliare (per gli anziani non coperti dal servizio ADI) e l’offerta di badanti ed altro personale di cura ed assistenza: questo punto di incontro potrà formare soprattutto le badanti di origine straniera, sempre più presenti nelle case dei nostri anziani, nella migliore conoscenza della lingua italiana, delle tecniche di primo soccorso, nello svolgimento dei lavori domiciliari.

Politiche per adolescenti e giovani. L’Amministrazione deve avere per obiettivo la promozione e il sostegno di politiche giovanili specifiche, orientate all’informazione, alla promozione culturale, alla socializzazione, alla crescita del benessere e della qualità della vita, alla prevenzione del disagio e dei comportamenti d’abuso. Proponiamo la creazione di un centro di coordinamento territoriale per le politiche giovanili con la partecipazione di tutti gli Istituti scolastici, delle associazioni di volontariato, delle parrocchie. A questo centro vanno affidate risorse, ma soprattutto il compito di utilizzare gli strumenti della programmazione europea per la ricerca di opportunità di nuovo impiego per i giovani attraverso il confronto con le buone prassi sviluppate in altri contesti territoriali.

Ad un eventuale BALLOTTAGGIO  possibili alleanze?

Ad un eventuale ballottaggio sceglieranno i cittadini quale sarà il progetto da seguire per Tricase: chi non raggiungerà la percentuale per accedere al secondo turno sarà in grado di scegliere con saggezza la strada giusta da seguire.

 

 

Alessano

Il sindaco Greco: “Tutti uniti per la cultura olivicola del mediterraneo”

Fanno parte dell’Associazione Città dell’Olio i Comuni di Caprarica di Lecce, Presicce-Acquarica, Alessano, Otranto, Melendugno ed Uggiano la Chiesa

Pubblicato

il

L’INTERVISTA

Paolo Greco, sindaco di Caprarica di Lecce, è il nuovo vice presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. L’Associazione raggruppa 329 enti pubblici che, insieme, lavorano per valorizzare l’olio ed il paesaggio olivetano.

I PAESI SALENTINI

Tra i Comuni che vi fanno parte anche i salentini Caprarica di Lecce, Presicce-Acquarica, Alessano, Otranto, Melendugno ed Uggiano la Chiesa. Tra i tanti eventi ed iniziative organizzati dall’associazione la Camminata tra gli Olivi, svoltasi il 27 ottobre scorso proprio a Caprarica di Lecce.  Si tratta di un’unica data in tutto il territorio italiano ed è l’ultima domenica di ottobre.

«La Camminata tra gli Olivi», spiega Paolo Greco, «è un’occasione per ristabilire un legame tra i cittadini e la propria terra, un modo per far conoscere il paesaggio di una grande civiltà millenaria e per far scoprire, ai tanti appassionati della cultura enogastronomica del nostro paese, i territori di origine del prodotto attraverso gli alberi di olivo e gli uomini che lo custodiscono. In tutta la penisola l’ambiente rurale che contraddistingue la coltivazione dell’olivo ha caratteristiche comuni ma al contempo diverse a seconda della regione di appartenenza, l’iniziativa è quindi anche un modo attuale di promuovere il turismo dell’olio puntando sul patrimonio indissolubile dei nostri territori, un valore che dovrà costituire ricchezza per le future generazioni».

DA VALORIZZARE E TUTELARE

Il paesaggio olivicolo delle Città dell’Olio è un patrimonio da valorizzare e tutelare. Per la promozione e l’incremento del turismo dell’olio, rappresenta il più importante asset sul quale l’Associazione Nazionale Città dell’Olio investe con progettualità mirate come la Camminata tra gli olivi, il Girolio d’Italia e Andar per Frantoi e Mercatini.
«Nell’ottica di considerarlo sempre di più un bene culturale da conservare ed una esperienza turistica da vivere», sottolinea il vice presidente Greco, «le Città dell’Olio si sono fatte promotrici della campagna di candidatura per l’inserimento dei paesaggi olivetati della Rete nel Registro dei Paesaggi Rurali Storici istituito dal Mipaaf».
L’associazione fa promozione nelle scuole con tutti bambini con un progetto che si chiama Bimboil per cui c’è un concorso a premi realizzato tra le scuole dei Comuni aderenti all’associazione.

Nei paesi dove invece c’è l’Istituto alberghiero e/o l’Istituto agrario viene realizzato un progetto dedicato ai ragazzi più grandi.

L’altra iniziativa il Girolio d’Italia, come spiega il sindaco di Caprarica, «è una sorta di giro d’Italia fatto intorno all’olio con una tappa per ogni regione». Il tour dell’extravergine, promosso dalle Città dell’Olio in collaborazione con i coordinamenti regionali che ha ottenuto l’Alto Patrocinio dal Parlamento Europeo, «attraversa l’Italia alla scoperta delle eccellenze gastronomiche, dei paesaggi e dei territori di produzione dell’olio extravergine. L’edizione 2019 di Girolio è dedicata al tema del Turismo Lento e della scoperta del Paesaggio Olivicolo quale bene culturale da tutelare e valorizzare ed esperienza turistica da vivere, per promuoverne la cultura e la conoscenza».

