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News & Salento

Strade provinciali: progetti per oltre 5 milioni

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Rilevanti e strategici interventi su strade provinciali sono stati deliberati dalla giunta provinciale, presieduta da Antonio Gabellone. L’importo complessivo di progetti definitivi di eliminazioni di passaggi a livello e di un Protocollo d’intesa per lavori di sistemazione del piano viabile, predisposti dal Servizio Strade dell’Ufficio tecnico provinciale, ammonta a 5 milioni e 100mila euro. Di notevole importanza l’approvazione dei progetti definitivi relativi all’eliminazione dei passaggi a livello tra strade provinciali e ferrovie del Sud-Est (anello di Lecce) per la costruzione di nuovi sottopassi ferroviari, per un investimento complessivo di 5 milioni di euro.

Nello specifico, come favorevolmente deliberato da tutti i soggetti facenti parte delle apposite Conferenze di servizi, con questi lavori saranno eliminati passaggi a livello, uno in territorio di San Cesario e l’altro ricadente tra la viabilità di accesso a Sternatia, attraverso la strada provinciale n. 137 e la linea delle Ferrovie Sud-Est, entrambi da realizzarsi mediante sottopassi alla linea ferrata. “Come Provincia di Lecce intendiamo migliorare il livello di fruibilità della rete viaria, individuando ed eliminando i punti di criticità, allo scopo di garantire una maggiore sicurezza stradale. Questo intervento sulla rete stradale provinciale mira a dotare il territorio provinciale di collegamenti più sicuri e di qualità”, dichiara il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.

Nel corso della medesima seduta di giunta, sempre in materia di edilizia stradale, è stato approvato un Protocollo d’intesa tra Provincia di Lecce, Comune di Galatina, Comune di Soleto e Consorzio Asi relativo a lavori di sistemazione e ripristino del piano viabile del tronco stradale della strada provinciale n. 362 compreso tra la rotatoria di innesto con la tangenziale est e l’abitato di Galatina, per un importo massimo di 100mila euro.

“L’approvazione di questi progetti”, dichiara l’assessore provinciale alle Strade Massimo Como, “è una dimostrazione dell’impegno che come Provincia di Lecce intendiamo profondere per migliorare la viabilità nel territorio provinciale, oltre che le infrastrutture ed i servizi utili alle nostre comunità, ma l’obiettivo è soprattutto quello di garantire l’attenzione al problema della sicurezza sulle arterie stradali. Questi interventi deliberati dalla giunta renderanno i centri urbani più vivibili, liberandoli dal traffico extraurbano, sviluppando e migliorando i collegamenti tra i centri abitati e tra questi e le periferie”, conclude l’assessore Como.

Cronaca

Schianto e ribaltamento, paura all’incrocio

Impatto tra Punto e Panda, quest’ultima finisce a ruote per aria: nessuna grave conseguenza per i coinvolti

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Il botto ed il cappottamento, tutto in pochi spaventosi attimi.

È accaduto ieri sera dopo le 20 all’altezza di un incrocio, tra Melendugno e Borgagne.

Coinvolte una Fiat Punto ed una Fiat Panda. Quest’ultima ha finito per ribaltarsi sull’asfalto, rimanendo adagiata sul tettuccio.

118 e vigili del fuoco hanno raggiunto il punto dell’incidente assieme alle forze dell’ordine.

Per fortuna per i coinvolti nessuna ferita grave.

(foto da pagina Facebook “Melendugno.net”)

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News & Salento

Guerra agli ombrelloni segnaposto in spiaggia

Sequestrati altri 7 ombrelloni. In azione Polizia Locale e Guardie Ecologiche Volontarie

