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Per alcuni giorni Otranto diventerà uno dei centri mondiali della ricerca sui neutrini, tra le particelle più misteriose e difficili da osservare dell’Universo.
Nella città salentina tornerà NOW 2026 – Neutrino Oscillation Workshop, congresso internazionale giunto alla tredicesima edizione e dedicato alla fisica e all’astrofisica delle particelle elementari.
Al centro dei lavori proprio il neutrino, particella tanto sfuggente da essere stata definita dal premio Nobel Frederick Reines «la minima quantità di realtà mai immaginata da un essere umano».
L’appuntamento richiama a Otranto oltre 110 studiosi provenienti da 15 Paesi, confermando il prestigio conquistato negli anni dalla manifestazione. Nelle precedenti edizioni hanno preso parte ai lavori anche premi Nobel del calibro di Carlo Rubbia e Takaaki Kajita.
Il congresso è organizzato congiuntamente dalle Sezioni di Bari e Lecce dell’INFN, dall’Università degli Studi di Bari e dall’Università del Salento, con il coordinamento di Antonio Marrone, Alessandro Mirizzi, dell’Università e INFN di Bari, e Antonio Surdo dell’INFN di Lecce.
Accanto alle sessioni riservate agli specialisti ci sarà anche uno spazio dedicato alla divulgazione scientifica.
Giovedì 3 settembre, alle 18, nella Sala Triangolare del Castello di Otranto, il professor Paolo Bernardini terrà la conferenza in italiano dal titolo “Neutrini, le particelle fantasma dell’Universo”.
A introdurre l’incontro sarà la dottoressa Giuliana Galati, già volto di Superquark+.
L’ingresso è libero, offrendo così a cittadini, visitatori e appassionati l’opportunità di avvicinarsi a uno dei campi più affascinanti della ricerca contemporanea.
Per qualche giorno, dunque, dalle mura del Castello lo sguardo di Otranto si spingerà ben oltre l’Adriatico: fino ai segreti più profondi dell’Universo.