In ogni tappa della manifestazione è previsto un ricco programma di iniziative: degustazioni di olio in abbinamento ai piatti della tradizione e ai prodotti dell’eccellenza gastronomica locale, mostre dedicate alle civiltà dell’olivo, convegni scientifici e divulgativi, visite ai frantoi, eventi musicali, mercatini di arti e mestieri, spettacoli di piazza, manifestazioni folkloristiche, cooking show e corsi di assaggio, menù a tema ristoranti, con il coinvolgimento delle scolaresche in laboratori di conoscenza del mondo dell’olio extravergine.

Città dell’olio 25 ANNI

L’Associazione nata nel 1994, quest’anno compie 25 anni, traguardo che sarà celebrato a Siena, dal 29 novembre al 1° dicembre, con tre giornate di confronto ed approfondimento dedicate al mondo dell’olio.
«Nel Complesso Museale Santa Maria della Scala», spiega il vice presidente delle Città dell’Olio, «oltre 100 stakeholder – esperti, rappresentanti delle istituzioni, produttori e operatori del settore provenienti da tutta Italia – si incontreranno a Siena per discutere del futuro del comparto olivicolo, partecipando a sei tavoli di lavoro dedicati ai grandi temi: Turismo dell’Olio e del Cibo, Paesaggio Rurale Olivicolo, Identità e Territorio, Cultura e Stile di Vita,  Produzione, Marketing ed Economia; Formazione ed Educazione, con l’obiettivo di trasformare visioni, strategie e proposte in opportunità concrete per tutta la filiera.
Un’ occasione unica per parlare di olio extravergine in una prospettiva più ampia, una visione a 360 gradi. Non più in termini esclusivi di produzione ma in relazione alla cultura, al marketing, alla commercializzazione, al turismo, per una ricerca sempre maggiore della qualità. I risultati del lavoro svolto durante le sessioni serviranno a costruire l’Agenda 2030 delle Città dell’Olio, uno strumento concreto per stimolare gli amministratori delle 329 Città dell’Olio nel costruire percorsi e fare scelte coraggiose, improntate alla valorizzazione dell’olio extravergine e di tutto ciò che ruota intorno».

La Bellanova con le città dell’olio – Le celebrazioni senesi per i 25 anni godono anche dell’approvazione della Ministra Teresa Bellanova.

«Ho accolto con piacere l’invito rivoltomi dall’Associazione nazionale Città dell’Olio all’evento di presentazione delle giornate senesi, perché ritengo di grande interesse quanto si svolgerà dal 29 al 1° dicembre”,  ha dichiarato la  Bellanova, «una chiamata a raccolta dell’olivicoltura italiana riunita intorno ad alcune parole chiave: cultura, identità, territorio, qualità e sviluppo sostenibili. Il richiamo ai temi di Agenda 2030, oggetto dei sei panel tematici che animeranno le giornate senesi e l’obiettivo di un’Agenda 2030 delle Città dell’Olio, vanno in questa direzione ed è importante che le strategie sulla sostenibilità siano avvertite come proprie dall’intera filiera, quella più propriamente economica e quella istituzionale, perché la sostenibilità, come la qualità, vanno praticate e non solo dichiarate».
«Stiamo portando avanti anche il Piano olivicolo nazionale che è stato avviato dal Governo Renzi e dal Ministro Martina», ha detto ancora la Ministra Bellanova, «con una dotazione di 32 milioni di euro. Ci sono i filoni dedicati alla ricerca, allo sviluppo anche quantitativo della nostra olivicoltura, c’è la garanzia in collaborazione con Cassa depositi e prestiti, Borsa merci telematica italiana e sistema dei confidi che ha stimolato 170 milioni di euro di investimenti nel settore».
Infine, ha concluso la Ministra, «vorrei sottolineare l’importanza di due temi che saranno affrontati a Siena e che mi sono particolarmente cari: comunicazione e informazione. Per difendere e valorizzare le nostre produzioni e le nostre eccellenze è importante stringere una alleanza con i consumatori che si fondi sulla consapevolezza alimentare, dunque su trasparenza in etichetta e tracciabilità».

Giuseppe Cerfeda

Continua a Leggere

Approfondimenti

Lecce “città Universitaria?” Permetteteci di dissentire

Lettera aperta dei Cobas al sindaco Salvemini, al Rettore in carica, Zara ed al futuro Rettore, Fabio Pollice

Pubblicato

il

Negli ultimi giorni è tornato centrale sulle pagine della stampa locale il tema di “Lecce città universitaria”. Grazie infatti ai dati forniti dal consigliere di amministrazione di ADISU Puglia, dott. Marco Cataldo, è ora possibile quantificare in 33,6 milioni di euro, in linea di massima, il guadagno che la popolazione studentesca universitaria salentina garantisce ogni anno alla città di Lecce. Dati cui il sindaco Salvemini ha fatto eco, ribadendo di essere intenzionato ad intervenire in modo concreto per trasformare, fuori dagli slogan, Lecce in una città universitaria.

Purtroppo, però, da osservatori che operano nell’Ateneo salentino e vivono nella città di Lecce, non possiamo non notare una discrepanza tra le intenzioni annunciate e i progetti in atto.

La scorsa settimana, infatti, è stato presentato alla stampa, e alla Città, il Contratto Istituzionale di Sviluppo del Comune di Lecce. La conferenza stampa congiunta tra il Sindaco Carlo Salvemini e il Primo cittadino di Brindisi, Riccardo Rossi, ha fornito un quadro di insieme degli interventi che sia gli amministratori leccesi che brindisini hanno già messo nero su bianco.

