Il vescovo di Ugento, Vito Angiuli racconta l’incontro con Papa Francesco

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Il vescovo di Ugento Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli racconta l’incontro con Papa Francesco sui temi dell’emergenza ambientale nel Salento. “Ci ha spronati ad avere cura del creato, dell’ambiente. A noi, in particolare, per le nostre particolari emergenze”. Così il vescovo Vito Angiuli, di UgentoSanta Maria di Leuca, sintetizza il suo incontro degli scorsi giorni con Papa Francesco, in cui ha ha avuto l’occasione di far presente al Santo Padre la situazione di emergenza ambientale del Sud Salento. L’intervista è una vera e propria esortazione al popolo dei fedeli a scendere in campo per difendere l’ambiente ed il territorio. “Ho spiegato al Papa in particolare due problemi di natura ambientale, uno riguardante la questione della Xylella, cioè il disseccamento degli ulivi, l’altro relativo a un’eventuale prova di trivellazione per vedere se nel mare vicino Leuca c’è petrolio” continua il vescovo, “su questi due argomenti così importanti, e con conseguenze notevoli sul territorio e sulla gente, come Chiesa abbiamo posto il problema e siamo intervenuti, naturalmente con lo stile della Chiesa”. Un colloquio che ha sollevato l’attenzione del Papa, che ha ascoltato “con grande attenzione, evidentemente questi temi sono particolarmente cari alla sua responsabilità”, per poi rispondere “Eccellenza, intanto c’è un’Enciclica che fra poco sarà pubblicata, ne faccia tesoro per continuare a far prendere coscienza di questi temi al popolo di Dio”. Un monito che il vescovo del Sud Salento fa proprio: “Ce ne stiamo occupando”, racconta il vescovo, “per sottolineare la consapevolezza della Chiesa di quanto accade. Levando la nostra voce davanti a questioni che toccano non soltanto l’aspetto economico, la cultura, ma soprattutto l’identità di un popolo. La cosa più importante è che le istituzioni trovino una linea comunque. Certamente all’incremento della ricerca scientifica, visto che finora le risposte sono state divergenti e non molto chiare. Adesso la cosa più importante è sottolineare come chi ne ha la responsabilità promuova la ricerca” conclude Angiuli. Perchè è “necessario trovare risposte scientificamente fondate per il futuro e condivise, arrivando laddove ad oggi non si è arrivati”.

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