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Tiggiano: Je te cerco scusa
Il carcere oggi: domani a Lecce e Tiggiano i due eventi della giornata dedicata al mondo penitenziario promossa dalla Cpo della Provincia. Nel capoluogo il convegno “Il carcere oggi tra stigma, ritardi normativi e prospettive riparative”; nel Capo di Leuca la rappresentazione della Compagnia “Stabile Assai”, la più antica di teatro penitenziario in Italia
Un incontro di approfondimento e confronto a Lecce, con esperti impegnati ogni giorno sul campo e uno spettacolo teatrale tematico a Tiggiano, a cura di Stabile Assai, la più antica compagnia di teatro penitenziario in Italia.
Sono i due eventi della giornata dedicata al mondo penitenziario, promossa dalla Commissione Pari opportunità provinciale, in collaborazione con la Provincia di Lecce e il Comitato provinciale di Lecce AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), in programma domani, giovedì 17 luglio.
«Due occasioni importanti che offriranno l’opportunità per informare e riflettere sulle condizioni di vita dei detenuti e sulle sfide che il sistema carcerario affronta, con l’obiettivo di creare un dialogo aperto e costruttivo sul tema, sensibilizzando le nostre comunità e promuovendo un approccio più umano e consapevole al sistema carcerario e ai suoi protagonisti», spiega Anna Toma, presidente della Cpo della Provincia di Lecce che, per il secondo anno consecutivo, dedica un focus alla tematica.
IL CONVEGNO A LECCE
Il primo appuntamento è il convegno dal titolo “A 50 anni dall’approvazione della legge sull’ordinamento penitenziario. Il carcere oggi tra stigma, ritardi normativi e prospettive riparative”, che si terrà a partire dalle ore 9.30 nell’Auditorium del Museo Castromediano, in viale Gallipoli, a Lecce.
L’iniziativa vuole offrire un’analisi sulla complessità della realtà penitenziaria e sulle difficoltà generate dall’etichettamento sociale, produttore di resistenze collettive nei confronti del reinserimento dei detenuti.
«A pochi giorni dall’anniversario dei 50 anni dall’approvazione della legge sull’ordinamento penitenziario in Italia, la n. 354 del 26 luglio 1975, è necessario evidenziare come, nonostante la legge mirasse a un trattamento più umano e rieducativo, il sistema carcerario italiano presenta diverse criticità e fallimenti. La realtà delle carceri italiane è caratterizzata da sovraffollamento, carenze strutturali, carenza di personale, difficoltà di reinserimento sociale dei detenuti e delle detenute e, spesso, violazioni dei diritti umani», evidenzia Anna Toma.
In apertura, sono previsti gli indirizzi di saluto di; Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce; Anna Toma, presidente Cpo della Provincia di Lecce; Vito Pagano, presidente AICS Provincia di Lecce; Paola Pagano, consigliera dell’Ordine Psicologhe e Psicologi Regione Puglia; Antonio Tommaso De Mauro, presidente COA Lecce; Maria Luisa Serrano, presidente del Cpo Ordine Avvocati di Lecce; Alfonso Parente Stefanizzi della Commissione Diritto Sport COA Lecce.
I lavori saranno introdotti e moderati da Maria Mancarella, sociologa e garante delle persone private della libertà personale Comune di Lecce, che darà la parola ad alcune professionalità quotidianamente impegnate sui temi dibattuti: Giulio Bray, avvocato penalista del Foro di Lecce; Maria Pia Scarciglia, presidente dell’Associazione Antigone Puglia; Antonio Turco, coordinatore nazionale della Consulta “Persone private della libertà” del Forum del Terzo Settore; Alessandra Moscatello, psichiatra e già direttrice sanitaria del Carcere Borgo San Nicola di Lecce.
Il convegno ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, del CPO dell’Ordine Avvocati di Lecce, della Fondazione Vittorio Aymone, del Forum Nazionale Terzo Settore, dell’Associazione Antigone Puglia e dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia. L’evento, inoltre, è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Lecce.