Il Sindaco Salvemini ha dichiarato in quell’occasione che «quando si ha l’opportunità di intercettare finanziamenti di questo tipo si ha la responsabilità non solo di garantirsi la quantità delle risorse ma anche la qualità e l’impatto che questi interventi possono avere sulla comunità». Parole che danno esattamente la misura di quale opportunità rappresenti per Lecce il Contratto Istituzionale.

Ma all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo del Comune di Lecce (integralmente disponibile sul sito web della città), che – lo ricordiamo – prevede una spesa possibile di almeno 250 milioni, ci pare di non poter rilevare un ruolo di primo piano per l’Università del Salento, né un progetto significativo che abbia come obiettivo la costruzione di residenze universitarie, mense e di tutti quei servizi che sarebbero necessari per dare a Lecce la forma reale di una “città universitaria”. L’unico riferimento all’Università del Salento riscontrabile nel Contratto Istituzionale ci pare si limiti, infatti, all’ascolto nel caso di interventi sulle marine, mentre l’aspirazione generale a fornire servizi agli studenti ci sembra si risolva sostanzialmente in alcuni blandi accenni relativamente ai progetti di co-housing e social housing, e ad una citazione alquanto surrettizia del concetto di “città universitaria” nel paragrafo 3.3.4, visto che nella tabella degli interventi allegata risultano solo tre progetti riguardanti la videosorveglianza, la riqualificazione dell’impianto sportivo di viale Giovanni Paolo II e il dipartimento di specializzazione pediatrico.

La mancanza di significativi interventi concreti per trasformare Lecce in città universitaria balza agli occhi, tanto più se si dà uno sguardo ai progetti proposti dal Comune di Brindisi, di cui ancora una volta la stampa locale ha dato notizia. Brindisi prevede infatti un progetto di 4 milioni di euro per la «realizzazione di uno studentato, della mensa e di tutti i servizi annessi». Eppure, non è a Brindisi che sorge l’Ateneo salentino. E la condizione abitativa degli studenti leccesi non è certamente ottimale. A Lecce, infatti, i posti letto oggi disponibili nelle residenze universitarie dell’Ente per il diritto allo studio – ADISU Puglia sono 284 (dati ADISU Puglia), e da tempo si auspica un intervento comunale.

Una “città universitaria” non può essere costruita senza un tavolo di progettazione comune tra la città, l’Ateneo – che, lo ricordiamo, è la più grande azienda del territorio – e gli attori sociali interessati (ADISU, Associazioni, parti sociali, ecc.). Prima dell’estate abbiamo presentato al Sindaco un appello, firmato da numerose associazioni, sindacati e lavoratori dell’Università e dei Centri di Ricerca universitari, per una pista ciclabile che colleghi Lecce al Campus di Ecotekne, notando anche in quell’occasione l’assenza di raccordo tra Comune e Università nella progettazione della mobilità cittadina, appello sino ad ora rimasto senza risposta.

Ci auguriamo che si possa costruire al più presto un luogo di confronto, e che non si sprechi oggi una grande opportunità come quella del Contratto Istituzionale – che per altro speriamo vada a buon fine nel più breve tempo possibile, nell’interesse generale del territorio.

Continua a Leggere

Alliste

Salento’s Carnival

Si avvicina la chiusura del Carnevale 2019 ed in molti centri del Salento si preparano le grandi sfilate di carri, maschere ed allegri. Tutti gli appuntamenti in provincia

Pubblicato

il

Si avvicina la chiusura del Carnevale 2019 ed in molti centri del Salento si preparano le grandi sfilate di carri, maschere ed allegri.

Di seguito tutti gli appuntamenti nei nostri paesi.

Corsano centro di gravitazione

Dopo quella del 24 febbraio la XXXVII edizione del Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca torna in strada domenica 3 marzo e martedì 5 marzo.

È il Carnevale del Salento  con il suo carico di allegria, colori, musica e vere e proprie opere d’arte di cartapesta.

Quest’anno è stato dato molto più spazio per la preparazione dei carri”, ha spiegato l’assessore comunale alla cultura di Corsano, Antonella Nicolì, “con il Comune impegnato a trovare locali come il capannone ex Patriarca. Grazie alla sinergia si dà più valore a questa tradizione carnevalesca e, nonostante le tantissime difficoltà dovute al passaggio della tromba d’aria che ha distrutto un capannone poi risistemato in tempi record, non possiamo che esserne fieri”.

Tante le novità di quest’anno per la manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Corsano, a cominciare dal numero dei carri fino all’allargamento territoriale che copre ormai tutta l’area del Capo di Leuca.

È un intero territorio del Salento che si riunisce per fare festa richiamando visitatori da ogni parte di Puglia.

Photo M.T

Alle sfilate di Corsano, infatti, partecipano anche carri provenienti dai paesi vicini a testimonianza della attrazione culturale rappresentata dalla tradizione carnevalesca.

Nei giorni di sfilata i carri, i gruppi mascherati e le maschere singole attraverseranno Corsano.

Il corteo partirà ogni volta alle 15 da via Kennedy con destinazione  piazza San Biagio di Corsano: cinque carri in concorso che lotteranno per aggiudicarsi l’ambito trofeo, anticipati dal carro di apertura della Pro Loco.

