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Lecce

Boom di abbonamenti per il Lecce

Dopo l\’annuncio di Lapadula, presentati i nuovi arrivi Shakov e Benzar, mentre sale la febbre da Serie A

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Tifosi in fila in tutto il Salento da ieri per la riapertura della campagna abbonamenti per la stagione calcistica in arrivo che vedrà l’U.S. Lecce militare nuovamente in Serie A.

Dalle 8 di ieri è partita la vendita libera, dopo le due fasi di prevendita del mese scorso che hanno interessato prima gli abbonati di lungo corso, fedeli agli spalti sin dalla Serie C, e poi i tesserati a partire dalla stagione passata, quella della promozione degli uomini di Liverani dalla B alla massima serie.

Il primo dato ufficiale riguardante la giornata di ieri parlava di 1500 abbonamenti (che si vanno a sommare ai 6mila circa già acquistati il nelle precedenti sessioni), ma nelle scorse ore si stima che le tessere sottoscritte siano arrivate anche al doppio. Prese d’assalto le filiali della Banca Popolare Pugliese, rivenditrici degli abbonamenti per conto della società giallorossa in comuni come Lecce, Tricase e Aradeo.

Per chi vuole abbonarsi c’è tempo fino alla vigilia della prima partita, con una maggiorazione del costo dal 19 agosto in avanti.

Intanto è tempo di presentazione per i primi nuovi acquisti. Dopo il comunicato ufficiale delle scorse che ha annunciato l’arrivo del bomber Lapadula (ex Milan, Pescara e Genoa), ecco la presentazione di Shakov e Benzar, il primo centrocampista ucraino ex Paok Salonicco ed il secondo terzino rumeno della Steaua Bucarest (foto).

Si uniscono da subito al gruppo che tra oggi e sabato si sottoporrà alle visite mediche, prima di partire alla volta del Trentino Alto Adige per il ritiro che durerà sino al 28 luglio.

Cronaca

Avvocati: è caos

Dimissioni della presidente Roberta Altavilla e degli altri cinque componenti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati 

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La presidente Roberta Altavilla, il segretario Vincenzo Caprioli, la consigliera tesoriera Luigia Fiorenza ed i consiglieri Simona Bortone, Laura Bruno e Raffaele Fatano lasciano. Erano stati dichiarati ineleggibili dalla sentenza della Consulta perché hanno svolto due o più mandati consecutivi prima del voto dello scorso maggio.

«Abbiamo congiuntamente deciso di non dare seguito alla nostra tutela in sede giurisdizionale conseguente ai reclami proposti da alcuni candidati non eletti, al Consiglio Nazionale Forense, contro la nostra proclamazione», si legge in una nota.

«Sarebbe stato nostro pieno diritto», hanno scritto ancora, «attendere la decisione del Consiglio competente in via esclusiva in materia elettorale, perché, oltre ai profili di costituzionalità vagliati dalla Consulta, ci sono una pluralità di questioni interpretative della normativa, oltre a ulteriori e rilevanti aspetti di legittimità costituzionale, anche con riferimento alla retroattività della norma e alla sua incidenza sull’elettorato attivo e passivo.

Purtroppo il divieto di terzo mandato, pur se oggetto di critiche anche da parte di illustri costituzionalisti, piuttosto che suscitare un sereno e approfondito dibattito, ha dato sfogo a pressioni indebite, mirate, ancor prima della pronuncia della Corte Costituzionale, ad ottenere immediate dimissioni. Pressioni sconfinate spesso nella diffamazione e nella calunnia e sono divenute oramai intollerabili.

Sin dal momento della candidatura abbiamo espressamente dichiarato di aver svolto almeno due mandati seppure, in taluni casi, di diversa durata; allo stesso modo sarebbe stato doveroso che altri candidati avessero manifestato l’esistenza di differenti ipotesi di incandidabilità e ineleggibilità sebbene previste dalla legge.

La tendenza del legislatore a ricorrere a norme con efficacia retroattiva è uno degli elementi di maggiore preoccupazione, che dovrebbe consigliare un diverso atteggiamento da parte dei Giuristi, per le possibili future implicazioni.

Pur consapevoli che ogni Avvocato, anche quando tratta questioni che lo coinvolgano personalmente e attengano alla rappresentanza, non debba mai cedere alle pressioni, soprattutto quando le stesse siano volgari, calunniose e appaiano dirette a fini diversi da quelli dichiarati, siamo altrettanto consci che  la permanenza nella carica potrebbe indurre l’opinione pubblica a malevole, quanto infondate illazioni, circa la volontà di mantenere inesistenti privilegi, derivanti dal ruolo, così svilendo l’avvocatura tutta.

Rivendichiamo dunque la legittimità del nostro operato, poiché non vi sono, allo stato, sentenze che abbiano modificato il risultato elettorale e il foro merita rispetto anche per il rilevante suffragio elettorale che ha inteso attribuirci”.