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Così come annunciato, nella notte di Ferragosto la Polizia Locale ha effettuato un altro intervento finalizzato al contrasto del fenomeno dei cosiddetti ombrelloni “segnaposto”.
Dopo il sequestro di 11 ombrelloni a Sant’Isidoro e Santa Maria al Bagno la notte dell’11 agosto, gli agenti di Polizia Locale e le Guardie Ecologiche Volontarie del gruppo Endas sono tornate in azione, stavolta in località Torre Squillace, individuando e sequestrando altri 7 ombrelloni e altra attrezzatura (basi e funi).
I controlli, sempre nel corso della notte di Ferragosto, sono stati estesi ad altri tratti di litorale, ma non sono state rilevate altre situazioni di abuso.
Quella dell’ombrellone “segnaposto” è un malcostume che si è diffuso anche sulla costa neretina e che si sta cercando di contrastare senza indugi, a tutela del decoro del litorale e della possibilità di accesso al mare di tutti i bagnanti.
Una cattiva abitudine che consiste nel piazzare nottetempo (quando la spiaggia è libera) gli ombrelloni sull’arenile, “prenotando” dunque la postazione per la mattina seguente e anticipando sul tempo gli altri utenti della spiaggia. Dal Comando di Polizia Locale di via Crispi rammentano ancora una volta che si tratta di comportamenti espressamente vietati dal codice che sancisce in materia di prescrizioni sull’uso del demanio marittimo e relativi divieti: “È inoltre vietato lasciare sulle spiagge libere, oltre il tramonto del sole, ombrelloni, lettini, sedie sdraio, tende o altre attrezzature comunque denominate”.
Il tenore della disposizione, precisamente il riferimento a “oltre il tramonto del sole”, rende essenziale e tempestivo l’intervento degli agenti nelle ore notturne (e non all’alba del giorno dopo).
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A fuoco camioncino di street food, la sorella lancia accorato appello

“A 18 anni ho lasciato la mia terra. Sono andata via dalle mie radici, da mio padre e mia madre che amo tantissimo, da mio fratello…”

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Dopo l’incendio di ieri a un camion ambulante per la vendita di panini, che staziona tra la strada che da Seclì conduce a Neviano, incendio che pare sia di natura dolosa (è stata ritrovata una bottiglietta con benzina nelle vicinanze, gli agenti del commissariato di Galatina si stanno occupando delle indagini), la sorella del titolare lancia uno straziante appello sui social che pubblichiamo:

MIO FRATELLO NON È FIGLIO UNICO

A 18 anni ho lasciato la mia terra. Sono andata via dalle mie radici, da mio padre e mia madre che amo tantissimo, da mio fratello e mia sorella che sono la mia vita.
Sono andata via perché quel paesaggio di sabbie bianche e ulivi secolari ti chiedeva in cambio di morire di fame, di rinunciare a te stesso e ai tuoi sogni. La faccia del Salento che nessuno vede. Mio fratello è rimasto. Anche lui aveva i suoi sogni.
Anche lui voleva dare una vecchiaia dignitosa ai nostri genitori e un futuro con un po’ più di sole ai suoi figli.
Chi resta non ha meno sogni di chi parte. Ma il lavoro non c’è. Così chi non ha un lavoro ma ha luce negli occhi, un lavoro (onesto) se lo inventa.
Un camion refrigerato, un piazzale in affitto, migliaia di permessi, di attese, di speranze, e una montagna di debiti. Una famiglia che ti aiuta, perché quella non si compra.
Un padre che ogni giorno fa 5 viaggi di benzina per il gruppo elettrogeno, perché prima di 6 mesi il Comune non si degna di portare l’elettricità.
Viaggi di taniche di acqua perché ancora la cisterna non puoi permettertela.
E ogni giorno una piccola conquista. Sono riuscito a pagare la carne. Mi sono rimasti 52 euro di guadagno. Sono riuscito a comprare un coccodrillo gonfiabile a mia figlia.
Ce la sto facendo. Ma l’inverno sarà duro, l’attività all’aperto lavora solo l’estate. Devo mettere da parte. Cinque mesi non bastano.
Ma l’anno prossimo forse avrò finito di pagare le rate del camion e mi avranno portato la luce, forse riuscirò a mantenere la mia famiglia, le mie tre bambine bellissime.
Forse mia madre potrà smettere di lavorare. Sogni. Stamattina mio fratello si è svegliato, e ha provato a ritrovare disperatamente i suoi sogni in mezzo alle fiamme e ad un cumulo di cenere.
Di quei sogni, erano rimasti solo i fermatovaglioli di ceramica che mia sorella aveva dipinto a mano per lui. Questo è il sud. Salvini, questi sono italiani.
Quelli che avevano osato sognare di poter sopravvivere, e quelli che hanno lasciato solo angoscia e disperazione.
E nonostante 20 anni lontano da casa, le sue lacrime amare mi trapassano il cuore come mi stessero eviscerando con strumenti da macellaio e non sono ancora in grado di aiutarlo.
Ma mio fratello non è figlio unico. Sono qui. E qualcosa farò. Perché sono ancora una persona onesta del sud. Ditemi che non è figlio unico.
Fategli sapere che c’è una parte umana nel mondo“.

Gaia Gaballo

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