Fevi

Piccoli borghi, grandi numeri: i comuni salentini più premiati dal turismo diffuso

Il turismo pugliese guarda sempre più verso i piccoli centri, lontano dalle destinazioni balneari più affollate e dagli itinerari ormai consolidati. A conquistare i viaggiatori sono i borghi, le tradizioni locali, i centri storici in pietra e un patrimonio culturale che conserva ancora un carattere autentico.

Sette comuni della provincia di Lecce figurano tra i primi dieci centri pugliesi con meno di 5mila abitanti per spesa turistica generata nel 2025 dagli ospiti Airbnb. Un risultato che conferma la capacità dei piccoli paesi salentini di attrarre visitatori e produrre ricadute economiche anche in territori privi di strutture ricettive tradizionali.

A guidare la graduatoria regionale è Tiggiano, nel Capo di Leuca, con una spesa complessiva pari a 35.307 euro. Un dato nettamente superiore a quello degli altri comuni presenti nella classifica e particolarmente significativo per un centro di dimensioni contenute, capace di intercettare un turismo interessato al territorio, al paesaggio rurale e alla vita dei piccoli borghi.

Al secondo posto si colloca Giuggianello, con 10.559 euro, seguito da Cursi, che raggiunge quota 6.494 euro. Proprio Cursi rappresenta uno dei luoghi più strettamente legati all’identità salentina: il paese è conosciuto per l’estrazione e la lavorazione della pietra leccese, materiale che nei secoli ha dato forma alle chiese, ai palazzi e alle decorazioni del Barocco.

La presenza salentina prosegue con Surano, quarto nella graduatoria pugliese con 4.265 euro, e Montesano Salentino, quinto con 4.002 euro. Al settimo posto figura Martignano, con una spesa di 3.740 euro, mentre Palmariggi occupa l’ottava posizione con 2.450 euro.

Pubblicità
Ciullo

Nel complesso, i sette comuni della provincia di Lecce presenti nella top ten hanno generato attraverso i soggiorni Airbnb oltre 66mila euro di spesa turistica.

Una cifra che assume particolare valore se rapportata alle dimensioni demografiche dei centri coinvolti e che racconta un fenomeno in crescita: la ricerca di soggiorni più legati ai ritmi dei paesi, alle produzioni locali, alla gastronomia e alla scoperta di luoghi spesso esclusi dai principali circuiti turistici.

Secondo i dati diffusi da Airbnb, nel 2025 i turisti che hanno utilizzato la piattaforma nei comuni pugliesi con meno di 30mila abitanti hanno generato un impatto complessivo sul Pil pari a 23 milioni di euro.

La presenza degli alloggi messi a disposizione dagli host consente inoltre di accogliere viaggiatori anche in paesi nei quali mancano alberghi e altre strutture ricettive tradizionali.

Pubblicità
Capece

I numeri pongono una questione rilevante anche per le amministrazioni locali. L’aumento delle presenze può trasformarsi in un’opportunità duratura attraverso servizi adeguati, tutela dei centri storici, collegamenti efficienti, valorizzazione delle attività artigianali e una programmazione capace di distribuire i flussi durante tutto l’anno.

Il primato dei comuni salentini mostra come il futuro del turismo possa passare anche dalle strade silenziose dei borghi, dalle corti, dalla pietra, dalle tradizioni e da un’accoglienza profondamente radicata nella vita quotidiana delle comunità.