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Helen Mirren indagata per abusi edilizi

I muretti a secco esterni, secondo la polizia provinciale di Lecce, che ha sequestrato la costruzione

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Helen Mirren, e il marito, il regista Taylor Edwin Hackford, indagati per presunti abusi edilizi.

Gli abusi sarebbero stati perpetrati nella ristrutturazione e costruzione ex novo di alcuni muretti a secco di un villino, di circa 80 metri quadri, a ridosso del mare a Tiggiano, località Torre Nasparo, nella zona ricadente nel parco naturale Otranto-Leuca.

L’abitazione, costruita abusivamente negli anni ’80, fu condonata nel 2012, poco prima dell’acquisto da parte della coppia Mirren-Hackford.

Il premio Oscar è accusato, insieme al marito al direttore dei lavori e il titolare dell’impresa che si occupa delle opere, anche di “deturpazione di bellezze naturali ed esecuzione di lavori in assenza o in difformità di autorizzazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico“.

I muretti a secco esterni, secondo la polizia provinciale di Lecce, che ha sequestrato la costruzione, sarebbero stati ricostruiti irregolarmente.

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Attualità

Plantari gratuiti, perché a Casarano sì ed a Gagliano no!?

All’interrogativo posto da un nostro lettore risponde la direzione della Asl leccese

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Abbiamo ricevuto in redazione la segnalazione di un nostro lettore riguardo all’acquisto di plantari ortopedici in presenza di invalidità permanente.

Al nostro lettore nel Distretto di Gagliano del Capo tutte i negozi specializzati a cui si è rivolto (tranne uno!) hanno riferito che tali plantari sono forniti gratuitamente solo fino ad 8 anni di età. Quindi per il figlio, che ha superato tale età, ha dovuto pagare.  Altre persone, tra cui anche un parente del nostro lettore, invece, in altri
Distretti, come quello di Casarano, stando a quanto ci ha riferito il nostro lettore, usufruirebbero della gratuità fino ai 18 anni.

Per fare chiarezza sulla vicenda e dare un’informazione a tutte le famiglie interessate abbiamo chiesto spiegazioni all’Asl Lecce mediante l’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

«La fornitura di ausili e protesi a pazienti con oneri a carico del SSN», spiegano dall’Als leccese, «soggiace all’applicazione di alcune norme nazionali che nel tempo si sono succedute, ma che hanno, tutte quante, sottolineato i criteri regolatori di tale fornitura; le Regioni hanno solo preso atto delle decisioni nazionali».
E allora cosa dicono queste norme? «Gli ausili e protesi sono erogati a gli invalidi civili, del lavoro di guerra, per servizio, ai privi di vista, ai sordomuti (…), nonché ai minori di anni 18 che necessitano di intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di una invalidità permanente».
I plantari «sono ortesi (apparecchi correttivi degli arti del corpo, applicabili da essi ma non sostitutivi degli stessi, Ndr) finalizzate alla correzione delle deformità o malformazioni del piede, come sostegno delle volte plantari: longitudinale e trasversale o di scarico di punti dolenti».

Le linee guida sul trattamento dei piedi piatti, valghi, cavi nel bambino di qualsiasi grado o entità, sottoscritte dalle Società Scientifiche Ortopediche, così recitano: «Nella prima fase della deambulazione dai 10 mesi di vita fino ai 3-4 anni tale situazione è del tutto normale e fa parte della normale crescita del piede, infatti il piede correggerà tale situazione in maniera spontanea fino ai 6 -7 anni. Solo in alcuni casi, nei quali tale piattismo è di entità maggiore, risulta consigliabile l’uso di plantari e sport atti a migliorare l’appoggio del piede e facilitare la normale maturazione del piede stesso. Tali plantari andrebbero utilizzati, pertanto, fino al massimo ai 6-7 anni. Dopo tale periodo il plantare non riuscirà più a correggere il piede.

Dopo i 7 anni d’età quindi dovranno essere sottoposti a trattamento chirurgico di endortesi solo quei bambini nei quali il plantare non ha risolto il piattismo e la valgo pronazione del retropiede. Tutti gli studi mondiali hanno dimostrato che i piedi che devono essere trattati con chirurgia ortopedica, perché a rischio di portare a patologie secondarie, sono quelli con il retropiede valgopronato anche se non necessariamente piatto».

Va sottolineato che tali linee guida non trovano applicazione nei casi di deformità congenite (quali piedi torti) nelle fasi postoperatorie, o di menomazioni motorie, esiti di danni neurologici precoci, centrali o periferici.

I plantari sono novellati nell’Allegato 5 elenco 1 del DPCM 12/1/2017 (pag. 194) dove si specifica che l’ausilio «consiste in un plantare modellato su forma di serie personalizzata, costruito interamente su misura previo rilievo del grafico e delle misure del piede, compresi eventuali piani di correzione o scarico secondo prescrizione. Indicato per tutte le patologie che comportano una grave deformità del piede».