«Il convegno, dedicato al cinquantesimo anniversario della riforma penitenziaria e alla attualità della condizione detentiva, sempre più esplosiva e che sempre meno tutela la dignità umana dei detenuti», spiega Antonio Turco, responsabile delle attività culturali presso la Casa di reclusione di Rebibbia, nonché consigliere nazionale del Forum Nazionale Terzo Settore, «vuole essere una specifica testimonianza della importanza del lavoro di rete tra gli Enti locali, quali Commissione pari opportunità della provincia di Lecce, Provincia di Lecce e Comune di Tiggiano, privato sociale, (il Forum del terzo settore e l’AICS nazionale e provinciale di Lecce) e il mondo delle Istituzioni (Ufficio del garante dei detenuti e delle persone private della libertà personale del Comune di Lecce), per affrontare il problema principale dei detenuti: il poter contare su una accoglienza solidale da parte della società nel momento della loro dimissione dl carcere».
TEATRO PENITENZIARIO A TIGGIANO
Il secondo appuntamento della giornata di domani si terrà dalle 21, a Tiggiano, nella storica piazza De Francesco: andrà in scena lo spettacolo teatrale “Je te cerco scusa”, a cura della Compagnia di Teatro Penitenziario Stabile Assai di Roma, scritto e diretto da Antonio Turco.
La Compagnia “Stabile Assai” è la più antica compagnia di teatro penitenziario in Italia, fondata dall’educatore Antonio Turco, all’interno della Carcere di Rebibbia.
Ancora oggi, a distanza di 40 anni il gruppo è diretto dal suo fondatore ed è composta soprattutto da ex detenuti, da personaggi del teatro e dell’ambito musicale romano.
Oltre ad essere il più antico gruppo di teatro penitenziario italiano, viene considerato come principale espressione del teatro dell’auto narrazione, con il diretto contributo dei detenuti alla stesura del testi.
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Casarano, notte di emozioni per San Giovanni Elemosiniere
Migliaia di persone per il concerto-evento: musica, emozioni e il momento commovente del cartello del bambino dedicato a Moro. Una piazza gremita per una notte indimenticabile
di Dolores Ancora
Casarano ha vissuto una di quelle notti che non si raccontano soltanto, si tramandano.
In occasione dei festeggiamenti dedicati a San Giovanni Elemosiniere, piazza San Domenico si è trasformata in un teatro a cielo aperto, un crocevia di emozioni, luci, voci e attese.
Migliaia di persone, arrivate da ogni angolo del Salento e non solo hanno riempito ogni spazio disponibile, creando un colpo d’occhio che toglieva il fiato.
L’aria profumata di festa, di estate che si avvicina, di tradizione e di quella voglia di comunità che solo gli eventi popolari sanno risvegliare.
E quando le luci del palco si sono accese, la piazza ha trattenuto il respiro: era il momento di Fabrizio Moro .
L’ABBRACCIO DEL PUBBLICO
Moro è salito sul palco con la sua consueta presenza magnetica, quella miscela di intensità e umiltà che lo ha reso uno degli artisti più amati del panorama italiano.
La sua voce ruvida e calda ha attraversato la piazza come un’onda capace di scuotere e accarezzare allo stesso tempo.
Ogni brano era un tassello di un mosaico emotivo che il pubblico conosceva a memoria: c’erano lacrime, sorrisi, abbracci, mani alzate, cori che sembravano voler toccare il cielo.
Accanto a lui, come sempre, una band impeccabile: musicisti di altissimo livello, ognuno con un ruolo fondamentale nella costruzione di quel muro sonoro che caratterizza i live di Moro.
Tra tutti, una figura ha catturato l’attenzione in modo particolare.
IL CARTELLO DEL BAMBINO CHE HA COMMOSSO LA PIAZZA
Tra la folla, illuminato dai fari intermittenti del palco, un bambino teneva in mano un cartello che ha commesso l’intera piazza.
C’era scritto: «Da grande voglio fare felici le persone come fai tu».
Una frase semplice, quasi disarmante, capace di racchiudere l’essenza stessa dell’arte: il dono.
Quella scritta tenuta con le mani piccole, ma ferme, era il simbolo di ciò che la musica può fare: accendere sogni, ispirare, trasformare.
