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Sport

Pallamano: Casarano surclassato a Conversano

In gara1 della finale scudetto, la quotata formazione barese sconfigge nettamente i rossazzurri, vincendo 36 a 25. Casarano sprecone sottoporta, martedì si replica per provare a rimettere in parità la situazione.

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In gara1 della finale scudetto, la quotata formazione barese sconfigge nettamente i rossazzurri, vincendo 36 a 25. Casarano sprecone sottoporta, martedì si replica per provare a rimettere in parità la situazione.
Ora il programma prevede gara 2 a Lecce il 4 maggio (martedì prossimo, ci sarà un clima infuocato al PalaItalgest); gara 3 ancora a Conversano l’11 maggio (eventuali gare 4 e 5 rispettivamente a Lecce il 18 maggio ed a Conversano il 25 maggio). In gara1 s’è vista una Italgest sprecona soprattutto sottoporta e poco accorta in fase difensiva, sempre punita alla minima disattenzione da parte della temibile formazione barese (che ha chiuso in vetta la regular season).

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Dai Comuni

Esordio in A per arbitro salentino

Alessandro Prontera, originario di Ruffano, dirigerà il match di domenica a pranzo tra Fiorentina e Udinese

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Tra i dribbling del fenomenale Franck Ribery ed il ritorno dalla squalifica del talento Rodrigo De Paul, la sfida di serie A di domenica tra Fiorentina e Udinese avrà un ché di salentino.

Ad arbitrarla, alle 12e30 nello stadio Franchi di Firenze, il giovane Alessandro Prontera.

Esordiente nella massima serie e con delle partite di B alle spalle, il fischietto del Comitato Regionale Arbitri dell’Emilia Romagna è originario di Ruffano.

Dal Var lo assisterà l’esperto Calvarese.

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Gallipoli

Trofeo del Rivellino: bis della Lega Navale T.S. Giovanni

Presenti una trentina di imbarcazioni di vela di altura, impegnate in un percorso di circa 9 miglia

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Si è svolta la 21esima edizione del Trofeo Rivellino, regata costiera organizzata dalla Lega Navale Italiana sezione di Gallipoli.

Domenica soleggiata, mare calmo e vento da sud fra i 6 e i 12 nodi di intensità.

Presenti una trentina di imbarcazioni di vela di altura, impegnate in un percorso di circa 9 miglia fra le acque prospicienti la città vecchia, il Pizzo, l’isola di Sant’ Andrea e il Circolo della Vela dove era posizionato l’arrivo.

Ad avere la meglio l’equipaggio di 2Alfa2 Arbace Lavori (GS34.1) della Lega Navale Torre San Giovanni, armata e timonata da Giuseppe Cazzato, drizze Fabio Girasoli, prua Paolo Sanapo, tailer Donato Manco, randa Emilio Paolo, albero Antonio Tarantini.

Il Trofeo Rivellino resta quindi alla Lega Navale di Torre San Giovanni, avendo ripetuto la vittoria dello scorso anno. Seconda l’X 35 Vento dell’Este (A. Carlino) della Lega Navale Otranto, terza lo Zuanelli fax 33 (Piero Anselmi) della Lega Navale Gallipoli.

Ottima organizzazione a terra e a mare, con gli Ufficiali di Regata della Federazione Italiana Vela Pietro d’ Ippolito (presidente Comitato di Regata), Massimo de Matteis e Daniele de Nuzzo.

 

 

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Lecce

Il Napoli doma il Lecce: è 1-4

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Lecce-Napoli è la prima partita contro una grande al Via del Mare per i giallorossi dopo il ritorno in A.

Il match arriva a margine di una settimana di polemiche per il caro-biglietti. Lo stadio non è gremito ma la cornice di pubblico è quella delle grandi occasioni.

Liverani manda in campo Rossettini e Lucioni davanti a Gabriel con Rispoli e Calderoni sulle fasce. In mediana accanto a Tachtsidis ci sono Majer e, ancora una volta, Tabanelli.

Avanti tridente con pochi centimetri e molta tecnica: Mancosu in appoggio a Farias e Falco. Senza prime punte.

Per il Napoli turnover. In porta Ospina. Accanto a Koulibali c’è Maksimovic. Con un 442 ci sono Malcuit e Ghoulam terzini e Insigne e Ruiz in fascia. In mezzo Zielinski e Elmas. Davanti torna Milik affiancato da Llorente. Queste le scelte di Ancelotti che alla vigilia del match ha scelto di non parlare in conferenza. Il motivo? Aveva già parlato pochi giorni fa prima del Liverpool. Chissà se con un calendario al contrario avrebbe mai fatto lo stesso…

Il match

Partita che parte lenta con un Napoli che non penetra la densità del Lecce a centrocampo e non trova fantasia sulle fasce.