Vita Social: Involuzione della Specie? È il carro Carro del gruppo “Picca ma boni” (proveniente da Patù, carristi Francesco De NuccioFabio Panico e Stefano De Salvo); È tutto un Avada Kedavra è invece il carro del gruppo “Franky Family” (proveniente da Morciano di LeucaBarbarano del Capo, Specchia e Ruggiano di Salve, carrista Gianluca Piccinni); “Quelli che il Macello” (Corsano, carrista Carlo Morrone) presenteranno il carro Venghino Signori; lo storico Gruppo Mir (Corsano, carrista Cesario Ratano) si presenterà con Buon Compleanno Topolino; La Grande Abbuffata è il carro del gruppo “Corsano motori nella storia” (Corsano, carristi Pasquale Rizzo e Roberto Buccarello).

Tricase: U Masciu va alla Svizzera

È partita una nuova avventura del Carnevale Tricasino – I masci de na fiata, la manifestazione carnascialesca giunta alla sesta edizione e definita originale e territoriale, in quanto, rievoca gli usi e i costumi di un tempo.

L’evento, nato nel 2014 per volontà di alcune associazioni poi confluite nel Comitato Carnevale Tricasino è sulla via della istituzionalizzazione.

Per la prima volta infatti è coordinato dalla locale Pro Loco, in collaborazione con la Città di Tricase, mentre la direzione artistica resta affidata all’associazione Tricasèmia, sin dalle prime edizioni vero motore sul piano organizzativo con il sostegno strutturale della Consulta delle associazioni. Avviato l’iter istituzionale, che porterebbe, questa manifestazione, dal prossimo anno, a divenire a tutti gli effetti il Carnevale della Città di Tricase: Tricasèmia ha comunicato che esponenti dell’amministrazione comunale, hanno invitato, gli istituti della città a partecipare a quella che è identificata come la festa carnevalesca tricasina.

Quello de I masci de na fiata è un carnevale che si basa principalmente sulle cosiddette masciate ricordando la modalità povera di festeggiare l’evento nel territorio tricasino, quando le maschere erano costituite da vecchi vestiti e stracci che venivano usati principalmente per coprire i volti e rendere il proprio aspetto misterioso, andando così a bussare nelle abitazioni e cantare stornelli goliardici e divertenti.

I “masci” venivano così accolti dalle famiglie che li ringraziavano, offrendo loro i dolci tipici e tradizionalmente casarecci.

Protagonista principale sarà ancora una volta U Masciu de Tricase, la maschera disegnata dall’artista Ilaria De Marco e che rappresenta con i vari simboli, l’intera città, richiamando gli aspetti tipici di ogni rione: dalla maranciana di Sant’Eufemia, ai paparussi di Tutino, passando per la cistareddha di Caprarica; poi la crita di Lucugnano, i cosi curti de Depressa, i pesci di Tricase Porto e soprattutto la cucuzza, simbolo principe della città.

Nelle precedenti edizioni, U Masciu si è fatto notare per varie situazioni: dalla ricerca de na zzita, al matrimonio con la sua innamorata. Quest’anno sarà in partenza per la Svizzera per motivi di lavoro, in quanto ancora disoccupato, proprio come fecero i nostri padri e i nostri nonni nel dopoguerra. La partenza, sarà scongiurata dalla volontà dei concittadini e soprattutto dai bambini, che in un mondo di… cartoni animati, chiederanno al Mago pancione di starnutire, esaudendo così il desiderio di far restare U Masciu nella terra natia. In questo modo entreranno in gioco i cartoni di una volta, tema parallelo dell’edizione 2019.

Oltre alle diverse associazioni e comunità parrocchiali, parteciperanno al Carnevale Tricasino anche i bambini dell’Istituto Comprensivo via Apulia che insieme alla Scuola Materna “Regina Pacis” e alla Fondazione “Tommaso Caputo” di Tricase, saranno protagonisti, principalmente della parata in maschera di giovedì 28 febbraio, che partirà da Corso Giulio Cesare per raggiungere Piazza Cappuccini e festeggiare così il carnevale con canti e balli di un tempo.

Oltre a quella del Giovedì Grasso vi saranno le parate di domenica 3 marzo con lo stesso percorso e quella del Martedì Grasso (5 febbraio) che partirà da Piazza Cardinale Giovanni Panico, dopo che U Masciu avrà fatto visita ai bambini del reparto di Pediatria dell’ospedale.

L’orario di partenza delle parate è previsto per le ore 15. A seguire, il consueto ritrovo in Piazza Cappuccini, lo spettacolo del simpaticissimo Max Cavallari “Parzialmente Fico” (dei Fichi d’India) dalle 18,30 e poi la musica e la maxi festa in maschera, con le maschere dei cartoni di una volta che invaderanno la piazza.

L’evento sarà anticipato come al solito dalle masciate realizzate nei borghi: dopo gli appuntamenti a Sant’Eufemia (21 febbraio), Tutino (22 febbraio) a Depressa (23 febbraio) e Tricase Porto (24 febbraio) si prosegue (con inizio sempre alle ore 18) a Caprarica (questa sera), a Lucugnano, (martedì 26) e a Tricase centro in Piazza Pisanelli (mercoledì 27).

