Sabato 12 dicembre, dalle 20, in Piazza del Popolo a Specchia, con il patrocinio del Comune, l’iniziativa “Pizzica in solidarietà”, spettacolo musicale organizzato dal gruppo “Agorà Canti Antichi”, per una raccolta di fondi a favore della piccola Giorgia Pagano. Alla serata parteciperanno anche alcuni artisti che hanno calcato, negli anni scorsi, il palco della “Notte della Taranta” di Melpignano, come i cantanti Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci, Carlo Canaglia ed i gruppi “Uccio Aloisi Gruppu”, “Tamburellisti di Torrepaduli”, “I Briganti di Terra d’Otranto” e “Arcuavi”.
Continua dunque la gara di solidarietà per la piccola Giorgia, di 15 mesi, affetta da una rara malattia che richiede cure costose, e ricoverata all’Ospedale Maggiore di Parma. L’unica possibilità è una costosa operazione in Francia. Giorgia è nata con una rara anomalia cellulare che le è stata diagnosticata ancora prima di nascere. Inizialmente fu denominata “Sindrome di Berdon”. Quando è nata, a Roma, lontana da casa, è iniziata la sua battaglia. Spesso tornava in quell’ospedale per le visite ed i controlli e tutto sembrava andasse bene, ma una rara malattia ha voluto attaccarla, il “Morbo di Hirschsprung”, e questo l’ha portata a Parma. Con il primo intervento le sono stati tolti 53 cm. di intestino, ma non è bastato. Subito dopo, ha ricominciato a lottare contro una degenerazione di tutto l’intestino, ovvero contro la “Sindrome di Berdon”. Altre analisi, altre biopsie e altri risultati: non è “Berdon”, la sua anomalia cellulare è nuova, non classificabile! Il caso di Giorgia è unico in Europa (e forse in tutto il mondo!). Giorgia nel suo dramma continua a regalare sorrisi e buffe faccette, piange solo quando i medici devono visitarla o medicarla… e come non potrebbe! La Francia è la speranza di Giorgia.
Sarà nuovamente sottoposta a lunghi esami, estenuanti e dolorosi. Ma se neanche Parigi potrà aiutarla, i genitori sono prontissimi per un altro viaggio della speranza, a Miami, in America. E purtroppo i “viaggi della speranza” hanno costi molto elevati. Queste spese sono sostenute dalla nostra sanità solo in parte, il resto è a carico dei genitori. Non lasciamoli soli!



