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Cavallino

“I rifiuti di Roma nel Salento? NO grazie!”

Parla Paolo Pagliaro, presidente del Movimento Regionale Salento: “È inammissibile continuare a caricare di problemi la nostra terra in favore di accordi e business che non lasciano nulla di utile e positivo ma solo rischi”

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«I rifiuti di Roma a Ugento, Cavallino e Poggiardo? Sono molto preoccupato e arrabbiato per questo accordo tra la Regione Lazio e la Regione Puglia, lo considero l’ennesimo schiaffo ad una terra martoriata, il Salento, che ora rischia di diventare la pattumiera d’Italia. – Afferma Paolo Pagliaro di FI e Presidente del Movimento Regione Salento – È inammissibile continuare a caricare di problemi la nostra terra in favore di accordi e business che non lasciano nulla di utile e positivo ma solo rischi. Come se non bastasse il rischio di vederci recapitare i rifiuti radioattivi, a cui abbiamo già espresso tutto il nostro dissenso, adesso dobbiamo fare i conti anche con questa inconcepibile decisione della Regione. Si muovano alacremente i politici salentini e si schierino in difesa del Salento che non può più subire torti. E, ahinoi, non siamo rappresentati nemmeno a Roma da politici pronti a combattere le battaglie per ridare dignità e prospettive di crescita al nostro territorio, di cui non si parla nemmeno nel Contratto di Governo. Il Presidente Emiliano si rende conto di tutti i rischi e le problematiche che ci sono intorno a questo accordo? Riuscirà mai a prendere una decisione con lo zelo giusto? Ci rendiamo sempre più conto che questa non è la nostra Regione. – Conclude Pagliaro – Ci muoveremo in tutte le sedi opportune per evitare che continuino in quest’opera incessante di distruzione del Salento. Ora, a tutti gli sfregi, compreso il piano di riordino ospedaliero, aggiungiamo anche i rifiuti della capitale, perché Tap, Trivelle, Cerano, Ilva, xylella non ci bastavano? È uno scandalo, siamo veramente stanchi».

 

Alessano

Short Message, droga nel sud Salento: le condanne

18 anni a Sergio Panarese, detto Fragola, 34 anni di Tricase, accusato di essere il promotore e di aver diretto il gruppo attivo su Tricase

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Oltre 150 anni di carcere al Processo celebrato nella’ula bunker di Borgo San Nicola a carico degli imputati, tutti condannati, arrestati nel corso dell’operazione dei carabinieri Short Message che un anno fa smantellò due associazioni cirminali che controllavano il traffico di droga nel basso Salento.

Le indagini hanno consentito di documentare le attività illecite di due distinte associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti.

La prima era attiva sui territori di Tricase e Tiggiano con ramificazioni nel capoluogo brindisino e nella città di Terlizzi (Ba), dedita alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana e hashish) sulle piazze di spaccio di numerosi comuni della provincia.

Le indagini ha consentito di individuare i fiorenti canali di approvvigionamento riconducibili ad esponenti di un agguerrito clan malavitoso della predetta località barese (Dello Russo – Ficco), i quali, a loro volta, si rifornivano anche da soggetti di nazionalità albanese.

La seconda associazione criminale operava  su Taurisano Corsano, e riguardava principalmente il traffico e lo spaccio di eroina nei paesi del basso Salento, gestito da esponenti della criminalità del quartiere 167 della città di Lecce.

L’Operazione “Short Message” è stata condotta dai carabinieri della Stazione  di Specchia con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tricase.

Le condanne

18 anni per Sergio Panarese, detto Fragola, 34 anni di Tricase, accusato di essere il promotore e di aver diretto il gruppo attivo su Tricase;

7 anni e 8 mesi per Pasquale Nestola, 49 anni, di Galatina, a fronte di una richiesta di 14 anni e mezzo, per il quale è caduto il reato di essere il finanziatore e condannato come semplice partecipe dell’associazione;

8 anni e 4 mesi a Stefano Schirinzi, 32 anni, di Tiggiano, detto Big o Servola;

9 anni a Ivan Abate, 39 anni di Taurisano;

8 anni e 9 mesi a Roberto Dello Russo, 38 anni, di Terlizzi (Ba);

8 anni e 8 mesi a Paolo Ficco, di 39, di Terlizzi;

4 anni e 4 mesi ad Alessandro De Giorgi, 28 anni, di Brindisi;

8 anni e 2 mesi a Teodoro Vindice, 52 anni, di Brindisi, alias Padre;

10 anni a Dario De Angelis, 29 anni, di Tricase;

7 anni e 8 mesi a Michela De Ruvo, 30 anni, di Terlizzi;

7 anni e 8 mesi a Simone Martella, 35 anni, di Tiggiano detto Moto”;

