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Chi pensa che un pianoforte abbia bisogno di un palco, a Lecce in questi giorni farebbe bene a ricredersi. Il pubblico entra da un portone, attraversa un giardino, incontra ulivi, agrumi, opere d’arte e, quasi senza accorgersene, finisce dentro la musica.
È questa la geografia insolita disegnata da Piano City Lecce, che fino al 13 settembre porta il pianoforte fuori dai tradizionali spazi da concerto e lo lascia libero di insinuarsi tra dimore storiche, cortili, musei e angoli della città. La direzione artistica è affidata a Gloria Campaner e ad Andrea “Andro” Mariano dei Negramaro, chiamati a costruire un festival nel quale l’ascolto diventa esperienza ravvicinata, quasi domestica, lontana dalle liturgie più prevedibili della sala da concerto.
ALLA FIERMONTINA UNA “PALESTRA” PER IMPARARE AD ABITARE LE EMOZIONI
Tra gli appuntamenti più particolari c’è quello in programma domani, venerdì 11 settembre, alle 9,30 alla Fiermontina Luxury Home, che aprirà il proprio giardino a Gloria Campaner per “C# See Sharp Lab – La palestra delle emozioni”.
Il titolo suggerisce già parecchio.
Qui il pianoforte diventa punto di partenza per un percorso che mescola musica, psicologia, filosofia, yoga e meditazione. L’obiettivo è lavorare su ansia, paura e insicurezza, provando a trasformarle in presenza, consapevolezza ed energia creativa. Campaner, pianista e performing coach, porta così davanti al pubblico una ricerca nata dall’esperienza stessa del palcoscenico, dove il talento convive inevitabilmente con fragilità, attese, tensioni e paure.
Un laboratorio che sembra allontanarsi dal concerto tradizionale e, invece, ne tocca uno dei nervi più scoperti: ciò che accade a un artista prima che il primo suono raggiunga il pubblico.
GLORIA CAMPANER, IL PIANOFORTE COME TERRITORIO DI RICERCA
Quello di Gloria Campaner è un percorso costruito sulla contaminazione. Dal pianoforte, iniziato a quattro anni, è approdata ai palcoscenici internazionali attraversando classica, jazz, elettronica, danza, letteratura e teatro musicale.
Nel tempo ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Bollani, Leszek Możdżer, Franco D’Andrea, Boosta e Alioscia Bisceglia.
Nel suo cammino figurano anche il dialogo tra musica e letteratura con Alessandro Baricco, dedicato a Beethoven, e le esperienze con le pietre sonore di Pinuccio Sciola.
A questa attività Campaner ha affiancato negli anni una riflessione sempre più profonda sulla dimensione emotiva della performance, dalla quale sono nati C# See Sharp e “La palestra delle emozioni”, oltre al progetto Seven Springs – Il suono della Holden.
Nel 2026 la pianista è stata inoltre protagonista della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina all’Arena di Verona.

GLI ALTRI PROTAGONISTI DEL FESTIVAL
Piano City Lecce aveva già acceso i suoi riflettori alla vigilia dell’appuntamento con Campaner.
Il concerto del 10 settembre al Fiermonte Museum ha fatto registrare il sold out con Roberta Di Mario, pianista, compositrice e direttrice artistica, protagonista di ALA, elegia in tre atti, lavoro concepito come un omaggio al pianoforte inteso quale corpo, materia e possibilità di volo.
Nel giardino d’arte che custodisce la memoria di Antonia Fiermonte e le opere di René Letourneur e Jacques Zwobada, musica e arti visive hanno dialogato con una naturalezza quasi inevitabile.
La ricerca di Di Mario attraversa classica e contemporanea, teatro, danza e arti performative; artista Warner Music e Steinway Artist, è stata anche artista residente per Radio Monte Carlo e Apple Music.
Il programma leccese prosegue con altri nomi della scena musicale internazionale, tra i quali Shai Maestro, David Chalmin, Katia e Marielle Labèque, completando un cartellone che usa il pianoforte come chiave per aprire luoghi, linguaggi e sensibilità differenti.
Per qualche giorno, dunque, Lecce cambia sistema di orientamento.
Le piazze restano al loro posto, i vicoli pure.
A spostarsi è la percezione della città: fino al 13 settembre, per trovare la strada basterà seguire ottantotto tasti.