Scorrono lenti i primi dieci minuti con solo un tiro alto di Insigne ed una incursione sterile di Tabanelli.

Al 12esimo primo campanello d’allarme per la retroguardia giallorossa che si distrae e si vede sbucare alle spalle Milik, chiuso in angolo.

Il primo tiro del Lecce arriva al 15esimo. È Farias a provarci dal limite raccogliendo una sventagliata del solito Majer che, in mezzo al campo, è l’unico di casa a far valere la personalità. La conclusione dell’ex Cagliari però non spaventa il Napoli e si spegne sul fondo.

Si spegne come il Lecce che, già flebile fiammella, si fa notare solo in risposta ad un brivido per una incursione di Insigne che dal fondo crossa lungo al 18esimo: un minuto dopo su azione rocambolesca portata avanti da Majer sopraggiunge Mancosu che calcia dal limite e non trova il bersaglio.

A questo punto il Napoli inizia a salire e sfiora il vantaggio prima con Insigne, che impegna Gabriel al 23esimo, e poi con Llorente che, sul conseguente corner, non trova il gol di testa solo grazie ad un grande intervento del portiere giallorosso.

Il gol arriva poco dopo quando al 28esimo Milik entra in aerea e perde un pallone che finisce sui piedi di un rapace Llorente. Lo spagnolo buca Gabriel: è 0a1.

Il Lecce sbanda e non riesce più a ritrovarsi. Si sente la mancanza di un punto di riferimento davanti, come era ad esempio La Mantia per tutta la scorsa stagione.

La scelta di Liverani di puntare su tecnica e fantasia non paga: i 3 davanti non riescono a rendersi pericolosi ed il Napoli si fa rivedere in area giallorossa con un calcio piazzato dalla destra.

Sulla conclusione del solito Llorente c’è un fallo di Tachtsidis, visto dal VAR, ed è rigore.

In un (via del) mare di fischi il capitano del Napoli sbaglia. Gabriel si distende alla sua sinistra e respinge. Ma per l’arbitro il portiere del Lecce si è mosso in avanti prima del tiro ed il penalty è da ribattere. Lo stadio ruggisce incredulo ma Insigne è di nuovo sul dischetto e, stavolta, non sbaglia.

Siamo quasi al 40esimo e gli ultimi minuti verso l’intervallo registrano solo qualche tafferuglio in tribuna centrale, con dei napoletani accompagnati fuori dalle forze dell’ordine.

Nella ripresa Liverani fa fuori subito Tachtsidis (sornione e ammonito) sostituto da un più frizzante Petriccione.

Arriva al 51 la prima vera palla gol con colpo di testa di Lucioni che va vicino alla traversa su cross da punizione.

Un minuto dopo Ruiz mette le cose in chiaro e punisce in contropiede su palla profonda di Insigne. Lo spagnolo rientra sul sinistro e la mette a giro dove Gabriel non può arrivare.

Poco dopo al 58esimo il Lecce accorcia. Su tiro da fuori del solito Majer, respinta di Ospina, fallo e rigore.

Il var conferma e Mancosu trasforma con una esecuzione perfetta.

Il resto è tutto in un palo di Tabanelli ed in una girandola di cambi che non incidono sull’andazzo del match (Lapadula per Falco, Benzar per uno stanco Rispoli, Lozano per Milik, Callejon per Elmas e Luperto per Llorente).

Con Fernando Llorente che prima di lasciare il posto al leccese Luperto trova il quarto gol partenopeo su respinta del portiere dopo tiro di Insigne.

Il match si conclude così. Il Lecce di oggi non è quello di Torino ma nemmeno quello di Milano: pur subendo 4 reti anche a San Siro (lì per giunta senza farne), contro l’Inter si era vista altra grinta e personalità.

Tuttavia non era il Napoli l’avversario con cui ci si aspettava di far punti. Il match odierno può restituire indicazioni importanti sulle scelte ancora combattute che Liverani deve prendere di partita in partita. Il più positivo in mezzo al campo, ad esempio, è stato Majer. Il meno incisivo avanti invece Farias. Dettagli fondamentali in vista della non facile trasferta a Ferrara in casa della Spal.

Lor.Z.

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