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Per custodire una tradizione, a volte occorre sottrarla alla teca della memoria e riconsegnarla alla piazza. È da questa apparente contraddizione che prende forma il Festival dell’Aria Consapevole, appuntamento capace di trasformare il patrimonio legato al tarantismo in un’occasione di incontro, condivisione e crescita per un intero territorio.
Galatina, luogo simbolico e culla storica del fenomeno, diventa così il centro di una trama che attraversa il Salento e coinvolge venti Comuni, le rispettive Pro Loco, associazioni, artisti e cittadini. Una rete chiamata a superare i confini amministrativi, mettendo in relazione le identità locali e restituendo loro nuova forza.
LA CULTURA CHE COSTRUISCE COMUNITÀ
Il Festival dell’Aria Consapevole conferma la capacità della cultura di costruire comunità e di generare legami fra realtà diverse, unite da una storia comune e dalla volontà di renderla parte viva del presente.
Il progetto è stato presentato a Palazzo Adorno dal presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, insieme al sindaco di Galatina Fabio Vergine, alla vicesindaca Maria Grazia Anselmi, alla presidente della Pro Loco Galatina Lorenza Pascali, al vicepresidente Andrea Coccioli, al consigliere Massimo Giaccari, alla regista e autrice teatrale Debora Iannotta e al direttore musicale e maestro concertatore Lino Pariota.
«Questa è la visione che guida la Provincia di Lecce», ha evidenziato il presidente Fabio Tarantino, «perché il nostro compito è proprio quello di favorire la collaborazione tra i territori e trasformare ciò che ci unisce in un’opportunità di crescita».
«Ognuno dei nostri Comuni», ha spiegato, «custodisce un pezzo della storia del Salento; quando questi pezzi si intrecciano nasce un racconto collettivo capace di generare valore culturale, sviluppo e senso di appartenenza. Questo Festival è la prova che, quando istituzioni e comunità condividono un obiettivo, il patrimonio culturale non resta confinato nella memoria, ma diventa una risorsa viva, capace di parlare al presente e di costruire il futuro».
UNA RETE DI VENTI COMUNI
Nato da un’intuizione della Pro Loco Galatina Aps e sostenuto dal Comune di Galatina, il Festival compie con la sua terza edizione un significativo salto di dimensione. Il progetto abbraccia l’intero Salento attraverso una rete istituzionale e culturale che affianca al Comune ospitante, Galatina, altre 19 realtà del territorio.
Hanno aderito Alezio, Aradeo, Calimera, Cannole, Casarano, Castrignano del Capo, Collepasso, Cutrofiano, Lecce, Lequile, Maglie, Martano, Nardò, San Cassiano, San Donato di Lecce, Secli, Sogliano Cavour, Soleto e Tricase.
La visione strategica della manifestazione poggia sulla sinergia tra le amministrazioni comunali e le rispettive Pro Loco, chiamate a dare forma a un modello condiviso di sviluppo territoriale. Le singole identità entrano in dialogo, componendo un racconto comune nel quale memoria, cultura e partecipazione diventano strumenti di coesione.
IL VIAGGIO IN TRE ATTI
La manifestazione è in programma sabato 11 luglio, alle 21, in piazza San Pietro a Galatina. A condurre la serata sarà Alessandro Greco.
Il Festival dell’Aria Consapevole porterà la firma autoriale e registica di Debora Iannotta, mentre la direzione musicale sarà affidata al maestro concertatore Lino Pariota, alla guida della debuttante Tarantica Ensemble.
Le partecipazioni di Sergio Muniz, Antonio Castrignanò e DJ Seba accompagneranno il pubblico lungo un viaggio in tre atti: l’Epopea di Catina, il Ponte Culturale Ghana-Salento e le sonorità elettroniche del Sound del Riscatto. Linguaggi differenti si incontreranno sul palco, tracciando un percorso che parte dalle radici e raggiunge espressioni musicali e culturali contemporanee.
L’ABBRACCIO DELLA TELA UMANA
Il momento centrale della serata sarà la Tela Umana, grande dispositivo scenico e partecipativo destinato a coinvolgere cittadini, artisti, premiati, sindaci, presidenti delle Pro Loco e ospiti, tra cui anche la consigliera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), Consuelo Del Balzo.
Tutti saranno chiamati a stringersi in un unico abbraccio simbolico.
Un’immagine destinata a racchiudere il significato più profondo del Festival: venti comunità unite dalla consapevolezza che il patrimonio culturale acquista forza quando viene condiviso, attraversato e consegnato alle generazioni future.