Valerio Martella

Il Carnevale Vernolese

L’Amministrazione Comunale Assessorato Turismo e Spettacolo ha organizzato la X edizione del Carnevale Vernolese con sfilate e premiazioni dei Carri Allegorici,  Gruppi Mascherati Senior, Gruppi Mascherati Junior, Maschere Originali e pelosetti mascherati

La sfilata è in programma lunedì 4 marzo; il raduno è previsto alle ore 14,30 alla Villa Comunale in Viale della Repubblica. Il festoso corteo percorrerà via Tripoli, Piazza Vittorio Veneto, via Sant’Anna, via Cimmarrusti, via  Monte Grappa, via Capitano Ramirez per chiudere il percorso in Piazza Vittorio Veneto dove, in attesa che la Giuria valuti i vincitori  da premiare, i partecipanti e la cittadinanza saranno accolti dall’animazione e dalle gag di Party Zoo Salento, The Lesionati. Presenterà  la serata Gianpaolo Catalano Morelli

A fine premiazione si ballerà con le note della musica travolgente del dj Gianluca Battista e per finire il pubblico sarà salutato con uno spettacolo di fuochi di artificio.

L’iscrizione è gratuita e potrà essere effettuata presso l’Assessorato al Turismo e Spettacolo, Ufficio Socio Culturale del Comune di Vernole sino alle ore 13 di lunedì 4 marzo giorno della sfilata.

Il CutroCarnival

È il CutroCarnival, il carnevale della città della ceramica.

Organizzato dal circolo Aini con la direzione artistica di Rocky Di Maggio il CutroCarnival è alla terza edizione.

Dopo la grande sfilata di domenica 24 febbraio, chiusura del carnevale domenica 10 marzo con la mega Pentolaccia in piazza Municipio.

Carnevale Griko, il Carnevale dei Diritti

Il Carnevale della Grecìa Salentina e Martignanese è una manifestazione collettiva che coinvolge i Comuni dell’area ellenofona del Salento e non solo. Finalizzato alla conservazione dell’identità culturale e linguistica dell’area in cui si svolge e al sostegno di momenti di scambio culturale, divertimento, socializzazione e integrazione culturale, l’evento vanta una tradizione di ben 39anni come Carnevale Popolare Martignanese e di 33 anni come Carnevale della Grecìa Salentina; inoltre da ormai 29 anni la Morte te lu Paulinu rappresenta la tradizionale chiusura dei “riti” carnascialeschi.

Il clou del cosiddetto Carnevale Griko, il Carnevale dei Diritti, sarà quando sfileranno i Carri allegorici e Gruppi mascherati nella giornata di domenica 3 marzo e La Morte te lu Paulinu nella giornata di martedì 5 marzo.

Il Carnevale della Grecia Salentina è una festa in cui si incrociano arte, incontri interculturali e gemellaggi con diverse città italiane e danno vita ad eventi caratterizzati da folklore intrecciato alla religione. L’evento è frutto della collaborazione fra il Comune di Martignano, l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e varie Associazioni del territorio.

La perfetta coordinazione tra enti e collaboratori vari ha portato alla creazione di un evento straordinario, ricco di animazione e tanto divertimento, in cui regna un’armonia di fondo garantita dai gemellaggi con le comunità ladine della Val di Fassa.

Commento del Carnevale della Grecia Salentina anche nella lingua dei segni

La tradizione prevede che l’ultima settimana dei festeggiamenti sia riservata sia a momenti di degustazione di prodotti tipici che a porre l’attenzione su argomenti ambientali importanti grazie a incontri formativi.

Nel frattempo si attende la sfilata dei gruppi mascherati e dei carri allegorici e per finire del “Funerale dellu paulini Cazzanisi”, che chiude i festeggiamenti.

Anche i non udenti saranno coinvolti grazie al commento del passaggio dei carri allegorici e Gruppi mascherati fatto nella lingua dei Segni.

Il programma prevede: domenica 3 marzo la grande sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati da Largo Calvario a Via Roma con arrivo in Piazza della Repubblica; martedì 5, in piazza della Repubblica, la Morte te lu Paulinu Cazzasassi; domenica 10 marzo, chiusura presso la Sartoria popolare – Centro Kfar Matta con la Pentolaccia.

L’organizzazione ha fatto sapere che è stata attrezzata un’area per diversamente abili con percorso dedicato da Via Turati (sosta e parcheggio) fino a via Roma a ridosso del centro sociale Kfar Matta.

Il passaggio dei carri allegorici e Gruppi mascherati sarà commentato e interpretato in lingua dei Segni a favore dei non udenti i quali si potranno posizionare di fronte al palo giuria su Via Roma in Piazza della Repubblica.

La Festa dei Folli a Poggiardo

È la Festa dei Folli quella organizzata dall’associazione CreativaMente che da sei anni si occupa del carnevale Poggiardese.

I carristi preparati dal locale Liceo Artistico Nino della Notte sono al lavoro da tempo per preparare i carri allegorici.

Quest’anno carri, maschere e gruppi mascherati saranno ispirati a i personaggi di Coco, Aladdin, Mary Poppins ed al mondo del circo.

La Festa dei Folli a un’unica regola: nessuna competizione ma tutti insieme per divertirsi.