LIVE COSTRUITO CON PASSIONE
Il concerto è stato un viaggio sonoro costruito con cura, precisione e passione.
La band ha dimostrato ancora una volta di essere una macchina perfetta: batteria potente e controllata, basso pulsante, tastiere che aggiungevano profondità, arrangiamenti curati nei minimi dettagli.
Ogni musicista era un tassello indispensabile, un colore nella tavolozza emotiva della serata.
IL CHITARRISTA CHE RACCONTA EMOZIONI
Una stella che brillava di una luce particolare: Roberto Maccaroni: il chitarrista che non suona soltanto, racconta.
Maccaroni si è imposto come una presenza carismatica e inconfondibile. Ogni nota che esce dalla sua chitarra sembra avere un peso, un significato, un destino.
La sua storia musicale nasce da un colpo di fulmine: un concerto dei Cure a soli quindici anni gli cambiò la vita.
Il giorno dopo comprò la sua prima chitarra elettrica.
Da allora non l’ha più lasciata e quella scelta giovanile è diventata vocazione, mestiere, identità.
Sul palco di Casarano Maccaroni ha dato prova di una maturità artistica rara.
Il suo tocco è un equilibrio perfetto tra tecnica e istinto, tra raffinatezza e impeto, tra razionalità e poesia.
Ogni assolo una storia, ogni arpeggio un’emozione, ogni accordo un ponte tra palco e piazza. La sua presenza scenica è discreta e potente: non cerca il centro dell’attenzione ma finisce inevitabilmente per conquistarlo.
È il tipo di musicista che non ha bisogno di parole per farsi capire, gli basta la sua chitarra.
FINALE TRA APPLAUSI ED EMOZIONI
Quando l’ultima canzone è arrivata, la piazza era un’unica voce.
Le luci tremavano, il cielo sembrava più vicino e la musica si era trasformata in qualcosa di più grande: un’esperienza condivisa, un rito collettivo.
Alla fine, un applauso lunghissimo, quasi liberatorio, ha avvolto il palco in segno di gratitudine.
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Appuntamenti
A Specchia, lo Strega Tour aprirà il festival Armonia
Dal 21 al 24 maggio il borgo ospita la tappa salentina dello Strega Tour che apre ufficialmente la dodicesima edizione di Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto
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Specchia si prepara a diventare il cuore della narrativa italiana contemporanea. Dal 21 al 24 maggio il borgo salentino ospiterà infatti la tappa salentina dello Strega Tour, appuntamento che segna l’avvio ufficiale della dodicesima edizione di Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto, il festival letterario diffuso ideato e organizzato dalla Libreria Idrusa di Alessano e dall’associazione NarrAzioni, con la collaborazione di Mario Desiati e il sostegno del Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo, di BPER Banca e di numerosi partner pubblici e privati.
Per quattro giorni il paese si trasformerà in una grande scena narrativa a cielo aperto. Piazza del Popolo, Palazzo Risolo e la Chiesa dei Francescani Neri diventeranno spazi di incontro dove parole, storie e autori prenderanno forma davanti al pubblico.
Al centro dell’appuntamento ci sarà proprio lo Strega Tour, il viaggio che accompagna in tutta Italia le autrici e gli autori candidati al Premio Strega e che, ormai da anni, rappresenta uno dei momenti più attesi del programma di Armonia.
La novità di questa edizione è proprio Specchia. Per la prima volta il borgo accoglierà la tappa salentina del tour, offrendo uno scenario che unisce il fascino dei suoi vicoli e delle sue architetture storiche alla vitalità di un festival che continua a crescere. Le strade e gli scorci del centro storico non saranno soltanto una cornice, ma parte integrante dell’esperienza culturale.
I protagonisti saranno i libri e le loro storie: Maria Attanasio, Teresa Ciabatti, Mauro Covacich, Michele Mari, Matteo Nucci, Alcide Pierantozzi, Christian Raimo, Elena Rui e Nadeesha Uyangoda saranno tra gli autori presenti a Specchia per incontrare il pubblico e raccontare le opere con cui partecipano alla selezione del Premio Strega. Insieme agli altri candidati, si contenderanno l’ingresso nella cinquina finale del riconoscimento letterario più prestigioso del Paese.
