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Nostos: Dialoghi sul Mare dei Ritorni

Sabato 21 gennaio il primo appuntamento sarà ospitato nelle sale del Castello Spinola Caracciolo di Andrano, alle 19,30 con “Albania Andata e Ritorno”

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Fineterra – Salento Negroamaro, rassegna culturale itinerante promossa dall’Istituto di Culture Mediterranee con il sostegno della Regione Puglia, proporrà quest’anno dialoghi letterari, incontri musicali e spettacoli teatrali nei quali il pubblico e gli artisti si muoveranno insieme alla ri-scoperta di un patrimonio condiviso di suoni, lingue, cibi, ritualità. La rassegna si concluderà il 28 marzo per ricordare il ventennale del naufragio della Katër i Radës che causò oltre ottanta morti.

fineterraDialoghi letterari a cura dei Cantieri Teatrali Koreja, incontri musicali con la direzione artistica di Claudio Prima, spettacoli teatrali della Compagnia Teatrale La Busaccadal 21 gennaio al 28 marzo in vari Comuni della provincia di Lecce appuntamento con la rassegna culturale itinerante Fineterra – Salento Negroamaro, promossa dall’Istituto di Culture Mediterranee con il sostegno dell’assessorato alle Industrie culturali e turistiche della Regione Puglia, ideata per ragionare su una nuova identità, aperta e meticcia, che abbraccia questa e l’altra parte del mare Adriatico. Nostos: dialoghi sul mare dei ritorni, titolo scelto per questa edizione, proporrà – dopo l’anteprima di dicembre a cura di Mario Perrotta – tredici appuntamenti nei quali il pubblico e gli artisti si muoveranno insieme alla ri-scoperta di un patrimonio condiviso di suoni, lingue, cibi, ritualità. La rassegna si concluderà il 28 marzo a Otranto in occasione del ventennale del naufragio della Katër i Radës – una piccola motovedetta albanese, stracarica di uomini, donne e bambini, affondata nel giorno del Venerdì Santo davanti alle coste italiane – che causò oltre ottanta tra morti e dispersi.

Sabato 21 gennaio
 il primo appuntamento sarà ospitato nelle sale del Castello Spinola Caracciolo di Andrano. Alle 19,30 in “Albania Andata e Ritorno“, Ylljet Aliçka, uno dei maggiori scrittori albanesi contemporanei, autore del volume “Il sogno italiano”, dialogherà con lo scrittore Alessandro Leogrande. A seguire i musicisti e compositori Emanuele Coluccia e Admir Shkurtaj, che nel corso della loro carriera hanno già collaborataro in vari progetti, proporranno un concerto inedito per due pianoforti tra improvvisazione, jazz, sonorità balcaniche e tradizione salentina.

Il romanzo “Il sogno italiano” parte dall’Albania nel dicembre 1985: la famiglia Tota, composta da quattro sorelle e due fratelli, si rifugia all’ambasciata italiana di Tirana chiedendo asilo politico. Lo stato totalitario albanese è esterrefatto. Si tratta di un evento senza precedenti non solo in Albania, ma in tutto il blocco dei paesi ex-comunisti dell’Europa orientale. Tuttavia, i Tota usciranno dall’ambasciata solo cinque anni più tardi, dopo lunghi negoziati internazionali e una vita del tutto isolata e costantemente sorvegliata. Alloggiati in due stanze seminterrate dell’edificio, alternano speranza, delusioni, sogni di un “matrimonio all’italiana” e sofferenze psicologiche. Durante quei cinque anni, tra poliziotti, diplomatici e servizi segreti albanesi si verrà a creare ogni tipo di incidente e malinteso. Solo nel maggio del ’90 i sei protagonisti arrivano trionfalmente in Italia. Ma anche qui le cose non vanno come loro si aspettano: i Tota si sentono eroi che hanno combattuto la dittatura albanese e così vorrebbero essere trattati. Invece, ovviamente, entrano nella routine burocratica dei richiedenti asilo: prima sono trasferiti in un campo per rifugiati politici e in seguito, loro malgrado, ospitati in un alloggio popolare nel quale vivranno dimenticati da entrambi i Paesi, incapaci di integrarsi nella nuova patria e di dare un senso alla loro libertà. Le opere di Aliçka, tradotte in molte lingue, hanno ricevuto consensi unanimi e importanti riconoscimenti. In Italia è uscita nel 2006 la sua raccolta di racconti I compagni di pietra. Scrive anche per il cinema, sue le sceneggiature di Slogans (vincitore del Premio della critica giovanile al Festival di Cannes nel 2001) e The prayer of love.

