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Cronaca

In trasferta per furti e borseggi: un arresto e due denunce

MARTANO. Dalla provincia di Salerno un gruppo organizzato per fare “affari” durante la Fiera della Candelora

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I Carabinieri di Martano hanno arrestato in flagranza di reato per furto Concetta Petrillo, 23enne di Eboli (SA), già nota alle forze dell’ordine. La donna, nel corso dello svolgimento della tradizionale Fiera della Candelora, è stata sorpresa da militari del’Arma mentre tentava di sottrarre il portafogli dalla tasca posteriore dei pantaloni di una persona del luogo. Nel portafogli c’erano 600 euro. Altre due donne, complici dell’arrestata (C. P., 45 anni e G. P., 32 anni) sono state identificate e denunciate a piede libero. Dalle indagini dei Carabinieri sono, infatti, emersi elementi di responsabilità a carico delle due donne e di un quarto personaggio, questa volta di sesso maschile e in corso di identificazione. I quattro avevano costituito un gruppo organizzato, finalizzato alla commissione di borseggi e ritenuto responsabile di analoghi episodi, consumati nell’ambito della stessa fiera. Sottoposta a sequestro la somma contante € 260,00 ritenuta provento della pregressa attività fraudolenta, nonché di due telefoni cellulari. L’arrestata è stata già associata al carcere di Lecce.

Cronaca

Beccato cacciatore di frodo

Sequestrati un fucile cal. 12, 18 cartucce a piombo spezzato, 8 bossoli, un richiamo elettromagnetico e sei esemplari di tordo bottaccio che aveva nel carniere

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Ad Ugento, i carabinieri della Forestale di Tricase hanno denunciato a piede libero un uomo di 43 anni di Taurisano, sorpreso col fucile carico in attività venatoria all’interno di un uliveto.

Con se il cacciatore di frodo aveva lun carniere con dentro gli uccelli ammazzati e un richiamo elettronico elettromagnetico in funzione riporducente il verso del tordo. Quest’ultimo strumento esplicitamente vietato dalla legge.

All’uomo sono stati sequestrati un fucile cal. 12, 18 cartucce a piombo spezzato, 8 bossoli, il richiamo elettromagnetico di cui sopra e i sei esemplari di Tordo Bottaccio che aveva nel carniere.

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Cronaca

Bomba al bowling di Maglie? Solo un fake!

La smentita del proprietario del Fun Station che “onde eliminare ogni dubbio” posta le foto del suo locale “in tutto il suo splendore”

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Bomba a Maglie nella notte? Per fortuna era solo un fake, come tanti purtroppo prendono corpo oggi, grazie a quell’acceleratore di diffusione di notizie, vere o false che siano, che sono i social.

Il tam tam è stato impetuoso e in piazza questa mattina non si parlava d’altro che dell’ordigno che a dire di qualcuno “è stato fatto esplodere nel bowling di piazza Lama“.

Tra una serie di smentite o di conferme di chi come al solito si diceva più informato degli altri a spegnere ogni rumors è arrivato il post del proprietario del bowling magliese che, “onde eliminare ogni dubbio” ha pubblicato delle foto del suo locale, il Fun Station, integro e “in tutto il suo splendore

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Cronaca

Lei rubava la posta, il figlio spacciava: blitz dei carabinieri

Arrestata dipendente del Centro Postale Distribuzione (il centro di smistamento che ha sede nella Zona Industriale di Tricase). Nei guai anche il figlio ed una terza persona

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Nei guai Maria Antonietta Mammolo, 54 anni,  originaria di Ruffano e domiciliataTricase  dipendente dipendente del Centro di Smistamento Postale sito nella zona industriale di Tricase.

La donna dovrà rispondere di detenzione ai fini spaccio di sostanza stupefacente in concorso, peculato per beni mobili asportati da incaricato pubblico servizio e circolazione con veicolo privo di copertura assicurativa.

Con la donna sono stati arrestati anche il figlio Simone Mammolo, 24 anni, ed una terza persona, Mattia Cosi, 23 anni, anche lui di Tricase.