Dopo l’apertura di domenica 17 e la replica del 24 febbraio,  altra sfilata domenica 3 marzo con la musica del Balla Italia e la riconsegna delle chiavi da parte dei regnanti Boiardo e Messapica al sindaco di Poggiardo.

Carri e maschere a Vitigliano

Organizzato dall’associazione Vitilianum Carnevale Vitigliano. Dopo quella di domenica 24 febbraio, sfilate in programma domenica 3 e il Martedì Grasso, il 5 marzo.

Carri, maschere e gruppi mascherati saranno ispirati anche dal recente successo cinematografico per bambini Coco.  Martedì 5 marzo la premiazione.

Oltre a carri mascherine e tanto divertimento, spazio alla musica e, per i più golosi, saranno aperti gli stand gastronomici.

A Galatone lu focu mpizzica pi magia

Quandu rriava lu Carniale allu paese mia, lu focu mpizzicava pi magia”: organizzato dal Comitato Carnevale Galatonese, tra coriandoli, stelle filanti e lustrini, torna il Carnevale di Galatone. Giunto alla 62.ma edizione e forte del grande successo che ormai lo accompagna di anno in anno, il Carnevale di Galatone, punta ancora una volta, a battere ogni record, confermandosi come una delle manifestazioni carnascialesche più longeve e belle.

Lunedì 4 marzo, la grande festa di strada. Un percorso lungo 1,8 km con la tradizionale sfilata dei gruppi mascherati, delle scuole e dei carri allegorici provenienti da vari Paesi della Provincia di Lecce. Un corteo mascherato che, ogni anno, conta numerosissimi partecipanti e che ha l’obiettivo dichiarato di far divertire i partecipanti ed il pubblico presente, con messaggi di condivisione ed inclusione sociale.

La novità più importante dell’edizione di quest’anno è, sicuramente, il percorso: i numerosissimi gruppi mascherati, infatti, partendo da Via Savoia, avranno modo di allietare con i loro colori sgargianti Viale Aldo Moro, Largo Stazione e lo storico “corso” di Viale XXIV Maggio per poi arrivare in Piazza San Sebastiano, dove ad attendere tutti i partecipanti, ci sarà una giura chiamata a valutare le esibizioni, i costumi ed i messaggi portati in scena.

Al termine della sfilata il sorteggio dei premi abbinati alla Lotteria di Carnevale. Prologo alla grande sfilata del 4 marzo la XXIX edizione del Veglioncino dei Bambini: giovedì 28 febbraio, dalle 16, mascherine singole e in coppia sono pronte a far festa presso il Salone Parrocchiale “Don Mimino Colazzo” della Chiesa di Santi Medici. Tutti i bambini verrano premiati in egual modo. Presenteranno Cristina Colopi e Rosita Romano. Il ricavato della serata sarà devoluto al progetto Bimbulanza.

Il Carnevale di Galatone”, sottolineano dal Comitato, “si connota positivamente per la consolidata prosecuzione collaborativa con alcune delle più importanti realtà carnascialesche della provincia, oltre alla storica collaborazione con alcune fondamentali associazioni cittadine tra cui la Società Operaia “A. De Ferrariis”, la Fidas Galatone e la Pro Loco Galatone”.

Aradeo: Carnevale in onda… su radio e Tv

Saranno domenica 3 e martedì 5 marzo le due giornate dedicate alle sfilate allegoriche della 31ª edizione del Carnevale Aradeino.

Le date sono state ufficializzate da Damiano Mascello, presidente dell’Associazione Gruppo Carnevalesco Aradeino “Oscar Tramacere”, organizzatore della kermesse, insieme alla disponibilità per i carristi di un capannone dove gli stessi stanno realizzando i grandi carri allegorici per le sfilate. Mascello ha anche esposto alcune delle novità di questa edizione:  l’istituzione di un premio “Green” assegnato al carro allegorico o al gruppo mascherato che avrà usato la maggiore percentuale di materiale ecocompatibile per la sua realizzazione; l’attivazione  dell’ufficio stampa del Carnevale Aradeino curato dalla redazione del gruppo media Ditutto;  l’istituzione di un responsabile all’accoglienza e ospitalità.

Dopo il grande successo di presenze e di partecipazione dello scorso anno”, ha spiegato Mascello, “abbiamo riscontrato molto interesse anche fuori dai confini salentini, tanto che siamo stati contatti da Associazioni e persone che ci chiedevano informazioni su come poter partecipare la prossima edizione del Carnevale Aradeino… per questo abbiamo istituito un responsabile all’accoglienza e ospitalità che si occuperà di dare tutte le informazioni e il supporto necessario a coloro che vorranno venire ad assistere alla kermesse”.

Tra i tanti premi che verranno assegnati ai Gruppi Mascherati e ai Carri Allegorici, confermati anche per questa edizione il Premio Solidarietà e il Premio Proloco.

Tanti anche gli eventi collegati alla kermesse tra cui la prima edizione di Miss Carnevale Aradeino, un originale fashion talent abbinato alla finale nazionale televisiva di Miss Ditutto 2020, e il Summer Carnival,  esclusivo party in maschera in riva al mare che si svolgerà sabato 27 luglio presso lo stabilimento balneare Mahja di Torre Suda (Marina di Racale).

