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Ci sono uomini che per arrivare sulla Luna devono attraversare lo spazio.
Cesarino, invece, la sua Luna l’aveva già davanti agli occhi: era una scogliera battuta dal mare di Novaglie.
È da questo paradosso, insieme tenero e sorprendente, che prende le mosse la storia raccontata da Antonella Nicolì ne “Il pescatore che sognava la luna”, il volume che sarà presentato domenica 6 settembre, alle ore 20, allo Yacht Club Leuca.
Una serata che riporta nello stesso luogo vicende lontane nel tempo eppure ancora intimamente legate.
La famiglia che ha fatto de Lo Scalo di Marina di Novaglie uno dei luoghi simbolo della costa salentina gestì infatti, per un periodo, anche il ristorante dello Yacht Club. Mare, cucina, ospitalità e memoria tornano così a incontrarsi, chiudendo idealmente un cerchio aperto molti anni fa.
QUEL PESCATORE CHE SCRISSE A KRUSCIOV
Al centro del libro c’è Cesarino, nonno dell’autrice, pescatore cresciuto tra gli scogli di Novaglie, uomo capace di affidare alla fantasia il compito di spingersi oltre l’orizzonte.
Negli anni della corsa allo spazio, mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si contendevano il futuro dell’umanità oltre l’atmosfera terrestre, Cesarino arrivò persino a scrivere a Nikita Krusciov, proponendosi per la conquista della Luna.
Un gesto che oggi può apparire incredibile, e che racconta invece con immediatezza il carattere di un uomo abituato a misurarsi ogni giorno con il mare e, proprio per questo, disposto a pensare che nessuna distanza fosse davvero irraggiungibile.
La Luna che avrebbe cambiato la sua vita si trovava però molto più vicina.
LA NASCITA DELLO “SCALO DA CESARE”
Insieme alla moglie Vittoria, Cesarino trasformò il legame con quella costa aspra e bellissima in un progetto destinato a lasciare un segno profondo. Nel 1968 nacque lo “Scalo da Cesare”, affacciato sulla scogliera di Marina di Novaglie.
Da quella intuizione familiare sarebbe cresciuta una storia imprenditoriale strettamente intrecciata all’identità del luogo, fino a fare de Lo Scalo una delle realtà più conosciute della ristorazione salentina.
Nel racconto di Antonella Nicolì, tuttavia, il ristorante rappresenta soltanto una delle sponde di una vicenda più ampia. Tra quelle pagine riaffiora la Novaglie dei pescatori, delle reti tirate a riva, delle partenze e dei ritorni, della fatica quotidiana e delle famiglie capaci di costruire il proprio futuro senza recidere il legame con ciò che erano state.
LA MEMORIA TORNA ALLO YACHT CLUB
Apriranno l’incontro saranno Giovanni Arditi di Castelvetere, presidente dello Yacht Club Leuca, e Francesco Petracca, sindaco di Castrignano del Capo.
Nel corso della serata interverranno il filosofo Mario Carparelli e Cesare Longo, titolare de Lo Scalo.
Le pagine del libro prenderanno voce attraverso le letture di Margherita Mariano, accompagnate dalla musica di Maurizio Frivoli ed Elena Negro.
La presentazione assume così un significato che supera la dimensione letteraria. Lo Yacht Club e Lo Scalo tornano ad affacciarsi sulla stessa storia, uniti da un mare che per decenni ha visto passare pescatori, ristoratori, viaggiatori e generazioni intere.
E forse Cesarino, che un giorno sognò di raggiungere il cielo, aveva compreso prima di molti altri una verità semplice: certe lune non si conquistano partendo per lo spazio. Basta trovare il coraggio di riconoscerle nel luogo in cui si è nati.