Quindi, evidenziano dall’Asl, «la norma ribadisce che è necessario dimostrare che ci sia una grave deformità del piede per poter accedere alla fornitura in modalità gratuita degli ausili definiti come plantari per i minori di anni 18».

Nel caso specifico del lettore de “il Gallo” ipotizzano dall’Azienda Sanitaria leccese, «è possibile che il piccolo paziente che nel Distretto di Casarano ha ricevuto
gratuitamente i plantari avesse dimostrato con documentazione sanitaria specialistica la sussistenza del requisito della grave deformità».

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25 novembre: il tornado un anno dopo senza risarcimenti

Commercianti prima e privati poi vennero invitati a fare la lista dei danni per un eventuale risarcimento. Possono ancora sperare di ottenere qualcosa?

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Neanche fosse uno scherzo del destino, ad appena un anno dalla devastazione portata nel Capo di Leuca dal tornado del 25 novembre scorso, il Salento deve di nuovo fare i conti con i danni procurati da eventi meteorologici straordinari, tanto da dover di nuovo valutare la possibilità di chiedere lo stato di calamità per i paesi colpiti. Così come accadde l’anno scorso per Tricase (e gli altri Comuni interessati) dopo che la mostruosa tromba d’aria venuta dal mare portò distruzione soprattutto a Marina Serra e Tricase Porto.

Gli interventi di manutenzione dettati dall’urgenza sono stati finanziati ed effettuati nell’immediato. Parliamo in particolare di interventi strutturali; della riparazione o sostituzione di lampioni, lampade, luci sradicate dalla tromba d’aria, per cui il Comune ha ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di 230 mila euro. Con parte di questi soldi, aggiunti ad una somma versata dalla curia, si è anche provveduto alla sistemazione della chiesa di San Nicola che era stata danneggiata seriamente.

Per i lavori di sistemazione del Santuario della Madonna Assunta, a Marina Serra, la Regione Puglia ha contribuito con 157mila euro a favore della Curia. Altri 68mila euro, invece, sono serviti per sistemare i danni all’interno delle Colonie delle Suore Marcelline.

Più di recente il Comune ha ottenuto, sempre dalla Regione Puglia, 135mila euro per la risistemazione dello spazio antistante il Santuario della Madonna Assunta. Solo successivamente si provvederà anche alla ripiantumazione degli alberi sradicati.

Processo nel quale entreranno in gioco anche i 2.200 euro circa raccolti su iniziativa de il Gallo dai volontari di Tricase solidale, gruppo che raccoglie tutte le associazioni che operano sul territorio sotto l’ombrello della locale Pro Loco. Se i soldi ottenuti dal Comune basteranno anche per sistemare la ripiantumazione del piazzale del santuario alla Serra, i fondi delle donazioni saranno utilizzati interamente per i nuovi alberi a Tricase Porto.

Questa le certezze fino ad oggi. Ciò di cui invece non si è più saputo nulla è la richiesta di Stato di calamità avanzata subito dopo anche grazie ai buoni uffici del Capo Gabinetto della Regione Puglia Claudio Stefanazzi.

Commercianti prima e privati poi vennero invitati a fare la lista dei danni per un eventuale risarcimento (“Richiesta di risarcimento per danni causati da eventi atmosferici. Oggetto: Tromba d’aria del 25/11/2018; Richiesta risarcimento danni subiti”) . Possono ancora sperare di ottenere qualcosa? A quanto è dato sapere le richieste sono ancora in istruttoria per poi eventualmente procedere al risarcimento. Intanto, però, da tutto lo Stivale le emergenze si sommano e le richieste di calamità aumentano. A Roma forse si son dimenticati di noi?

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Vi prego, aiutatemi a ricordare quel pomeriggio da dimenticare

L’impatto tra due auto, nel primo pomeriggio di quel maledetto sabato 24 gennaio del 2015 sulla Tricase – Montesano Salentino, fu tremendo

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L’impatto tra due auto, nel primo pomeriggio di quel maledetto sabato 24 gennaio del 2015 sulla Tricase – Montesano Salentino, fu tremendo. Ad avere la peggio fu Antonio Pizzola, ufficiale di marina di Collepasso, allora 31 enne, che a sirene spiegate fu trasportato in codice rosso al Vito Fazzi di Lecce. Meno gravi le condizioni della passeggera che viaggiava accanto al militare, la sua ragazza, Federica, e del conducente dell’altra autovettura coinvolta nell’incidente.