La vera novità annunciata durante la presentazione è che il Carnevale Aradeino  si arricchirà di diversi eventi culturali e artistici, workhshop e iniziative ludiche che si snoderanno per tutto l’anno, grazie anche al supporto dell’amministrazione comunale e di tante associazioni.  In pratica diventerà operativo il progetto sperimentale, avviato lo scorso settembre, volto a far rivivere agli appassionati del Carnevale l’arte e la storia di questa antica tradizione durante tutto l’anno e non solo nei classici giorni della sfilata.

Domenica 3 e martedì 5 marzo, poi, Radio RNS  con i suoi Dj e conduttori  sarà sul Welcome Stage della kermesse per accogliere i carri e i gruppi mascherati che sfileranno alla 31ª edizione del Carnevale Aradeino. Musica, balli, interviste ma soprattutto un grande show che si aggiunge al ricco programma del Carnevale Aradeino.

Raggiunto anche l’accordo tra il Gruppo Carnevalesco Aradeino “Oscar Tramacere” e il Gruppo Norba per la diretta tv della sfilata dei Carri Allegorici di domenica 3 marzo sulle emittenti Telenorba e TgNorba24.

Gallipoli: niente carri, ma c’è Lu Titoru

Carri o no a Gallipoli si fa festa uguale. In quest’edizione a Gallipoli mancheranno i giganti in cartapesta che solitamente guidano il corteo colorato lungo via Roma e nel cuore della città. Oltre ai carri mancheranno anche i “Regnanti” del Carnevale, il re Candellinu e sua Maestà la Regina Mendula Riccia, ai quali ad ogni edizione veniva consegnata simbolicamente la chiave di Gallipoli.

Seppur dovendo rinunciare a    qualcosa, però, la tradizione del Carnevale Gallipolino è salva. I carri saranno sostituiti invece da tre strutture, sempre in cartapesta, che faranno parte dello spettacolo itinerante su corso Roma.

E poi al carnevale gallipolino continueranno a dare il loro apporto i gruppi mascherati di Neviano, Galatone, Aradeo e Melissano; daranno manforte ai gruppi degli oratori di San Lazzaro, di San Gabriele, del Sacro Cuore, della scuola di danza Betty Boop Dance Academy e Disc’n’Roll e dell’associazione NovaVita di Casarano.

Dopo la grande festa nel centro storico del 24 febbraio si continuerà sette giorni dopo, domenica 3 marzo, alle ore 19, in piazza Tellini, si ballerà con il Festival Bar Italia e la musica di Vanny Dj, l’animazione di Paolo Stefanelli e le ballerine che danzeranno su diverse coreografie.

A chiudere i festeggiamenti, martedì 5, lu Titoru, la maschera tipica gallipolina il goliardico soldato gallipolino soffocato a causa di una polpetta nel giorno di Carnevale.

Con partenza dal ponte seicentesco alle 16, una sfilata di “Teodori” invaderà il centro storico, A seguire, cerimonia di premiazione.

Taviano, Racale, Alliste e Melissano: Carnevale a 4 piazze

Un Carnevale ricco di appuntamenti per trascorrere insieme questa divertente festa, grazie alla collaborazione tra Taviano, Melissano, Racale, Alliste e Felline.

I quattro paesi si sono organizzati per evitare sovrapposizioni di date e fare in modo che tutti possano partecipare ad ognuna della sfilate. Dopo la serata inaugurale del 17 febbraio a Melissano e quella del 24 febbraio a Felline (frazione di Alliste) sfilate il 2 marzo a Taviano, il 3 marzo a Melissano ed il 4 marzo a Racale.

A Felline la manifestazione è stata organizzata dal Comune di Alliste insieme alle associazioni Protezione civile, Band di Babbo Natale,  associazione Lizzai, Saratambula, Movimento Pro Felline, Consulta Giovani ed Info Point; Nell’organizzazione anche Anna Lucia Gaetani e Giorgio Adamo. L’evento è stato votato alla solidarietàcon una lotteria il cui ricavato verrà devoluto per intero alla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).

A Taviano, sabato 2 marzo, ritrovo alle ore 14,30 in Viale Stazione per poi partire in Sfilata verso il Teatro all’Aperto in Via Martin Luther King, dove partirà la Super Festa del Carnevale Tavianese 2019.

Sarà un pomeriggio ricco di divertimento, allegria, premi, animazione e tante sorprese.

Aperte le iscrizioni per il concorso che decreterà la Maschera e il Gruppo Mascherato più originale, inoltre la giuria assegnerà anche un Premio Speciale “Arlecchino” per la Maschera più esuberante.

Seconda serata a Melissano, domenica 3: il corteo si ritroverà alle 15 in Largo Stazione per poi attraversare le vie principali del paese e giungere infine in Largo Gesù redentore dove si terranno le premiazioni del Carnevale 2019 (vedi sotto).

Il Carnevale Racalino andrà in scena lunedì 4 marzo: dopo ritrovo alle 15 in piazza San Sebastiano, l’allegro corteo in maschera attraverserà le vie principali del paese fino ai Giardini del Sole dove tutti insieme si farà festa.

Rioni in gara a Melissano

Prosegue la XIII edizione del Carnevale Città di Melissano –Trofeo Federaziende.

Dopo quello dello scorso 17 febbraio si replicherà domenica 3 marzo con la sfilata di carri allegorici che attraverseranno la città, in un clima di festa e spensieratezza.