nostosNostos proseguirà con gli incontri musicali che coinvolgeranno Fausto Beccalossi e l’istriana Tamara Obrovac (sabato 28 gennaio alle 20,30 nella Masseria Boncuri di Nardò), l’organettista Claudio Prima e il violoncellista albanese Redi Hasa (sabato 4 febbraio alle 20,30 nella Chiesa Matrice di Squinzano), le cantanti Rachele Andrioli Meli Hajderaj (sabato 4 marzo alle 20,30 nel Teatro Comunale di Tuglie), il polistrumentista e compositore Michele Lobaccaro dei Radiodervish Fatbardh Capi (sabato 11 marzo nel Castello di Castrignano de’ Greci), Cesare Dell’Anna ed Ekland Hasa (sabato 25 marzo alle 20,30 nel Palazzo Baronale di Martano).

La rassegna ospiterà anche una serie di incontri che saranno dedicati a Shady Hamadi – autore italo siriano che, giovedì 16 febbraio alle 19,30 nell’ex convento delle Clarisse di Copertino, dialogherà con Monica Ruocco prima del concerto per un Mediterraneo di Pace (in collaborazione con Salento Crocevia) del pianista siriano Aeham Ahmad; alla poesia di Jalaluddin Rumi – con l’omaggio dal titolo “99 passi a est” ospitato sabato 25 febbraio da Palazzo De Donno a Cursi prima del concerto spettacolo a cura di Giovanni Di Cicco, danzatore e coreografo formatosi tra l’Italia, la Francia e la Folkwang Hochschule di Essen, da sempre impegnato sul fronte della ricerca interiore e filosofica attraverso la danza che nel pomeriggio terrà anche un workshop di danza sufi, e il turco Selçuk Gürez.

Nostos proporrà, inoltre, lo spettacolo “L’uomo che guardava il mare” della Compagnia Teatrale La Busacca che andrà in scena a Casarano (18 marzo ore 20.30 nell’Auditorium Filanto), Copertino (20 marzo ore 20,30 nell’ex convento delle Clarisse), Squinzano (23 marzo ore 20.30 nella Chiesa Matrice) e Tuglie (24 marzo ore 20.30 nel Teatro Comunale).

Martedì 28 marzo, dalle 19,30, appuntamento di chiusura nel Castello di Otranto con l’incontro “Il mare tra le terre: memorie a vent’anni dal naufragio della Kater I Rades” a cura di Alessandro Leogrande e con il concerto a cura di Admir Shkurtaj con letture da “Il Naufragio” di Leogrande a cura che ha ispirato il concerto-spettacolo dei Cantieri Koreja “Kater i Rades – il Naufragio” con la regia di Salvatore Tramacere e la direzione di Pasquale Corrado. Kater i Rades non vuole essere semplicemente un’opera della memoria. È piuttosto il tentativo, attraverso la musica, di liberare l’universo umano di chi è andato incontro a una delle tante tragedie del Mediterraneo. Nell’atto unico si affollano i sommersi e i salvati, chi è sopravvissuto e chi è scomparso, le loro voci, i loro pensieri, e soprattutto il loro viaggio verso il buio, pieno di grandi ansie e piccoli desideri, sogni e paure, digressioni, apparizioni, improvvise rammemorazioni.