Poi l’annuncio: «Nelle prossime ore rassegneremo le dimissioni da componenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce per evitare che si addensino nell’opinione pubblica ombre che offuschino l’istituzione forense, che dopo oltre quarant’anni ospiterà il Congresso Nazionale, un successo raggiunto con  il nostro serio e proficuo impegno. Auspichiamo nel contempo analogo senso di responsabilità da parte di coloro che si trovano in condizioni di ineleggibilità per differenti profili».

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Attualità

Nuovo Ospedale del Sud Salento: vince MC A

Il progetto, che lo scorso anno la direzione della Asl ha firmato e consegnato in Regione, sorgerà su un’area di 120mila mq, prevede 350 posti letto

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MC A, AICOM SpA, RINA Consulting S.p.A, GAe Engineering S.r.l. e Enzo Rizzato, si sono aggiudicati il bando di gara della Asl di Lecce per lo studio di fattibilità tecnico-economica relativo alla realizzazione del Nuovo Ospedale del “Sud Salento” che dovrebbe sorgere fra Maglie e Melpignano.

Il progetto, che lo scorso anno la direzione della Asl ha firmato e consegnato in Regione, sorgerà su un’area di 120mila mq, prevede 350 posti letto, 317 per malati acuti e i restanti 33 dedicati a Day Hospital/Day Surgery.

Saranno distribuiti su tre piani, oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, e prevede 201 stanze di degenza (con bagno interno), ed un’area a parcheggio da circa 1.200 posti auto.

Il nuovo ospedale sarà un nosocomio di primo livello: all’interno, sorgerà un gruppo operatorio dotato di 6 sale chirurgiche e 3 sale parto/travaglio, oltre ai servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale h24

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Attualità

Giustizia tributaria: migliaia di appelli trasferiti da Lecce a Bari

Reindirizzati tutti i procedimenti d’appello iscritti a ruolo nell’anno 2015 nelle Sezioni distaccate di Lecce e di Taranto per i quali non è stata ancora fissata udienza

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Migliaia di appelli tributari presentati a Lecce nel 2015, trasferiti a Bari.

Lo Sportello dei Diritti lancia un allarme su una situazione già paventata.

Commissione Tributaria Regionale – Sezione Lecce: 1848 appelli presentati a Lecce nel 2015 oggi sono stati trasferiti a Bari

Vano il ricorso presentato dall’Ordine degli Avvocati di Lecce al TAR di Bari che, con la sentenza n. 836/2019 pubblicata il 17 giugno scorso, ha confermato la validità del Decreto Presidenziale n. 48 “Assegnazione appelli emesso in data 05 novembre e notificato al sovrascritto Ordine Territoriale in data 12/11/2018 con cui è stato disposto il trasferimento presso la sede centrale di Bari di tutti gli appelli iscritti a ruolo nell’anno 2015 nelle Sezioni distaccate di Lecce e di Taranto per i quali non è stata ancora fissata udienza”.

Di conseguenza, tutti gli appelli presentati a Lecce nel 2015 presso la Sezione distaccata di Lecce (1848 in 317 faldoni) oggi sono stati trasferiti ed assegnati a Bari, creando gravi disagi ai cittadini contribuenti ed ai loro difensori sia per quanto riguarda il problema delle distanze e dei relativi costi sia per quanto riguarda la tempistica, tenendo conto che oggi a Lecce si stanno regolarmente discutendo gli appelli presentati nel 2016.

Secondo il TAR di Bari, peraltro oggetto di impugnativa al Consiglio di Stato da parte dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, le Sezioni staccate, per legge, non sono un organo giudiziario autonomo e distinto dalla sede centrale, ragion per cui il riassetto organizzativo delle sezioni staccate sotto il profilo della redistribuzione dei carichi di lavoro non comporterebbe alcuna lesione del principio del giudice naturale, attesa l’unicità dell’ufficio e l’adozione di un criterio generale ed astratto di riparto degli affari.

Una speranza è riposta nella proposta di legge della Lega di riforma della giustizia tributaria, che ha ripreso integralmente le proposte del tributarista Maurizio Villani nel senso che la stessa non deve più essere gestita ed organizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è parte interessata al processo, ma soltanto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la istituzione di Tribunali tributari e Corti di Appello tributarie presso le rispettive sedi.

Questa proposta di legge, che rientra nella generale riforma fiscale, è stata presentata alle Commissioni Finanze e Giustizia del Senato (S. n. 1243 a firma Romeo).

In questo modo, Lecce, che è sede naturale di Corte di Appello, avrebbe la sua sede organica ed organizzativa della Corte di Appello tributaria e non dovrebbe più dipendere da Bari, con il rischio, come oggi, di vedersi trasferiti 1848 fascicoli dei contribuenti salentini.

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