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Il liceo “Stampacchia” diventa laboratorio di pace
Gli studenti del liceo “G. Stampacchia” di Tricase restituiranno le riflessioni sulla violazione dei diritti fondamentali nell’assemblea di istituto il 28 aprile, con un programma ricchissimo di eventi.
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Parlare di pace a scuola oggi non è un esercizio retorico, ma una necessità. In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, docenti e studenti del Liceo Scientifico-Classico “G. Stampacchia” di Tricase hanno scelto di interrogarsi sul proprio ruolo, trasformando l’incertezza in un percorso di senso e partecipazione coordinato dalla prof.ssa Elena Turco che ha posto al centro della riflessione la situazione della popolazione palestinese e le violazioni dei diritti fondamentali.
Le attività realizzate (cineforum, laboratori espressivi) fanno emergere con chiarezza quanto, arte, cultura e musica ,siano forme di resistenza non violenta e di difesa dell’identità. Tutto il lavoro culminerà nell’ assemblea di istituto martedì 28 aprile dalle 9.30 alle 16.30, in piazza Galileo Galilei, spazio antistante la sede centrale dell’Istituto.
IL PROGRAMMA
Il programma è ricco e significativo: il prof. Luigi Cazzato dell’Università Aldo Moro di Bari presenterà un’articolata riflessione dal titolo “Palestina: alle radici della questione fra storia, cultura, dis/informazione”, seguirà la testimonianza di Simone Coluccia e Antonello Baglivo “Viaggio nei territori occupati”, di Alberto Piccinni cooperante CTM nel sud del Libano, si concluderà con un dibattito aperto intervallato da brani musicali e reading di poesie palestinesi.
La mattinata sarà dedicata anche all’arte. Studenti e partecipanti saranno coinvolti in diversi laboratori estemporanei: l’argilla con il tornio a cura della bottega Branca, il ricamo collettivo con Simona Falconi, i graffiti con Iacopo Furio e un’estemporanea di pittura a cura degli stessi studenti del liceo.
Fulcro dell’iniziativa è, inoltre, la nascita di una band musicale interna all’Istituto, guidata da Francesco Costantini che si esibirà nel pomeriggio e infine, “Destinazione Altrove”, settanta minuti alla deriva di storie e musica, parole e suoni, con la voce di Massimo Colazzo e le selezioni musicali di Max Nocco.
Lo spazio sarà allestito con due mostre, “Profezie di Pace” a cura della prof.ssa Silvana Tassetto e opere di poesia visiva “Che la Parola sia un seme”.
L’evento, già presente nella rassegna culturale di primavera del Capo di Leuca “LA PIETRA PARLANTE” patrocinata dal Polo Biblio-Museale Regione Puglia, è aperto alla partecipazione di chiunque voglia essere vicino agli studenti del Liceo G. Stampacchia di Tricase.
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“Semi che Nutrono”, a Tricase una giornata tra biodiversità, cultura e sapori
Dai grani antichi alle degustazioni, passando per laboratori, incontri e racconti del territorio: una giornata per riscoprire il valore della biodiversità attraverso esperienze e condivisione
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Venerdì 22 maggio, la Settimana della Biodiversità pugliese farà tappa al Laboratorio di Comunità di Tricase, in via Marina Serra 53, con un programma ricco di attività, approfondimenti, proiezioni e una proposta culturale e gastronomica straordinaria.
Al centro della giornata ci sarà “Semi che Nutrono”, un percorso aperto a tutti che mette al centro il rapporto tra biodiversità, cibo, tradizioni e comunità, attraverso esperienze, incontri e momenti di condivisione.
L’iniziativa parte da una domanda semplice ma significativa: può un solo seme raccontare un territorio? Una riflessione che accompagnerà l’intera giornata e che troverà risposta attraverso storie, sapori e testimonianze legate al patrimonio agricolo e culturale del territorio.
La giornata prenderà il via già dalla mattina con attività dedicate alle scuole.