Ogni evento è inteso come un incontro, che dà l’opportunità ai protagonisti di confrontarsi sul tema delle radici comuni per un ipotetico ritorno, umano e musicale, il Nostos appunto, al centro del mare che è stato un tempo un unico grande bacino culturale che ha prodotto le varie culture dei paesi che a tutt’oggi vi si affacciano. L’obiettivo della rassegna è la ricongiunzione della memoria comune dei paesi d’area adriatica e la sensibilizzazione del pubblico sul tema della migrazione. Fineterra – Salento Negroamaro è una rassegna promossa dall’Istituto di Culture Mediterranee con il sostegno dell’assessorato alle Industrie culturali e turistiche della Regione Puglia, in collaborazione Cantieri Teatrali Koreja, Compagnia Teatrale La Busacca e Claudio Prima e con i comuni di Andrano, Casarano, Castrignano de’ Greci, Copertino, Cursi, Martano, Nardò, Otranto, Squinzano e Tuglie

 

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Anche ad Andrano è Maggio dei Libri

In diretta facebook sulla pagina di “Ci Vediamo in biblioteca”. Ricco calendario che quest’anno si prolungherà fino al 31 ottobre

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Il Comune di Andrano, nonostante il difficile periodo causato dall’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha paralizzato qualsiasi attività, continua il percorso culturale attraverso l’organizzazione di un ricco calendario di eventi che si inseriscono nel manifesto de “Il Maggio dei Libri”.

Quella de “Il Maggio dei Libri” è una campagna nazionale, nata nel 2011, con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento fondamentale per la crescita personale, culturale e civile. Essa intende portare all’attenzione autori e libri diversi da quelli tradizionali per esplorare le nuove tendenze della lettura e della produzione letteraria.

Quest’anno, in via eccezionale, gli eventi de “Il Maggio dei Libri” potranno continuare fino al 31 ottobre 2020.

Gli eventi saranno gestiti direttamente dallo staff di “Ci vediamo in Biblioteca”, organizzazione di volontari che opera, ormai da diversi anni, nella Biblioteca “Don Giacomo Pantaleo”, organizzando incontri d’autore, laboratori creativi e spettacoli teatrali, con il patrocinio ed il supporto dell’amministrazione comunale.

Il programma è stato registrato nella banca dati de “il Centro per i Libri e la Lettura”, Istituto autonomo del “Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo”, che dipende dalla “Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali”, che coordina la predetta iniziativa culturale, coinvolgendo numerosi enti. L’iniziativa del Comune di Andrano ha ottenuto il patrocinio degli organizzatori.

“Ci vediamo in biblioteca” ed il Comune di Andrano arricchiscono con questo manifesto culturale un impegno iniziato sin dall’inizio del lockdown. Infatti, i difficili mesi non hanno bloccato i propositi culturali degli organizzatori che hanno promosso e realizzato più di tre eventi a settimana, tra presentazioni di libri, conferenze (non sono mancate quelle di approfondimento sulla difficile situazione che stiamo vivendo) e laboratori creativi.

Gli eventi de “Il Maggio dei Libri” – così come è stato fatto per quelli passati – verranno trasmessi sulla pagina facebook di “Ci vediamo in Biblioteca”.

Si parte quest’oggi con la presentazione degli albi illustrati di Adela Turin da parte di Anna Rita Pantaleo.

Domani, martedì 26 maggio, Roberta Pappadà presenterà il libro  “Il Meteo visto da qui” (Kurumuny Edizioni).

Continuando, rispettivamente il 27 ed il 28 maggio, saranno presentati “Per sempre tuo, Cirano” di Vincenzo Arena (I libri di Icaro) e “La pietra insanguinata” di Lorenzo di Lauro (Edizioni Milella).

Il 29 maggio sarà il turno di “Dalle teorie antisemite alla Shoah. L’Olocausto in pillole” di Donato Maglio (Edizioni Akademos). “Incontri a Sud Est” di Rita Rucco (Edizioni Milella) occupa la data del 30 Maggio.

Il 31 maggio, sarà la volta di “Pellegrino tra gli stormi” di Carlo Alberto Augieri (Edizioni Milella).

Da rimarcare la partecipazione anche di Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta a causa di numerose minacce di stampo mafioso, con il suo “Il sogno di Antonio” (Edizioni Solferino)  l’11 Giugno 2020.

Sono stati inseriti nel calendario due altri eventi: la “Maratona Virgiliana” (lettura integrale de “l’Eneide” di Virgilio) del 5 settembre e la rassegna letteraria “Dal secolo all’eternità”, che racconterà gli scrittori Isaac Asimov, Gesualdo Bufalino, Charles Bukowski e Gianni Rodari.

Gli ultimi due appuntamenti verranno trasmessi alle ore 19, tutti gli altri menzionati inizieranno alle ore 19,30.

