Una festa-ponte con la Basilicata riempirà per tre giorni il centro di Melendugno del tipico profumo autunnale di castagne. Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 ottobre, tornerà in Piazza Pertini la “Festa della Castagna e del vino salentino”, sulla scia del crescente interesse ottenuto nelle precedenti edizioni.
Oltre alla Pro Loco di Melendugno, l’organizzazione dell’evento è garantita dalla Pro Loco di Acermons, della città lucana di Latronico. Una collaborazione figlia di un’amicizia che per il quarto anno culmina nella partecipazione alla festa di uno stand coi prodotti tipici latronicesi (ricavati anche dalle castagne) i cui “gestori” vestono abiti d’epoca. Ad arricchire l’appuntamento di quest’anno, la partecipazione degli ospiti lucani al mercatino del gusto che, tra gli stornelli, si apre la mattina di domenica 30 e accompagna l’arco dell’intera giornata.
La presenza degli amici di Latronico è un’opportunità per le due comunità di condividere gusti e valori, nonché tre serate di speciale compagnia. La scelta di realizzare un evento attorno alla castagna, che richiede una collocazione in calendario nelle prime settimane di freddo in avvicinamento all’inverno, è dettata dalla volontà della Pro Loco di Melendugno di destagionalizzare l’offerta turistica. Una scommessa (anche dal punto di vista meteorologico) volta a diversificare la classiche proposte salentine che troppo spesso, tra sagre e manifestazioni, si legano all’estate anche nel gusto e nelle tradizioni.
Gli organizzatori spiegano di trovare una spinta alla realizzazione dell’evento “nelle tante persone che hanno partecipato all’edizione 2015, riconoscendo nella manifestazione un clima con odori e profumi originali che molti han definito “una suggestione di altri tempi”.
Ma gioca un ruolo fondamentale anche “la presenza nel periodo estivo di tanti cittadini della Basilicata sulle nostre marine, scelte per trascorrere le ferie dopo che amici e parenti se ne sono innamorati prendendo parte al nostro evento”.
Sintomo inconfutabile del peso di un gemellaggio come quello messo in atto tra Melendugno e Latronico che può produrre frutti ben più ricchi di una semplice destagionalizzazione turistica.




