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Il cerchio magico di quelli del ’59: Musica e Teatro come terapia
Domenica 26 luglio. In piazza don Tonino Bello, una cinquantina di amici nati nel 1959 tornerà a mettersi alla prova tra musica, teatro e ironia, con la libertà di chi conosce bene il peso degli anni e ha deciso di portarli in scena senza vergogna, facendone materia di gioco e occasione per ritrovarsi
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Questa potrebbe essere una normale seduta di terapia di gruppo, ma non lo sarà: quello che andrà in scena a Tricase, in piazza don Tonino Bello (davanti la chiesa Madre), domenica 26 luglio, alle 21, andrà oltre e vi spiego perché.
Un baldanzoso gruppo di arzilli sessantenni (una cinquantina), dopo aver messo in scena pièce teatrali, musicali e gag, da 20 anni a questa parte, concederà il bis.
E lo farà per divertirsi, certo, ma soprattutto per compiacere un amico (che sarei io), un compagno di classe, di marachelle, di vita e, per questo, non smetterò mai di ringraziarli.
Soprattutto perché, grazie a questa ostinazione terapeutica di gruppo io, insieme a loro, trovo il modo per passare in felice compagnia il trascorrere del tempo, traghettare insieme lutti, malattie, gioie e dolori, alti e bassi che, se condivisi, diventano solo note sullo spartito musicale della vita.
Sono sicuro che qualcuno storcerà il naso, solleverà dubbi e perplessità, asserirà che non abbiamo l’età, che siamo patetici, che il nostro tempo è andato: di smetterla insomma!
A quel qualcuno rispondo con una domanda: sapete qual è, se esiste, la linea di demarcazione fra l’essere patetici e avere coraggio? Fra arrendersi e rimettersi in gioco? Fra isolarsi e stare insieme?
No!? Ve lo dico io!
La migliore terapia per allontanare la vecchiaia, esorcizzare il futuro, irrorare la mente, tenere in forma anima e corpo, è quella di affidarsi ad un affiatato gruppo di “diversamente giovani” che ancora si vuole bene e ha voglia di divertirsi e divertire.
Prima che la macchina dei ricordi e dei rimpianti imbratti la dolce voce della giovinezza che fu; prima che la mente si accartocci su malinconici “ti ricordi?”, “e quando quella volta..?”, che si sforni la solita “cena di classe” per ritrovarsi; prima che capitolino alla noia e alla rassegnazione, è bene tenersi in forma, lubrificare la fantasia, far girare la molla che muove e tiene in moto lo spirito dell’età: questo è quello che provano a fare questi “ragazzi del ’59”.

L’ARTE COME CURA
Quando si accendono le luci della sala, quando si sale sul palcoscenico, ogni fragilità diventa materiale di scena: la musica fa battere i piedi a tempo; il trucco trasmette coraggio; il canto e la recitazione restituiscono la voce a chi pensava di non averne più; il petto si gonfia e ritrova lo slancio del tempo che fu.
In questo cerchio magico l’invecchiamento perde la sua solitudine: i lazzi, le battute, la complicità, la consapevolezza di poter costruire ancora qualcosa per qualcuno, illuminano la mente e fanno brillare i cuori. È così che questo gruppo diventa un’opera d’arte vivente, la dimostrazione che finché c’è una storia da inventare, da raccontare, da cantare, c’è un motivo per ritrovarsi e stare insieme.
Durante la serata che, vi assicuro, sarà esilarante, vedrete alternarsi sul palco artisti italiani e internazionali, momenti di teatro, cantautori, gruppi musicali, miss e regine della Disco: vi ritroverete, come per magia, sospesi in una bolla che vi farà trascorrere 90 minuti in compagnia e allegria.
Ora, ribatto a quel qualcuno di cui sopra, ci ascriverete ancora nel girone dei patetici o finiremo in quello da prendere a esempio, da imitare?
Buon divertimento.
Vi aspettiamo.
P.s. Per quanti non ci saranno fisicamente potrete seguire la diretta dello spettacolo sulla pagina Fb de il Gallo – https://www.facebook.com/redazione.ilgallo






