Short Message: gli arrestati fanno scena muta

Scena muta quasi per tutti davanti al GIP durante la prima giornata degli interrogatori di garanzia degli indagati arrestati nel corso dell’operazione “Shot Message” condotta dai carabinieri di Tricase, guidati dal capitano Alessandro Riglietti,  e che ha consentito di sgominare due associazioni criminali.

L’operazione “Short message”, prende il nome dai brevi messaggi di testo con cui gli arrestati facevano riferimento alla compravendita della droga.

Pedinamenti, intercettazioni video e ambientali hanno permesso ai carabinieri di  smantellare l’organizzazione criminale che faceva arrivare sino al tacco di Italia grandi quantità di cocaina, eroina, hashish e mariujana

A capo dei due rami dell’organizzazione, secondo gli inquirenti vi erano da una parte Sergio Fragola Panarese, di Tricase, con la compagna Michela De Ruvo, di Terlizzi, e dall’altra Alessandro Mesciu Manni, di Taurisano con la compagna Nadia Pispero.

Ieri nel carcere Borgo San Nicola, davanti al Giudice per le Indagini preliminare  Cinzia Vergine, sono comparsi: Ivan Abate, 39 anni di Taurisano; Stefano Bleve, 40, di Corsano; Antonio Calò, 46, Lecce; Omar Alberto Caloro, 28, di Tricase; Omar Capece, 28, di Alessano; Giulio Carangelo, 50, di Taurisano; Donato Rosario Colona, 42, di Taurisano; Roberto Corpus, 53, di Lecce; Dario De Angelis, 29, di Tricase; Mario De Luca, 42 di Lecce; Luca Andrea Frattolillo, 33, di Tricase; Alessandro Manni, 46 di Taurisano; Sergio Margoleo, 26, di Ugento; Gianni Martella, 32, di Corsano; Simone Martella, 35, di Tiggiano; Pasquale Nestola, 49, di Collemeto.

La maggior parte di loro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Soltanto Colona, Corpus e Calò hanno rilasciato dichiarazioni spontanee, ed hanno respinto le accuse loro addebitate.

Accuse per tutti sono, a vario titolo ed in diversa misura, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione di droga finalizzata allo spaccio, estorsione e detenzione e porto abusivo di armi.

Il gruppo infatti aveva nelle proprie disponibilità anche le armi utilizzate per minacciare chi non pagava la droga o i rivali in affari.

Oggi davanti al Gip compariranno gli  altri arrestati, compresi quelli costretti ai domiciliari.

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