71 rifugiati e richiedenti asilo invitati a pranzo o a cena durante le festività dai salentini. “Quando abbiamo lanciato l’iniziativa “A tavola con noi!”, dicono dall’Arci Lecce, “non avremmo mai immaginato una risposta così pronta e massiccia”.

I Comuni nei quali Arci Lecce cura progetti di accoglienza integrata si sono dimostrati reattivi all’invito che abbiamo diffuso attraverso presentazioni e volantinaggi nei giorni precedenti alle feste”, dicono soddisfatti, “abbiamo chiesto a chi poteva farlo di invitare a pranzo un rifugiato in un giorno di festa. Questo, come abbiamo specificato subito, non come un’offerta “umanitaria” (ai ragazzi, grazie al sistema Sprar, non mancano vitto e alloggio) ma come esplicita volontà di incontrare e conoscere le persone che sono ospitate sul territorio e che qui stanno provando a costruirsi una nuova vita”.

Dei 71 inviti ricevuti per il momento, distribuiti tra il 24, 25 e 26 dicembre, Capodanno ed Epifania, 2 sono arrivati da Trepuzzi, 9 da Andrano, 19 da Alessano, 14 da Salve 2 da Lequile, 3 da Campi Salentina, 1 da Corigliano, 3 da Galatina, 1 da Surbo, 4 da Gagliano del Capo, 13 da Lecce.

Si tratta di persone che hanno viaggiato tanto, attraversando il deserto, sbarcando sulle coste di Lampedusa o di altre località della costa italiana. Si tratta di persone che sono spesso al centro della cronaca e delle notizie dei telegiornali, ma con le quali, per il cittadino comune, è difficile interloquire, stabilire un rapporto di conoscenza che non sia mediato da pregiudizi, timore o semplice estraneità.

La risposta massiccia che il Salento ha dato al progetto “A tavola con noi!” dimostra invece che “c’è davvero la necessità e la voglia di conoscere, di incontrare, di andare oltre la rappresentazione mediatica del fenomeno dell’immigrazione, per scoprire il volto di chi fugge da guerre, povertà e persecuzioni e ha trovato nel Salento la possibilità di ricominciare”.