La Festa di Santa Fumìa

Chiesa di Sant’Eufemia, Specchia.

di Maurizio Antonazzo

Una volta, le feste di comunità univano i residenti di un villaggio rurale, erano riti collettivi basati su valori fondamentali come la gratuità, l’inclusione, la solidarietà e la trasmissione della memoria.

Erano momenti di coesione sociale e spirituale che aggregavano i contadini, valori che si esprimevano attraverso le pratiche tradizionali. Il momento centrale era la celebrazione liturgica, che rappresentava il riconoscimento dell’identità e delle radici del territorio.

Nessuno veniva escluso, adulti e bambini, o lasciato solo. Il momento della festa univa tutte le generazioni e le classi sociali, creando un senso di appartenenza unica. Le luminarie, i banchetti e gli addobbi venivano realizzati grazie al contributo volontario, al lavoro artigianale e alla generosità di tutti.

Era un’occasione per preparare e consumare insieme cibi tradizionali, rompendo la routine della vita quotidiana e rinsaldando i rapporti umani. Con lo stesso intento, ricreando l’atmosfera delle veglie sull’aia di una volta, dove il cibo diventa un collante sociale e dopo il successo di pubblico dello scorso anno, le Associazioni “Santa Eufemia” e “Nui” Aps di Specchia, con il patrocinio del Comune, sabato 11 luglio, nel Parchetto della Chiesa di Santa Eufemia, dove sarà possibile usufruire di parcheggio per l’auto e raggiungibile da Specchia dalla Strada Comunale Paduligne, organizzeranno “Santa Fumìa – La festa – comunità, territorio, radici”, una serata per tramandare la storia locale alle nuove generazioni, creando un ponte tra il passato e il futuro, per tornare alla memoria di questo luogo sacro, un simbolo per gli specchiesi.
Il programma prevede alle ore 19 la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal Parroco, Don Antonio Riva. Nella serata, nello spazio “Mercatini Handmade”, sarà possibile acquistare le creazioni uniche fatte a mano con passione e amore per il territorio e dallo stand gastronomico gustare i prodotti tipici agroalimentari; dalle 20 alle 23, i più piccoli avranno la possibilità di divertirsi al “Kids Diy!”, un laboratorio creativo a cura di Cicciopasticcio, per dare forma alla fantasia: creando, immaginando e giocando, tra colori, carta, pittura e tanto altro ancora.

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Alle ore 21.30, sarà possibile ascoltare l’inconfondibile voce di Giancarlo Paglialunga e Voci di Arneo. Maestro di tamburello della musica popolare salentina, membro del “Canzoniere Grecanico Salentino” e dell’Orchestra “La Notte della Taranta”.

Attraverso la ronda e il potere del tamburello, Paglialunga affiancato da Giuseppe Anglano, Massimiliano De Marco, Gioacchino De Filippo e Rocco Zecca,  restituisce al pubblico l’incanto ipnotico della musica rituale.