Fortunatamente oggi tutti godono di buona salute ma il trauma per quel tremendo incidente è rimasto, anche perché ancora non è chiara la dinamica e, né Federica né Antonio, riescono a farsene una ragione. A distanza di quasi 5 anni, ci scrive Federica, la ragazza di Antonio Pizzola, che riportò lievi ferite nel fisico ma che, tuttora, porta ancora i segni a livello psicologico e non riesce a dimenticare. Lei ed Antonio non riescono a darsi pace.

C’era olio sulla strada?

Sono Federica, una ragazza di Collepasso, motivata a scrivere a voi de il Gallo dalla lettura di un inserzione postata su facebook da leccenews24, che riportava la richiesta d’aiuto da parte di una famiglia per rintracciare eventuali testimoni, (qualcuno che avesse visto) e che possa quindi descrivere un incidente automobilistico avvenuto tra Veglie – Porto Cesareo.

Desidero porre quindi all’attenzione della redazione il mio caso, sperando di avere un risvolto positivo, fiduciosa nella vostra fattiva collaborazione. Il 24 gennaio 2015, io ed il mio fidanzato, Antonio Pizzola, di ritorno da Tricase, percorrevamo la S. P. 178 Montesano Salentino- Tricase e fummo coinvolti in un incidente stradale. Antonio, alla guida della sua Opel Astra, ebbe le conseguenze peggiori.

Oltre le varie fratture, a causa di un gravissimo trauma cranico, trascorse i successivi 20 giorni in coma ed alcuni mesi ricoverato per la riabilitazione che poté poi continuare a domicilio ma che, dopo quasi cinque anni, è ancora costretto a continuare.

Lui purtroppo non ricorda  l’incidente, e per poter giustificare quell’evento così traumatico che gli ha sconvolto la vita, si deve attenere ai miei ricordi. Io ero a bordo dell’auto con lui al momento dell’impatto e, fortunatamente, ho riportato solo lievi ferite. Nonostante le ricerche ufficiali (verbale dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, ecc…) non è stato possibile determinare con sicurezza la dinamica dell’incidente.

Molti dei testimoni dell’accaduto, o comunque coloro che prestarono il primo soccorso, parlarono di presenza di olio sulla carreggiata.

Purtroppo, vista la concitazione di quei momenti, e di quelli immediatamente successivi, non ci fu lo scambio di generalità e recapiti con i primi soccorritori. Non c’è nessuno quindi che possa raccontare a me e ad Antonio maggiori dettagli o confermare i miei riporti sull’incidente.

Per poter dare un senso logico a quella maledetta vicenda ed una pseudo-pacificazione al mio ragazzo, basterebbe solo trovare qualcuno, che abbia percorso poco prima la stessa strada e che possa confermare  la presenza di quel maledetto materiale viscoso sulla carreggiata.

La cronaca su www.ilgallo.it

Questa la cronaca riportata su www.ilgallo.it di quel 24 gennaio 2015: «Violento incidente sulla strada provinciale 178 che collega Tricase a Montesano Salentino. Coinvolte una Opel Astra ed una Bmw 118D, entrate in collisione frontalmente per cause da accertare. Ad avere la peggio il conducente della Opel, Antonio Pizzola, 31enne di Collepasso. L’uomo, ufficiale di Marina in servizio a Brindisi, è ora ricoverato al “Fazzi” di Lecce, dove è arrivato in codice rosso ed è sotto il controllo dei medici del reparto Rianimazione, in prognosi riservata. Meno gravi le condizioni di F.R., 48enne di Montesano Salentino, conducente della Bmw, trasportato all’ospedale di Tricase per accertamenti. Sul luogo dell’incidente si sono recati i carabinieri e gli agenti della polizia municipale di Tricase. Sono in corso le procedure di ricostruzione della dinamica del sinistro: da capire anche se la battente pioggia possa essere tra le cause dell’incidente. Il tratto di strada è stato rimesso in sicurezza dal personale Alba service, che ha provveduto a rimuovere olio e altri liquidi fuoriusciti dalle vetture incidentate».

Se avete visto ci contattateci

Nell’articolo non vengo citata, in quanto sono stata estratta dall’abitacolo ancor prima che arrivassero i soccorsi sanitari. Ad oggi, la dinamica del sinistro è vaga e basata su ipotesi. So che sono passati un bel po’ di anni, ma questa è l’unica ed ultima possibilità che mi rimane. Chiedo aiuto alla redazione e a tutti i lettori.

Cerco qualcuno che il 24 gennaio del 2015, in mattinata, o anche il giorno precedente, abbia percorso quella strada e abbia sbandato, senza riportare danni tali da dover chiamare i soccorsi, o abbia notato sull’asfalto la presenza di materiale viscido. Per noi è importante anche il minimo e più insignificante dettaglio! Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete darmi.

Cordialmente, Federica

Chi è nelle possibilità di aiutare Federica a ricordare quanto avvenuto quel pomeriggio può contattarci ad info@ilgallo.it. Provvederemo a metterlo in contatto con la diretta interessata.

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