Una distanza temporale imprescindibile fra le due date, legata sia alla ricorrenza della Madonna del Miracolo (24 febbraio), che alla volontà di evitare sovrapposizioni con le manifestazioni carnevalesche dei paesi vicini.

Siamo pronti a dare spettacolo” è lo slogan che accompagna quest’edizione, realizzata ancora una volta grazie all’impegno e dedizione dell’associazione Amici del Piper, con il patrocinio del Comune di Melissano, rinnovando il gemellaggio tracciato diversi anni fa con il Carnevale di Gallipoli e il Carnevale di Galatone.

Confermato il duo formato da Francesco Troisi ed Elena Micaletto nel ruolo di presentatori dell’evento, mentre a presiedere la giuria sarà Luigi Stella.

Mantenendo fermo l’obiettivo di integrare ai gruppi mascherati le realtà associative a sostegno dei più bisognosi presenti sul territorio, questa edizione vede la partecipazione di: Spiriti liberi con “Nel segno del sogno Generazione 0.2”, Fidas con “Chi dona col cuore dà colore alla vita”, classi I A e B della Scuola Primaria locale con “La giostra delle stagioni”, la Scuola paritaria San Giuseppe con “Il brutto anatroccolo” e la Comunità educativa “La Casa” insieme al Centro diurno “Crescere” di Neviano con “Coloriamoci di emozioni”.

I rioni in gara. A contendersi la vittoria finale, per la realizzazione del carro più artistico e di maggiore effetto, saranno: il rione Stazione con “Buon compleanno Topolino 90! – È qui la festa”; Campo dei Fiori con “Mary Poppins: può illuminare il mondo a festa”, il rione Ora (vincitore della passata edizione) con “Fiabe, coriandoli e felicità: un mondo senza tempo” e il rione Caulata con il gruppo mascherato “Carnevale matto”. Previsti momenti di intrattenimento e animazione con la comicità di Bruno Manni.

Supersano in abiti pregiati

Metà paese sfila, l’altra metà è impegnata a cucire i vestiti, curare le musiche e la scenografia…

Il Carnevale coinvolge, infatti, tutti gli abitanti del piccolo centro salentino, incorniciato da una pineta e perfettamente equidistante dai mari Jonio e Adriatico.

I gruppi mascherati non devono solo sfilare, ma anche impegnarsi in uno spettacolo di danza arricchito con le scenografie.

Vince il gruppo più originale!

I vestiti, tutti fatti a mano e con stoffe pregiate, vengono dalla migliore arte sartoriale, che ha reso il paese famoso al mondo per gli abiti da sposa.

Da quest’anno, con l’ottica di regalare emozioni ed esperienze indimenticabili al viaggiatore sarà data la possibilità di vestire alcuni abiti di pregio del Carnevale e sfilare assieme ai suoi abitanti.

Appuntamento domenica 3 e martedì 5 marzo con le sfilate dei carri e gruppi allegorici.

Il festoso corteo si fermerà in piazza Magli dove, dalle 17 in poi, ci saranno gli spettacoli realizzati dai vari gruppi mascherati che e saranno ripresi e trasmessi in diretta tv da Telerama.

La competizione sarà divisa in 3 categorie: gruppi junior, senior e carri allegorici.

L’amministrazione comunale vincitrice del progetto “Ospitalità” della Regione Puglia”, hanno anticipato il consigliere alla promozione del territorio Sandro Negro e la giornalista Carmen Mancarella, “ospiterà giornalisti italiani e francesi i quali propagheranno su carta stampata e siti online la manifestazione carnevalesca giunta ormai alla XLIX edizione, raccontandone la bellezza dell’evento e la sua storia, in questo modo si punta a destagionalizzare il flusso turistico nel borgo di Supersano”.

Il Carnevale Casaranese

Tutto pronto per l’edizione 2019 del Carnevale Casaranese.

Ancora una volta organizzato da una sempre attiva Pro-Loco ed ovviamente con il patrocinio della Città di Casarano, la manifestazione di quest’anno sarà un vero e proprio punto di riferimento per l’intero basso Salento.

Saranno tantissimi infatti i gruppi mascherati che, soprattutto martedì 5 marzo, coloreranno di suoni e di allegria le strade (start viale Ferrari, ore 15) di una Casarano sempre più abituata a queste sfilate. Taurisano, NevianoMelissano, TavianoMatino e Parabita, oltre che ovviamente Casarano, sono i comuni dai quali proverranno i gruppi già iscritti e che porteranno in scena temi e colori dai più disparati contenuti dal sociale al goliardico, sino ovviamente all’immancabile satira politica.

Quest’anno anche tanta musica per ballare e scatenarsi con Mister Stefanelli dj alla consolle e con la voce di Donato Rivoli dj che, domenica 3 marzo, trasformeranno piazza Indipendenza in una grandissima discoteca a cielo aperto. Martedì 5, invece,  sarà l’incontenibile simpatia di Giampaolo Viva, dei MalfAttori, che, con le sue incursioni, renderà ancora più movimentato l’appuntamento.

Parabita: sfilata il 3 marzo

Organizzata dalla locale Pro Loco la sfilata della XXVI edizione del Carnevale Parabitano sarà in scena domenica 3 marzo.  Tra le novità di quest’anno la partecipazione del Milan Club Parabita che affianca la Pro Loco nell’organizzazione dell’evento.

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus