
Venerdì 1 ottobre, all’apertura dell’Ufficio Protocollo, 16 Consiglieri comunali (la metà più uno, come recita la legge) hanno presentato contemporaneamente le loro dimissioni, facendo di fatto finire anticipatamente la consiliatura a Nardò. Antonio Vaglio, sindaco ininterrottamente dal 2002 con il centrosinistra (e prima ancora dal 1994 al 1998 con il centrodestra), non è più il primo cittadino e va a casa insieme alla giunta a cinque, varata pochi giorni fa, e a tutti i trenta consiglieri dell’assise comunale votati nel 2007. I Consiglieri che, dopo estenuanti trattative, continui tira e molla, passi in avanti e poi indietro, alla fine hanno apposto le firme necessarie per sciogliere anzitempo il consiglio comunale secondo quanto previsto dall’art. 141 del Regolamento sugli Enti Locali, sono, Giuseppe Spenga di Noi per Nardò, Salvatore Donadei e Adriano Muci di Nuovo Corso, Oronzo Capoti de La Città, Daniele Russo, Simona D’Ambrogio e Antonio Tiene del PD, Sergio Orlando e Giuseppe Durante di Città Nuova, Pierpaolo Losavio di Io Sud, Mino Frasca, Maurizio De Bitonti, Mirella Bianco, Gino Negro e Antonio Sabato de La Puglia prima di tutto, Rino Dell’Anna dell’UDC.
Mancano all’appello clamorosamente i due consiglieri del PdL, Totuccio Calabrese ed Egidio Maceri, che non si sa bene per quale motivo non abbiano aderito all’iniziativa, nonostante il primo soprattutto sia stato negli ultimi anni fermo oppositore del sindaco Vaglio. Al momento, però, di scegliere se porre concretamente fine ad una esperienza amministrativa agonizzante, Calabrese si è defilato e il PdL è mancato sempre alle riunioni decisive per accordarsi sul da farsi, proponendo anzi – per bocca dell’ex segretario cittadino Giovanni Però – improbabili tregue alla maggioranza. Comportamento che francamente ha lasciato perplessi i più.
Questo epilogo, doloroso ma resosi oramai necessario, era nell’aria già da un paio di settimane, precisamente da quando più di un centinaio di cittadini hanno dato vita ad una pacifica manifestazione di protesta contro l’Amministrazione Vaglio, fiaccati dalla terza crisi politica consecutiva in tre anni che si stava cercando di risolvere con l’ennesimo cambio di casacca: quello di Walter Mirarco, eletto con il PdL e nominato assessore dal sindaco, dopo aver ritirato le dimissioni sul filo del rasoio e nonostante avesse dalla sua parte solo 10 Consiglieri su 30.
Ma tutto questo ormai è il passato. Ora, davanti ai neretini, c’è il futuro e la scelta consapevole di non poter sbagliare la prossima classe dirigente della città.
Ilaria Marinaci




