Fevi

Cosa vuol dire avere 30 anni oggi?

di Davide Manco
Nato a Torino e cresciuto
a Ugento.
Ha studiato medicina
presso l’Università
Gabriele D’Annunzio
di Chieti-Pescara e
attualmente lavora come
medico in formazione
specialistica in pediatria presso
il Policlinico di Modena

I trent’anni sono una seconda maggiore età: mostrano più consapevolezza di quanto gli ingranaggi del mondo siano complessi. Questa età, anche solo un paio o tre decadi fa, stava a significare stabilità geografica, familiare, lavorativa…insomma traiettorie lineari, già disegnate in maniera regolare; oggi la bussola sembra aver perso il nord.

Quella che una volta era un’equazione matematica, oggi è una disequazione. Dalla mia esperienza personale: dopo un test d’ammissione, sei anni di studio e dopo ancora un altro concorso, oggi sono un giovane medico in formazione specialistica. Eppure, dopo tutto questo tempo, non so ancora dove presterò servizio, né in quali termini, sperando di superare ulteriori concorsi.

La strada non è per niente segnata e la paura dell’incertezza bussa alla porta ogni giorno, con i problemi di qualsiasi natura che si moltiplicano. Per inseguire la mia professione ho dovuto allontanarmi dalla mia famiglia, il pilastro della mia vita; una distanza che pesa ogni giorno, come accade a moltissimi altri giovani che sono costretti a lasciare il profondo Sud per avere qualche possibilità in più.

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Qualcuno però affermava che quando il cielo è buio più si vedono le stelle; la bellezza sta nelle piccole cose, anche nel brivido di sapersi mettere in gioco sempre. Ho la fortuna di praticare il mestiere che amo e di poter sentire l’affetto di chi mi sostiene quotidianamente, anche da lontano.

L’augurio è di poter colmare queste distanze, continuando a cercare la felicità in questo viaggio imprevedibile, ma vivo, perché il meglio deve ancora venire e ogni cosa andrà alla fine al suo posto.

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