Operazione Shopping: manette per cinque

L’indagine scaturisce da denuncia sporta il 15 settembre 2012 da Marco Cannone, amministratore di condomini, per il furto patito presso il suo studio di Lecce di diversi carnet di assegni per un totale di 200 assegni bancari in bianco, riferiti a conti aperti presso vari istituti di credito. I ladri, saliti al 1° piano al civico n. 74 di Via S. Domenico Savio con una scala, hanno forzato il balcone ed asportato tutto il suddetto materiale dall’interno di una scrivania. Con tali assegni, tra il settembre 2012 ed il marzo 2013, sono poi state perpetrate diverse truffe, consistite in acquisti presso vari esercizi commerciali di Lecce, Lizzanello, Maglie, Copertino, Casarano e Vernole; le querele sporte quindi dagli esercenti riguardavano acquisti che mediamente si aggiravano sui 500 euro, per un totale di 23.000 euro complessivi accertati finora; a seguito delle indagini dei Carabinieri, gli autori sono stati individuati nel marzo 2013, e a seguito di perquisizioni delegate dall’A.G. di Lecce, sono stati recuperati parte degli assegni (sottoposti a sequestro) e del materiale acquistato fraudolentemente (restituito agli aventi diritto). Nello specifico, il 18 dicembre 2012 si sono presentati inizialmente ai Carabinieri i titolari di due negozi, uno di PC ed uno di telefonia, ambedue di Lecce, per denunciare l’acquisto di materiale con assegni scoperti, in una circostanza effettuato da una sola donna e nell’altra da una famigliola composta da padre, madre e una bambina. Il giorno successivo un’altra denuncia da parte di un negoziante di PC di Lecce che aveva venduto anch’egli del materiale ad una donna accompagnata da una bambina, materiale pagato sempre con assegno scoperto; in questa circostanza però, il negoziante forniva anche delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza interno, che aveva immortalato in maniera definita il viso della donna. Tale immagine ha permesso quindi ai Carabinieri di risalire all’identificazione di Barbara Calosso, 34anni, la quale poi verrà riconosciuta come autrice di altre truffe dello stesso genere, e sempre con gli assegni sottratti a Cannone. Poiché le denunce dei vari commercianti riguardavano sempre acquisti fatti con gli assegni provenienti dal medesimo furto, i Carabinieri hanno iniziato a sospettare che le altre persone coinvolte nell’utilizzazione dei titoli rubati potessero comunque far parte della cerchia di conoscenti della Calosso, e tramite ulteriore attività investigativa estesa anche ai gestori di social network, si riusciva a risalire alle frequentazioni anche “virtuali” della donna, e quindi all’identificazione di Loredana Rosa Paladino, 39 anni, e del suo convivente Alessandro Lo Deserto, 36 anni, effettivamente riconosciuti dalle vittime come autori di alcune delle truffe. Tra l’altro, Lo Deserto fu già arrestato dai Carabinieri poiché era evaso dagli arresti domiciliari: proprio durante queste evasioni, si recava a perpetrare le truffe! Il fenomeno ha interessato oltre 30 esercizi commerciali di Lecce e provincia. Nelle abitazioni dei tre fermati sono stati rinvenuti parte dei restanti assegni ancora non utilizzati, nonché la quasi totalità dei beni acquistati dagli indagati con gli assegni rubati. I Carabinieri sono riusciti ad individuare anche il quarto indagato, Luigi Massarente, 30 anni, trovato in compagnia di Paladino e sottoposto a controllo: nella sua auto sono stati rinvenuti altri assegni in bianco, sempre provento dello stesso furto a danno di Cannone, nonché vari documenti di identità senza foto ma con false generalità, risultati poi essere stati utilizzati per altre truffe semplicemente applicando la foto del soggetto che, di volta in volta, doveva fare l’acquisto con l’assegno rubato. Infine si è giunti anche all’identificazione di Michele Lo Deserto, 54 anni, l’unico che, pur utilizzando gli assegni rubati, forniva i suoi reali dati. Gli indagati sono stati tutti riconosciuti dalle vittime e due di loro hanno anche confessato, ciascuno per la propria parte, il ruolo tenuto nell’attività illecita. Il procedimento ha visto la riunione di 27 fascicoli processuali ed ha permesso di collegare gli indagati odierni ai reati contenuti in 30 querele. Ora tutti gli arrestati sono in carcere tranne Loredana Rosa Paladino alla quale sono stati concessi i domiciliari perché mamma di una bambina con meno di tre anni.


Commenti

commenti