Dalle 9.30 alle 12.00 sono in programma laboratori per le scolaresche, mentre dalle 10.15 alle 13.00 spazio a un workshop dedicato alla valorizzazione delle risorse genetiche di interesse agrario e alimentare finalizzate alla sostenibilità economica nei sistemi agroalimentari sostenibili, con la presentazione del progetto Re.Ger.O.P. (relatrice Roberta Callieris del CIHEAM Bari).
Nel corso della giornata sarà inoltre attivo il Mercato Contadino dei prodotti della terra e dell’artigianato, uno spazio pensato per valorizzare produzioni, saperi e realtà del territorio.
Per la pausa pranzo, dalle 13.15 alle 15.30, sarà possibile partecipare all’Aperi-Pranzo Agricolo, disponibile su prenotazione al numero 347 154 6462.
Nel pomeriggio il programma proseguirà dalle ore 16 con visite guidate al laboratorio, una piccola mostra dedicata ai semi e ulteriori occasioni di incontro con il mondo della biodiversità e della produzione locale.
Tra le attività previste dalle 16.30 alle 18.45 anche una serie di laboratori:
- “Dal Chicco alla Pasta a base di grani antichi”
- “Bombe di Semi: Piantiamo il Futuro” con degustazione
- Degustazione guidata di marmellate e confetture
- Percorso “Viaggio nell’Olio EVO”
I laboratori sono su prenotazione al numero 347 154 6462, con un ticket di partecipazione di 10 euro per ciascun laboratorio.
La serata proseguirà alle 19 con la proiezione del video “I Frutti di Pietra” di Francesco Minonne e Nico Guarini, seguita dalla presentazione del progetto Re.Ge.Fru.P, a cura del Parco Naturale Otranto–Leuca.
A chiudere il programma, dalle 20 alle 21.30, sarà l’Aperi-Cena Agricolo, anche in questo caso su prenotazione al numero 347 154 6462.
Prodotti della terra, degustazioni, laboratori esperienziali, racconti di semi, grani antichi e biodiversità si intrecciano così in una giornata che vuole essere occasione di incontro, scoperta e partecipazione, trasformando il Laboratorio di Comunità in uno spazio vivo in cui i semi diventano racconto di saperi, territorio e progetti che crescono insieme alla comunità.



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Al Raffo Parco Gondar torna la “Giornata dell’Arte e della Cultura”
Il 23 maggio 2026 spazio agli studenti degli istituti superiori della provincia di Lecce tra musica, arte, sport, laboratori e orientamento
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Sabato 23 maggio, dalle ore 9.00 alle 17.30, il Raffo Parco Gondar ospiterà la nuova edizione della “Giornata dell’Arte e della Cultura”, organizzata dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Lecce con il sostegno dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
L’iniziativa coinvolgerà gli studenti degli istituti superiori della provincia di Lecce in una giornata dedicata all’arte, alla cultura e alla condivisione.
Per l’occasione, il parco si trasformerà in uno spazio interamente dedicato alla creatività, con attività, laboratori e momenti di incontro pensati per valorizzare passioni e forme espressive giovanili.
Il tema dell’edizione 2026 sarà “Il Tempo”, declinato nelle dimensioni di passato, presente e futuro attraverso talk, performance e attività laboratoriali.
Nel corso della giornata sono previsti musica dal vivo, arte, sport, laboratori e momenti di confronto. Le diverse aree del parco ospiteranno concerti, dj set, mostre, installazioni artistiche, graffiti dal vivo, body painting, artigianato, moda e cucina tradizionale.
Spazio anche allo sport con tornei di calcio, volley e basket, insieme ad attività dedicate all’orientamento e ai momenti conclusivi della giornata, tra cui le premiazioni del concorso “Per non dimenticare” e del contest per il nuovo logo della Consulta Provinciale degli Studenti di Lecce.
L’accesso all’evento sarà libero e durante tutta la giornata saranno operative le aree ristoro e picnic del parco.
Per informazioni: +39 327 82 15 783
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Casarano, notte di emozioni per San Giovanni Elemosiniere
Migliaia di persone per il concerto-evento: musica, emozioni e il momento commovente del cartello del bambino dedicato a Moro. Una piazza gremita per una notte indimenticabile
di Dolores Ancora
Casarano ha vissuto una di quelle notti che non si raccontano soltanto, si tramandano.
