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A volte quaranta barche a vela riescono a fare più rumore di un esercito. E forse è proprio questo il paradosso da cui conviene partire per raccontare la serata che domenica 20 settembre porterà a Poggiardo Arturo Scotto, protagonista dell’ultimo appuntamento de “Il Mondo che ci tocca. Voci per capire il presente”, il festival organizzato dalla Pro Loco di Poggiardo in collaborazione con Res Publica e Libreria Idrusa.
Alle 20,30, nello spazio antistante il Palazzo della Cultura, Scotto presenterà il suo libro “Flotilla. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”, edito da Giunti.
Un titolo che conduce il lettore direttamente nel cuore di una delle vicende più discusse e divisive del nostro tempo, scegliendo la prospettiva ravvicinata di chi quel viaggio lo ha vissuto in prima persona.
DAL PONTE DELLA KARMA
Il punto di partenza del racconto è una domanda destinata a pesare molto più della sua apparente semplicità: perché Israele dovrebbe temere una quarantina di barche a vela impegnate in una navigazione pacifica?
È da questo interrogativo che prende forma il diario di Scotto, salito a bordo della Karma, una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla partita da Genova con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza. Nel libro l’autore ricostruisce i dubbi che precedettero la partenza, il peso delle responsabilità istituzionali, la scelta di partecipare alla missione e ciò che avvenne durante la navigazione.
La cronaca diventa progressivamente esperienza personale: l’attesa in mare, la paura, la notte dei droni, l’abbordaggio da parte dell’esercito israeliano, l’arresto, il sequestro dei telefoni e le successive 24 ore di detenzione. Nel volume trovano spazio anche retroscena che, secondo Scotto, sarebbero rimasti fuori dal racconto dei giornali, insieme ai rapporti con il governo italiano, alle polemiche politiche e alle conseguenze giudiziarie indicate come ancora in corso.
QUANDO IL VIAGGIO DIVENTA UNA DOMANDA ALLA POLITICA
La Flotilla, nelle pagine di Scotto, finisce così per andare oltre la cronaca di una traversata. Diventa un osservatorio sulla capacità della politica di interpretare ciò che accade fuori dai palazzi e sulla distanza che, sempre più spesso, separa istituzioni e opinione pubblica.
Il libro attribuisce alla missione la capacità di mobilitare coscienze, riempire piazze e coinvolgere anche quella parte delle nuove generazioni che appare lontana dalle urne, pur continuando a cercare forme diverse di partecipazione civile. È qui che il diario di bordo cambia registro: il mare resta sullo sfondo e al centro compare una questione assai più scomoda, quella del rapporto tra cittadini, rappresentanza politica e responsabilità davanti alle grandi crisi internazionali.
L’ULTIMA SERATA DEL FESTIVAL
Dialogherà con Arturo Scotto la gioranlista Luana Prontera, con gli interventi di Rebecca Baccaro di Res Publica. La partecipazione alla serata è libera.
Con questo incontro cala il sipario sull’edizione 2026 de “Il Mondo che ci tocca”, una rassegna che ha scelto già nel nome di misurarsi con il presente anziché osservarlo da distanza di sicurezza.
E domenica sera quella distanza si farà ancora più corta: per qualche ora, a Poggiardo, il Mediterraneo non resterà all’orizzonte. Entrerà in piazza.





