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Nel 2025 gli italiani hanno perso 22 miliardi di euro al gioco d’azzardo. Più di quanto lo Stato spenda per l’istruzione pubblica.
È il dato centrale del Libro Nero dell’Azzardo 2026 (Fondazione ISSCON / CGIL / Federconsumatori), su cui GiocoResponsabile.info ha condotto un’analisi territoriale su dati ADM.
Il gioco d’azzardo online avanza anche lontano dalle grandi città, insinuandosi nei piccoli Comuni e assumendo, soprattutto nel Mezzogiorno, dimensioni che meritano attenzione.
I dati relativi al 2025 descrivono un fenomeno ormai capillare, alimentato dalla possibilità di giocare in qualsiasi momento attraverso computer e smartphone.
Oltre cento miliardi giocati online
Nel corso dell’anno la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia, considerando gioco fisico e online, ha raggiunto i 165,34 miliardi di euro, con una crescita del 5 per cento rispetto al 2024. Il solo canale da remoto ha superato per la prima volta la soglia dei cento miliardi, attestandosi a 100,88 miliardi di euro e rappresentando il 61 per cento dell’intero mercato nazionale.
La raccolta media è stata pari a 3.284 euro per ogni cittadino maggiorenne. Limitando l’osservazione al gioco online e alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 74 anni, la media nazionale si attesta invece a 2.365,81 euro pro capite.
Il Mezzogiorno ai vertici
È nel Sud che il fenomeno manifesta alcune delle sue espressioni più rilevanti. La Campania registra una raccolta online pro capite di 2.527 euro, seguita dalla Sicilia con 2.472 euro e dalla Calabria con 2.436 euro.
Sono le tre regioni poste ai vertici della graduatoria nazionale.
Il dato restituisce l’immagine di un Mezzogiorno nel quale la diffusione dell’azzardo digitale assume proporzioni particolarmente significative, anche nei territori lontani dai grandi agglomerati urbani.
Trentotto Comuni oltre la soglia critica
Complessivamente sono 38 i Comuni italiani con più di 10.000 abitanti nei quali la raccolta online supera i 4.500 euro pro capite. In diversi casi vengono oltrepassati i 5.000 euro, più del doppio della media nazionale.
Si tratta di valori che rendono evidente quanto il fenomeno abbia ormai superato i confini delle grandi città, penetrando in realtà territoriali nelle quali anche pochi milioni di euro possono incidere profondamente sull’economia locale.
Puglia e provincia di Lecce tra le aree più esposte
Il quadro interessa direttamente anche la Puglia. Secondo l’analisi, le aree di crisi più acuta si concentrano in Calabria, in Puglia, con particolare riferimento alla provincia di Lecce, e in Sicilia.
Il riferimento al territorio salentino assume un peso rilevante, soprattutto perché il gioco online sfugge più facilmente alla percezione pubblica rispetto alle sale scommesse e agli apparecchi installati negli esercizi commerciali.
Si gioca da casa, attraverso dispositivi personali, senza lasciare segni immediatamente visibili nella vita delle comunità.
Milioni di conti e saldi in perdita
Alla fine del 2025 risultavano attivi 17,1 milioni di conti di gioco e l’84 per cento aveva chiuso l’anno con un saldo negativo. I giocatori effettivamente attivi vengono stimati in 4,8 milioni, con una raccolta media di circa 21mila euro l’anno, pari a 1.750 euro al mese.
A dominare il mercato digitale sono i giochi di abilità a distanza, categoria nella quale rientrano casinò online, poker e altri giochi virtuali, con il 49,1 per cento della raccolta nazionale.
Seguono le scommesse sportive con l’11,6%, le lotterie con il 7,9% e il lotto con il 5%.
Il possibile intreccio con la criminalità
Ai rischi sociali e sanitari si aggiunge il possibile intreccio con la criminalità organizzata. Le stime riportate indicano che tra i 21 e i 23 miliardi di euro della raccolta online legale potrebbero essere riconducibili all’attività delle mafie.
Numerosi territori caratterizzati da un’elevata incidenza del gioco coincidono con aree segnate da infiltrazioni criminali, scioglimenti di consigli comunali o presenza di beni confiscati.
Una questione che riguarda le comunità
Dietro i numeri si intravede una questione che riguarda la tenuta sociale ed economica dei territori.
Nei piccoli Comuni del Mezzogiorno l’azzardo online rischia di trasformarsi in una silenziosa sottrazione di risorse alle famiglie e alle economie locali.
La disponibilità di dati dettagliati, il controllo delle anomalie e un’efficace attività di prevenzione diventano quindi indispensabili, soprattutto nelle aree in cui la diffusione del gioco raggiunge livelli tanto elevati da non poter essere considerata un fenomeno marginale.