Ma l’evento non sarà soltanto una successione di presentazioni. Ogni pomeriggio il pubblico potrà attraversare il borgo con A passo di Strega, un percorso tra visite guidate e letture ad alta voce che unirà il patrimonio storico di Specchia alle pagine dei romanzi protagonisti del festival. Un modo per trasformare la lettura in esperienza condivisa e far dialogare i luoghi con le parole.
Ad accompagnare questa dodicesima edizione sarà il tema “Mentre tutto brucia”, una riflessione che attraversa il presente e le sue inquietudini, affidando alla letteratura il compito di interrogare il tempo che viviamo. Un titolo che richiama urgenze, cambiamenti e fragilità, ma che suggerisce anche la capacità delle storie di resistere, comprendere e creare nuove connessioni.
La tappa di Specchia rappresenta inoltre solo il primo capitolo di un percorso culturale che proseguirà nei mesi successivi. Il 27 e il 28 giugno Armonia farà tappa a Lucugnano con le giornate dedicate al Premio Calvino e con la prima presentazione pubblica del nuovo vincitore.
Durante l’estate il programma continuerà con Discorsi Mediterranei a Santa Maria di Leuca, che ospiterà anche un incontro con lo storico israeliano Ilan Pappè, e con gli appuntamenti di Armonia OFF tra Alessano e Castrignano del Capo. Tra gli ospiti già annunciati figurano inoltre Maria Pia Veladiano, Beatrice Salvioni, Chiara Tagliaferri, Cinzia Cognetti e Francesca Giannone.
Con l’apertura di Armonia, Specchia diventa così il luogo da cui prende forma un lungo viaggio culturale destinato ad accompagnare il pubblico per tutta l’estate. Un percorso che parte dalle pagine dei libri e continua attraverso incontri, dialoghi e nuove storie da condividere.
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Nando Dalla Chiesa ad Unisalento
Il professore, tra le voci più autorevoli del pensiero antimafia in Italia, sarà ospite al seminario “Dialogo sulla legalità”. Incontro aperto a tutti
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Giovedì 21 maggio, dalle ore 11.00 alle 13.00, nell’Aula Chirico dell’ex Monastero degli Olivetani a Lecce, l’Università del Salento ospiterà il seminario “Dialogo sulla legalità” con il professor Nando Dalla Chiesa, tra le voci più autorevoli del pensiero antimafia in Italia.

L’incontro è promosso e organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DiSUS) e sarà aperto a studentesse, studenti e a tutta la cittadinanza. Il seminario nasce dalla convinzione che l’università abbia un ruolo cruciale nella costruzione di una cultura critica della legalità democratica.
Non una legalità intesa in senso meramente formale, ma come pratica civile e politica capace di interrogare i fenomeni mafiosi nella loro complessità: come sistemi sociali, economici e culturali radicati nelle democrazie contemporanee, capaci di adattarsi e rinnovarsi.
Al centro del dibattito: il rapporto tra antimafia sociale, diritti umani, educazione critica e partecipazione democratica. Un confronto che chiama in causa il ruolo di università, scuola, cultura e welfare come strumenti fondamentali nella costruzione di alternative ai sistemi criminali e nella tutela della dignità dei cittadini.
Il seminario sarà introdotto e coordinato dalla professoressa Marta Vignola, docente di Criminologia all’Università del Salento, e vedrà gli interventi del professor Mariano Longo, direttore del DiSUS; del prefetto di Lecce Natalino Domenico Manno; del professore di Sociologia della comunicazione Stefano Cristante; dell’avvocato Giuseppe Fornari e dell’assessora regionale Silvia Miglietta.
Le studentesse e gli studenti partecipanti riceveranno un attestato di frequenza.
Figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia nel 1982, Nando Dalla Chiesa è professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata all’Università degli Studi di Milano. Fondatore di Libera nei Comuni e già parlamentare, è autore di numerosi saggi sulle mafie contemporanee e tra i più importanti intellettuali pubblici nel campo dell’antimafia sociale e della legalità democratica.
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