Il sindaco Salvatore Musarò

Teniamo moltissimo alla promozione culturale e, sin dal nostro insediamento di un anno fa, abbiamo deciso di impegnarci, programmando eventi culturali di vario genere. Ringrazio ancora il gruppo di “Ci vediamo in Biblioteca” per il loro servizio prezioso”, commenta il sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, “Il Maggio dei Libri è una delle tante offerte culturali che continueremo a  promuovere”.

Il periodo difficile non ci ha impedito e non ci impedirà di dare linfa alla vita culturale della nostra comunità”, gli ha fatto eco il consigliere delegato alla cultura, al turismo ed al rapporto con le associazioni, Donato Accoto, “il Maggio dei libri è un fitto calendario di appuntamenti di grande spessore e, sin d’ora, intendo ringraziare, a nome mio e dell’amministrazione comunale, tutti coloro che hanno offerto la loro disponibilità. L’impegno è quello di qualificare, attraverso l’aiuto di tutti, il nostro Comune con offerte culturali serie e ben strutturate. Ringrazio, dunque, “Ci vediamo in Biblioteca” e tutte le Associazioni che collaborano. Vi aspettiamo sulla pagina facebook di Ci vediamo in Biblioteca”.

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Fase 2 ad Andrano: parrucchieri ed estetisti in chat

Dieci professionsiti del settore, messe da parte invidie e gelosie, si incontrano in chat scambiandosi incoraggiamenti, battute scherzose, consigli, parole di conforto…

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Come anticipato da tempo da lunedì 18 maggio parrucchieri, centri estetici e di bellezza potranno riaprire i battenti grazie all’ordinanza del governatore di Puglia Michele Emiliano.

Lo potranno fare ovviamente nel rispetto di quel manuale della sicurezza che contiene il protocollo con tutte le norme da seguire per non correr rischi di un nuovo incremento del contagio.

In vista di quella data ad Andrano, in dieci tra parrucchieri ed estetiste hanno creato un gruppo per restare aggiornati e confrontarsi sulle difficoltà da affrontare una volta riavviata l’attività.

Come ci ha detto Biancarosa dalla Svizzera (dove vive), è “entusiasmante l’esperienza vissuta nel mio paese e di cui mia madre quotidianamente mi racconta al telefono. Parrucchieri ed estetiste: Ivano, Mariada, Marisa, Gianluca, Paola, Maria Angela, Giovanni, Adelaide, Paola e Angela, messe da parte invidie e gelosie si incontrano in chat scambiandosi incoraggiamenti, battute scherzose, consigli, parole di conforto. Tra di loro si è creata una forte empatia e forti legami tra colleghi che insieme si sentono più pronti a ripartire nel miglior dei modi”.

UN VIDEOCLIP DI… BUONA RIAPERTURA

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Peppino Impastato, dalla parte giusta

Nove eventi in due giorni per ricordare Impastato e le sue lotte e promuovere la proposta di intitolazione alla sua memoria delle “aule sociali” di Castiglione d’Otranto. Maratona online di 2 giorni 9-10 maggio 2020, nel 42esimo anniversario del suo assassinio. Con Giovanni Impastato, Beppe Giulietti, Libera Lecce, Giacomo Conte, Cisco Bellotti

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Peppino Impastato non è mai morto: le sue lotte per la giustizia sociale, per gli ultimi, per la difesa del territorio e contro la mafia vivono ancora, nel qui ed ora del Salento. Ed è dal profondo sud della provincia di Lecce che parte la proposta di intitolare a lui un luogo da riscattare e sottrarre a degrado e indifferenza, le “aule sociali” di Castiglione d’Otranto, frazione di Andrano, accanto al parco intitolato a Renata Fonte, prima donna salentina vittima di mafia.

Ad avanzare l’idea, nel 42esimo anniversario del suo assassinio, è una cordata di realtà locali: associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino assieme all’omonima cooperativa, coop. soc. L’Adelfia, Parrocchia San Michele Arcangelo, Pro Loco Andrano, con il sostegno di Libera Lecce, Associazione della Stampa di Puglia e della Federazione Nazionale Stampa Italiana.

Per l’occasione, è nata l’iniziativa Peppino Impastato, dalla parte giusta”, una due giorni di eventi online (sabato 9 e domenica 10 maggio), trasmessi sulla pagina Facebook Casa delle Agriculture Tullia e Gino.