Il blitz odierno dei carabinieri nei confronti della Mammolo è scaturito dal rinvenimento del 30 settembre scorso, presso un appartamento abitato dalla donna fino a qualche tempo prima dello sfratto, di sacchi neri della lunghezza di un metro, contenenti centinaia di documenti ed incartamenti di buste di varie dimensioni, pacchi e lettere con regolare etichettatura postale, mai recapitati ai legittimi destinatari, aperti e privi di ogni contenuto, anche verosimilmente prezioso, asportato illecitamente, busta dopo busta, pacco dopo pacco, dalla mammolo dal proprio luogo di lavoro, con grande abilità e pazienza giorno dopo giorno senza destare il minimo sospetto fra i colleghi.

Quando i militari sono entrati in possesso, all’insaputa della donna, di quanto restava di tutta questa corrispondenza non recapitata, hanno subito preso contatto con i responsabili dell’azienda di servizi postali i quali fin dal primo momento hanno fornito piena collaborazione agli investigatori per isolare ed assicurare alla giustizia, quanto prima, la dipendente infedele, pienamente consapevoli del danno e dei disservizi che questa aveva creato.

A seguito di vari servizi di osservazione e pedinamento finalizzati all’individuazione del mezzo di trasporto utilizzato dalla dipendente “infedele” ed a comprendere quale fosse il suo effettivo domicilio, i carabinieri l’hanno fermata al termine del suo turno lavorativo, mentre era alla guida di una Fiat Multipla intestata ad una S.p.a. e  priva di assicurazione.

Nel corso della perquisizione veicolare i carabinieri hanno rinvenuto nella tasca laterale dell’autovettura alcune buste di corrispondenza aperte e mai recapitate ai legittimi destinatari. Inutili i maldestri tentativi della 54enne di nascondere il tutto allo sguardo attento dei carabinieri.

La perquisizione è quindi stata estesa alla abitazione dove la donna risiede, dove i carabinieri, fatta irruzione in casa, hanno sorpreso il figlio Simone e Mattia Cosi mentre confenzionavano dosi di marijuana.

I due sono stati subito bloccati prima che potessero scappare, nonostante l’estremo tentativo della donna di avvisare il figlio dell’imminente controllo di polizia gridando “Simone ci sono i carabinieri!”.

Al di sopra di un tavolo sono stati rinvenuti: due bilancini elettronici di precisione; due paia di forbici e cucchiaio, unitamente a materiale di confezionamento vario;  8 sacchetti in cellophane contenenti marijuana, per un tot. di gr. 212,57; un sacchetto di cellophane con gr. 17,64 di cocaina; un grinder (piccolo dispositivo per macinare marijuana); due pacchi da mille pezzi ciascuno contenenti bustine trasparenti in cellophane, più altre buste contenenti numero indefinito medesimi involucri.

Il tutto è stato sottoposto a sequestro, unitamente ai tre smartphone dei fermati.

Rinvenute, inoltre, due cover di protezione per cellulari, ancora incartate, verosimilmente prese dai pacchi postali trovati aperti, unitamente a centinaia di altre lettere e pacchi all’interno di un ulteriore sacco nero della stessa foggia di quelli precedentemente rinvenuti il 30 settembre.

L’autovettura è stata posta sotto sequestro amministrativo perché  privo di copertura assicurativa e la Mammolo per questo è stata anche multata!

Materiali, beni, documentazioni, missive private e le centinaia di incartamenti attinenti la corrispondenza mai consegnata saranno restituiti a PosteIitaliane.

I Mammolo, madre e figlio, sono stati associati presso il carcere di Lecce, mentre Mattia Cosi è ai domiciliari.

L’azienda, alla notizia dell’arresto e dell’ulteriore rinvenimento di posta rubata, ha aviato la procedura di sospensione immediata nei confronti della dipendente incaricata di pubblico servizio gravemente indiziata di peculato.

Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per appurare provenienza e destinazione della droga, e per risalire, con la collaborazione di poste italiane., ai clienti vittime del comportamento illecito della dipendente infedele.

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