Lo scrittore Franco Arminio: trenta idee per far rinascere i paesi

Un paese comincia a morire molto prima che qualcuno se ne accorga. Prima sparisce un negozio, poi una classe, quindi una corsa dell’autobus. Il medico diventa sempre più lontano, le case si svuotano e i giovani partono. Franco Arminio prova a fermare questa lenta ritirata con trenta proposte dedicate soprattutto alle aree interne italiane.

Lo scrittore e poeta di Bisaccia, da anni interprete della sua “paesologia”, mette insieme un progetto che parte da un principio preciso: i piccoli comuni devono tornare a produrre lavoro, relazioni, cultura e futuro.

Tra le idee più ambiziose c’è un grande Piano nazionale per il restauro e la cura dei paesaggi, capace di impiegare almeno trentamila giovani per dieci anni. A chi custodisce boschi, sorgenti e pascoli Arminio riconoscerebbe un “Reddito di premura”, trasformando la manutenzione del territorio in un vero lavoro.

Poi le case. Chi acquista un’abitazione in un comune sotto i tremila abitanti potrebbe beneficiare di dieci anni di agevolazioni fiscali, mentre un catalogo nazionale dovrebbe raccogliere gli immobili disponibili a prezzi contenuti. L’obiettivo è riportare residenti stabili nei centri che oggi si riempiono soltanto durante le vacanze.

Spazio anche alle imprese. Per i giovani sotto i quarant’anni lo Stato dovrebbe finanziare metà dell’investimento necessario ad avviare un’attività, percentuale che salirebbe all’80 per cento nel settore agricolo. Le piccole aziende biologiche riceverebbero agevolazioni fiscali e sostegni alla produzione. Banda ultralarga e recupero di scuole, palazzi e opifici abbandonati completerebbero il quadro.

Pubblicità
Avicola Marsilio

Arminio insiste poi sui servizi essenziali. Ogni paese dovrebbe conservare scuola e biblioteca, con incentivi per librerie, musei e attività culturali. Sul fronte sanitario propone ambulatori attrezzati, tempi certi per l’arrivo delle ambulanze e medici di famiglia con un numero più contenuto di assistiti.

C’è anche una politica per chi decide di tornare. Un pensionato che rientra nel proprio paese potrebbe ricevere un contributo annuale, mentre per chi torna per lavorare l’incentivo arriverebbe a novemila euro l’anno per cinque anni.

Al centro resta la comunità. Arminio immagina sostegni per associazioni, artisti e iniziative collettive, cooperative di comunità premiate nei bandi pubblici e perfino un “allenatore dei paesi” chiamato ad affiancare i sindaci nei territori scelti per sperimentare nuovi modelli di sviluppo.

Trenta idee, alcune immediatamente praticabili, altre destinate a far discutere.

Pubblicità
il Gallo (Fiera Miggiano) – Tra gli articoli

Tutte partono dalla stessa convinzione: lasciare vuoti migliaia di piccoli comuni significa perdere molto più di qualche casa. Significa restringere, pezzo dopo pezzo, la geografia del futuro italiano.