Approfondimenti, dialoghi, videonarrazioni per i bambini, musica: nove gli appuntamenti in programma, che conta ospiti d’eccezione come Giovanni Impastato, fratello di Peppino; Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana; don Raffaele Bruno del coordinamento provinciale di Libera Lecce; il magistrato Giacomo Conte, già componente del pool antimafia di Palermo negli anni ’80; “Cisco” Stefano Bellotti, voce storica dei Modena City Ramblers.

Il programma

La due giorni di eventi si svolgerà, a causa dell’emergenza Covid, sulla pagina facebook Casa delle Agriculture Tullia e Gino.

Si comincia sabato 9 maggio, alle ore 16, con “Peppino, l’acchiappagiustizia”: narrazione visiva per i più piccoli, a cura delle volontarie del progetto “Verso l’Agriludoteca di Comunità”. Alle 17, “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo” (frase dello striscione che apriva il corteo funebre di Impastato): Giovanna Nuzzo, vicepresidente di Casa delle Agriculture Tullia e Gino, esporrà la proposta per l’intitolazione delle aule sociali a Peppino Impastato.

Poi, il via agli approfondimenti: alle 18, don Raffaele Bruno del coordinamento provinciale Libera Lecce spiegherà perché “Impastato è vivo, anche nel Salento” e dunque perché la sua lezione resta attuale; alle 19, “La mafia si fa più subdola”, il focus sulla criminalità organizzata oggi, con Giacomo Conte, magistrato, già componente del pool antimafia di Palermo negli anni ’80.

Alle 20, “Radio Aut: l’informazione come arma contro i soprusi” è il titolo dell’intervento di Beppe Giulietti, presidente Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi). Alle 21, Cisco Stefano Bellotti, voce storica del gruppo Modena City Ramblers, racconta come è nato il loro brano “I cento passi”, eseguendolo con un tamburo.

Si riprende domenica 10 maggio, alle ore 9, con “La mafia spiegata ai bambini, l’invasione degli scarafaggi”: videolettura del libro di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Alle 10, “Invece lui decise di restare”, interpretazione al femminile de “I cento passi” nel Mulino di Comunità. Si chiude alle ore 11 con “Giustizia sociale, giustizia per la terra”, dialogo in diretta facebook con Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

Perché Peppino Impastato?

Nella storia dell’antimafia italiana, Impastato è una figura unica: ebbe il coraggio di rompere non solo con la “mafia di prossimità” (“I cento passi”, nella sintesi cinematografica e musicale), ma soprattutto con la “mafia in casa”.

Era, infatti, figlio e nipote di mafiosi legati al boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, condannato nel 2002 all’ergastolo come mandante dell’omicidio di Peppino, avvenuto il 9 maggio 1978, a pochi giorni dalle elezioni amministrative a cui lui, trentenne, si era candidato con la lista “Democrazia proletaria”.

Il coraggio della denuncia, l’uso dell’informazione e della satira con Radio Aut per creare coscienza civica, l’attenzione ai più deboli sono un monito, ancora, soprattutto per i più giovani. Come riportato in “Peppino Impastato non è uno spot”, scritto a firma di Umberto Santino, cofondatore e direttore del Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato di Palermo, “in realtà Peppino ha fatto proprio questo: coniugare la lotta di classe (espressione che oggi appare obsoleta ma un bel libro di Luciano Gallino ci ricorda che la lotta di classe c’è ancora, e ora la fanno i padroni che amministrano la vittoria, che si chiama dittatura del capitale finanziario o qualcosa del genere) con la salvaguardia del territorio, il diritto al lavoro dei disoccupati con il diritto a un ambiente non saccheggiato dalla speculazione.