3 anni a Matteo Zocco, 23 anni, di Corsano, assolto dal reato associativo e per il quale il pm aveva chiesto 8 anni;

4 anni e 8 mesi a Luca Andrea Fratolillo, 33 anni, di Tricase;

5 anni a Luca Frisone, 47 anni, di Lecce, detto Frisa;

5 anni per Roberto Corpus, 53 anni, di Lecce;

4 anni a Giovanni Rizzo, 50 anni, di Taviano, alias Collana;

3 anni per Massimo Petracca, 40 anni, di Castrignano del Capo;

4 anni a Donato Angelo Rainò, 51 anni, di Taviano, detto Donatello;

2 anni e 6 mesi ad Eleonora Baldassarre, 41 anni, di Cavallino;

2 anni e 6 mesi per Francesco Bongiorno, 49 anni, di Lecce;

2 anni e 6 mesi per Antonio Calò, 46 anni, di Lecce, detto il Nano;

2 anni e 6 mesi a Mario De Luca, 42 anni, di Lecce;

Giuseppe Guglielmo, 44 anni, di Miggiano;

2 anni a Sergio Margoleo, 26 anni, di Ugento;

3 anni a Cristian Fortiguerra, 32 anni, di Tricase, alias Crigu;

3 anni per Cosimo Damiano Marco Piro, 48 anni, di Taurisano;

2 anni e 2 mesi per Roberto Santo, 44 anni, di Lecce, detto il Gemello;

un anno e 8 mesi a Cristina Baglivo, 34 anni, di Tricase;

un anno e 8 mesi a Donato Orlando, 33 anni, di Tricase;

3 anni a Salvatore Savarelli, 24 anni, di Gagliano del Capo;

6 mesi a Simone Portaluri, 36 anni, di Cutrofiano.

Le accuse, a vario titolo, contestate agli imputati sono quelle di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, estorsione e porto illegale di armi.

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Cavallino

Matino, Cavallino e Supersano: notte di fuoco

Cinque auto distrutte dalle fiamme in poco più di tre ore

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Poco prima di mezzanotte in via Malta, a Matino, le fiamme hanno distrutto al parte anteriore di una Opel Meriva di proprietà di un muratore del luogo. Fiamme domate vigili del fuoco distaccamento di Gallipoli.

Neanche mezzora dopo a Cavallino, in via Santa Chiara, distrutta dalle fiamme una Fiat Panda. Fiamme che prima di essere domate dai vigili del fuoco Lecce hanno fatto in tempo a danneggiare una Peugeot 307 parcheggiata vicino ed il prospetto di un’abitazione.

Intorno alle tre di notte a Supersano, in via Cesare Battisti, invece, è andata praticamente distrutta una Citroen Picasso; seriamente danneggiata anche una Volkswagen Touran parcheggiata vicina.  Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco del distaccamento di Maglie. Sul posto anche i carabinieri di Ruiffano che hanno avviato le indagini.

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Cavallino

Dalla lite alle minacce: 49enne arrestato per estorsione

Dissidi personali sfociati in intimidazioni nei confronti di un uomo e del figlio, con tanto di richiesta di denaro

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Nella serata di ieri i militari della Stazione Carabinieri di Cavallino, con l’ausilio di personale della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lecce, nel corso di un servizio scaturito a seguito della denuncia sporta dalla vittima, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di estorsione, un uomo già noto alle forze dell’ordine.

Si tratta di De Riccardis Giovanni classe 1970, residente a Cavallino.

Il 49enne aveva avanzato una pretesa di denaro, nei confronti di un uomo, a seguito di contrasti e dissidi di natura privata. Problemi poi sfociati in vere e proprie minacce di morte nei confronti non solo del denunciante ma anche del figlio.

Così aveva intimato la consegna della somma di 250 euro in contanti, che la vittima avrebbe dovuto lasciare all’interno di un armadietto, in uso all’arrestato, sito in uno spogliatoio sul luogo di lavoro di quest’ultimo, a Cavallino. Dopo la consegna del denaro sul posto sono arrivati i Carabinieri che hanno bloccato il 49enne un attimo dopo il ritiro della somma.

All’interno dell’armadietto sono stati trovati anche alcuni coltelli, che cautelativamente sono stati sequestrati.

Recuperato il denaro, per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di estorsione e, dopo le formalità di rito, lo stesso è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce si disposizione dell’Autorità Giudiziaria

Dopo la consegna del denaro sul posto sono arrivati i Carabinieri che hanno bloccato il 49enne un attimo dopo il ritiro della somma.

All’interno dell’armadietto sono stati trovati anche alcuni coltelli, che cautelativamente sono stati sequestrati.

Recuperato il denaro, per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di estorsione e, dopo le formalità di rito, lo stesso è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce si disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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