Sarà presentato domani, venerdì 22 settembre, alle ore 20, presso la sala polifunzionale “P. Impastato” nel Palazzo Baronale di Nociglia, “Maree”, il primo libro del Centro Antiviolenza Renata Fonte di Lecce, a cura della psicologa Marzia Camarda.
Il testo riporta delle lettere scritte da donne utenti del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” e racconta le storie tragiche e le emozioni vissute in situazioni di violenza che trasmettono un forte impatto su chi legge e su chi ascolta tali racconti.
Alcune di queste storie sono state scritte da donne all’inizio del loro percorso, altre da donne ad un livello più maturo di elaborazione del proprio vissuto: entrare in contatto con le loro emozioni favorisce l’immedesimazione e, quindi, l’ascolto empatico che è alla base della sensibilizzazione.

In un periodo nel quale i fatti di attualità ci riportano troppo spesso vicende di femminicidio e violenza contro le donne, diffondere conoscenza, sensibilizzare gli animi e trasmettere il messaggio recepito può fare la differenza e può consentire alle donne di trovare il coraggio della denuncia e la consapevolezza che un nuovo percorso di vita oltre le violenze sia possibile.
All’incontro organizzato dal Comune di Nociglia in collaborazione del Consorzio per i Servizi Sociali dell’Ambito di Poggiardo e moderato dal consigliere con delega ai servizi sociali Donatella Petracca, interverranno Marzia Camarda, la presidentessa del Centro Anti Violenza “Renata Fonte” di Lecce Maria Luisa Toto, il Presidente del CdA del Consorzio per i Servizi Sociali dell’Ambito di Poggiardo Fernando Antonio Minonne e il Sindaco del Comune di Nociglia Massimo Martella.
“Alla luce dei recenti tragici fatti di cronaca”, spiega il Sindaco Martella, “avvertivamo l’urgenza di far sentire anche la nostra voce perché è ormai necessario urlare “basta”. Non si può restare inermi. E’ compito delle Istituzioni sollecitare le coscienze per non continuare a restare spettatori miopi, sordi, muti di fronte alla triste realtà che ormai invece, purtroppo, è sempre più nostra vicina di casa. Fino a quando continueremo a vivere in un contesto culturale e sociale che insiste ad insegnare alle donne a difendersi dalla violenza degli uomini e non si preoccupa minimamente che sarebbe più logico estirpare il problema educando gli uomini a non usare violenza sulle donne, sarà difficile vedere un cambiamento. Però noi ci proviamo. La presentazione del libro sarà l’occasione per tentare di invertire la rotta, senza seguire le maree…”.




