Festival Giornalisti del Mediterraneo, a Otranto la sfida dell’informazione compie 18 anni

Raccontare la realtà diventa sempre più difficile proprio mentre cresce il bisogno di comprenderla.

Nell’epoca della disinformazione diffusa, delle guerre su larga scala e dell’avvento dell’intelligenza artificiale, il Festival Giornalisti del Mediterraneo raggiunge la sua diciottesima edizione e torna a interrogarsi sul ruolo di chi, ogni giorno, prova a decifrare gli avvenimenti e restituirli al pubblico.

La manifestazione si svolgerà a Otranto dall’1 al 4 settembre, nella consueta cornice di Largo Porta Alfonsina. Il Festival è organizzato dal patron Tommaso Forte insieme a Nicola Fragassi, Leda Cesari e Rosaria Bianco, in partnership con il Comune di Otranto.

«La sfida, infatti, è quella di tenere ferme le regole eterne del giornalismo – il racconto della verità, da perseguire in scenari spesso indecifrabili – rimanendo però agganciati ai tempi e alle situazioni dell’attualità», spiega Forte.

L’obiettivo resta quello di riportare fatti inequivocabili, utilizzando al tempo stesso i nuovi strumenti della comunicazione, capaci di raggiungere in tempo reale un pubblico sempre più vasto.

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I protagonisti dell’edizione 2026

Anche quest’anno il Festival premierà personalità prestigiose del giornalismo, della comunicazione e delle istituzioni. La manifestazione potrà inoltre contare sulla partnership editoriale di ANSA, Radio Vaticana, Vatican News, La Gazzetta del Mezzogiorno e Mondoemediterraneo.eu, media partner dell’edizione 2026, che contribuiranno alla diffusione dei contenuti, degli approfondimenti e dei principali appuntamenti.

Il 4 settembre sarà consegnato il premio “Caravella del Mediterraneo” a Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista “Limes”; Iacopo Luzi, corrispondente dalla Casa Bianca; Armando Franza, generale e comandante del Reparto aeronavale della Guardia di Finanza in Puglia; Lucia Esposito, giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra; Alhassan Selmi, giornalista palestinese; Claudio Antonelli, vicedirettore di “24Ore NextMed” e Leonardo Zellino, inviato del Tg1.

Il premio speciale per la libertà di stampa sarà attribuito alla giornalista americana Shelly Kittleson, freelance rapita nel marzo scorso a Baghdad. Tra gli ospiti dell’edizione figura anche Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Guerre, censura e intelligenza artificiale

In diciotto anni il Festival ha accolto oltre mille tra giornalisti, analisti, rappresentanti delle istituzioni e accademici, consolidandosi come luogo di confronto sugli equilibri geopolitici del bacino mediterraneo e dell’Europa.

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Al centro del dibattito ci saranno anche le trasformazioni del mondo dell’informazione e la presenza sempre più radicata dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, «fatto che espone l’umanità a sfide sempre nuove», sottolinea ancora Forte.

Il programma affronterà la sicurezza di chi lavora sul campo, la censura e i crescenti tentativi di delegittimazione dei media. L’attenzione sarà rivolta anche alle dinamiche economiche e strategiche dell’area mediterranea, alla Blue Economy, alle guerre in corso nell’Europa orientale e in Medio Oriente e al ruolo della diplomazia cattolica nei processi di mediazione e costruzione della pace.

Otranto crocevia del dialogo

L’edizione 2026 si propone dunque come un’occasione per comprendere gli scenari presenti e futuri, osservando le conseguenze che le grandi questioni internazionali producono anche nelle realtà territoriali.

«Il nostro piccolo, grande contributo sulla necessità di confrontarsi intorno alle questioni globali che coinvolgono le grandi nazioni con conseguenze che incidono sulla vita di ognuno di noi, anche nelle più piccole comunità», conclude il sindaco di Otranto, Francesco Bruni. «Il tutto dall’angolo visuale di un luogo, la mia città, che da sempre ha fatto dell’ecumenismo e del dialogo tra popoli e culture diverse una delle sue vocazioni principali».

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