In occasione dei festeggiamenti dedicati a San Giovanni Elemosiniere, piazza San Domenico si è trasformata in un teatro a cielo aperto, un crocevia di emozioni, luci, voci e attese.
Migliaia di persone, arrivate da ogni angolo del Salento e non solo hanno riempito ogni spazio disponibile, creando un colpo d’occhio che toglieva il fiato.
L’aria profumata di festa, di estate che si avvicina, di tradizione e di quella voglia di comunità che solo gli eventi popolari sanno risvegliare.
E quando le luci del palco si sono accese, la piazza ha trattenuto il respiro: era il momento di Fabrizio Moro .
L’ABBRACCIO DEL PUBBLICO
Moro è salito sul palco con la sua consueta presenza magnetica, quella miscela di intensità e umiltà che lo ha reso uno degli artisti più amati del panorama italiano.
La sua voce ruvida e calda ha attraversato la piazza come un’onda capace di scuotere e accarezzare allo stesso tempo.
Ogni brano era un tassello di un mosaico emotivo che il pubblico conosceva a memoria: c’erano lacrime, sorrisi, abbracci, mani alzate, cori che sembravano voler toccare il cielo.
Accanto a lui, come sempre, una band impeccabile: musicisti di altissimo livello, ognuno con un ruolo fondamentale nella costruzione di quel muro sonoro che caratterizza i live di Moro.
Tra tutti, una figura ha catturato l’attenzione in modo particolare.
IL CARTELLO DEL BAMBINO CHE HA COMMOSSO LA PIAZZA
Tra la folla, illuminato dai fari intermittenti del palco, un bambino teneva in mano un cartello che ha commesso l’intera piazza.
C’era scritto: «Da grande voglio fare felici le persone come fai tu».
Una frase semplice, quasi disarmante, capace di racchiudere l’essenza stessa dell’arte: il dono.
Quella scritta tenuta con le mani piccole, ma ferme, era il simbolo di ciò che la musica può fare: accendere sogni, ispirare, trasformare.

LIVE COSTRUITO CON PASSIONE
Il concerto è stato un viaggio sonoro costruito con cura, precisione e passione.
La band ha dimostrato ancora una volta di essere una macchina perfetta: batteria potente e controllata, basso pulsante, tastiere che aggiungevano profondità, arrangiamenti curati nei minimi dettagli.
Ogni musicista era un tassello indispensabile, un colore nella tavolozza emotiva della serata.
IL CHITARRISTA CHE RACCONTA EMOZIONI
Una stella che brillava di una luce particolare: Roberto Maccaroni: il chitarrista che non suona soltanto, racconta.
Maccaroni si è imposto come una presenza carismatica e inconfondibile. Ogni nota che esce dalla sua chitarra sembra avere un peso, un significato, un destino.
La sua storia musicale nasce da un colpo di fulmine: un concerto dei Cure a soli quindici anni gli cambiò la vita.
Il giorno dopo comprò la sua prima chitarra elettrica.
Da allora non l’ha più lasciata e quella scelta giovanile è diventata vocazione, mestiere, identità.
Sul palco di Casarano Maccaroni ha dato prova di una maturità artistica rara.
Il suo tocco è un equilibrio perfetto tra tecnica e istinto, tra raffinatezza e impeto, tra razionalità e poesia.
Ogni assolo una storia, ogni arpeggio un’emozione, ogni accordo un ponte tra palco e piazza. La sua presenza scenica è discreta e potente: non cerca il centro dell’attenzione ma finisce inevitabilmente per conquistarlo.
È il tipo di musicista che non ha bisogno di parole per farsi capire, gli basta la sua chitarra.

FINALE TRA APPLAUSI ED EMOZIONI
Quando l’ultima canzone è arrivata, la piazza era un’unica voce.
Le luci tremavano, il cielo sembrava più vicino e la musica si era trasformata in qualcosa di più grande: un’esperienza condivisa, un rito collettivo.
Alla fine, un applauso lunghissimo, quasi liberatorio, ha avvolto il palco in segno di gratitudine.
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