Giulietti (presidente Fnsi): “Non fidarsi mai di nessuna verità preconfezionata”

Diffidate sempre da chi dovesse dirvi o vi dirà che la memoria non serve a niente. Questa iniziativa per ricordare la memoria di Peppino Impastato”, dice Giuseppe Giulietti, presidente Federazione Nazionale Stampa Italiana, “non è qualcosa che guarda al passato, ma qualcosa che segna la nostra strada verso il futuro. Fare memoria significa costruire un futuro più degno per le comunità. Peppino Impastato è stato ammazzato perché non si è piegato alla mafia, perché con il suo collettivo, ai microfoni di Radio Aut, invece di far finta di non vedere e sentire, ha urlato ogni giorno i nomi dei mafiosi e di coloro che erano collusi con i mafiosi. Ha fatto il giornalista, anche se allora non molti lo capivano, nemmeno i giornalisti. E lo ha fatto da giornalista precario, rischiando più degli altri e non scappando mai, rendendosi conto che bisognava urlare, perché quando nessuno ti ascolta, quando c’è il muro del silenzio, per forza devi urlare.

Peppino Impastato: performance al mulino di comunità di Castiglione d’Otranto

Qualcuno può cercare di farti passare per matto e invece Peppino Impastato ha avuto ragione e vive ancora oggi. Lui ci parla anche ora e ci dice che chi vuol fare il giornalista deve tentare di illuminare tutti i covi del malaffare e soprattutto non deve lasciare mai solo chi denuncia. Ricordare Peppino, inoltre, significa non dimenticare gli errori e orrori compiuti anche dallo Stato, perché quel 9 maggio – giorno in cui venne ritrovato anche il corpo di Aldo Moro – qualcuno iniziò a depistare, dicendo che Impastato era il boia, che voleva mettere una bomba e ci vollero anni e anni di fatica di familiari, compagni, altri giornalisti e cittadini per arrivare finalmente a verità e giustizia. Il ricordo di Peppino Impastato, quindi, parla ad oggi della necessità di non fidarsi mai di nessuna verità preconfezionata, di nessuna velina, della necessità di indagare e di tentare di non lasciare mai nessuno senza verità e giustizia”.

L’intitolazione delle “aule sociali” a Castiglione

Un “polo per la legalità e la giustizia sociale”

Sono un luogo controverso, un non luogo: un auditorium mancato, un ufficio postale abortito, un luogo di ritrovo inadeguato risucchiato in un buco nero fatto di indifferenza e degrado, nonostante sia nel cuore del paese, accanto al parco intitolato a Renata Fonte.

Crediamo che Peppino e Renata siano figure strettamente collegate tra loro”, spiegano i promotori dell’iniziativa, “perché il loro vissuto ci insegna il valore della difesa del territorio dagli abusi mafiosi e dagli interessi del denaro. E crediamo che la memoria di Peppino, in cui costantemente inciampare, ci aiuterà a illuminare le aule sociali, a riscattarle in una chiave diversa, più giusta, più degna”.

D’altronde, già durante alcune edizioni della Notte Verde (evento dedicato ai temi dell’agroecologia) si è avuto modo di poter far toccare con mano come quel luogo può essere valorizzato e ripensato. L’immobile sarà oggetto a breve, tra l’altro, di interventi di ristrutturazione e ampliamento finanziati dal Pon Legalità, per farne una “fucina delle culture” per l’inclusione dei migranti.

Nell’ottica della creazione di un “polo per la legalità e la giustizia sociale” a Castiglione d’Otranto, inoltre, Casa delle Agriculture ha già proposto all’amministrazione comunale di creare, all’interno del Parco Renata Fonte e nell’ambito del relativo progetto di riqualificazione, un “Giardino dei giusti per la terra”, intitolando ogni albero salvato e piantato ex novo a chi si è battuto per la tutela dell’ambiente.

Anche per questo, durante le ultime due edizioni della Notte Verde, è stata già riqualificata dai volontari, assieme a Free Home University, una parte del parco, attraverso una sequenza di murales a tema.

La missione sociale di Casa delle Agriculture resta quella di segnare un cambiamento laddove ce n’è bisogno: nelle terre abbandonate, nei luoghi dimenticati, con le persone escluse. Anche quando il vento soffia contrario.

La proposta di intitolazione e valorizzazione, sposata sin da subito da L’Adelfia, Parrocchia San Michele Arcangelo, Pro Loco Andrano, Libera Lecce, Associazione della Stampa di Puglia e Federazione Nazionale Stampa Italiana, resta aperta, perché possa essere condivisa anche da altre realtà che credono nel riscatto dei margini.

Info: 348/5649772, ass.casadelleagriculture@gmail.com, Inst/Fb Casa delle Agriculture

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