Alla notifica di indagine ricevuta dal Comune di Tricase dalla Corte dei Conti per omessa opposizione ad un decreto ingiuntivo, di cui abbiamo parlato pochi giorno addietro, fa seguito un’altra nota con la quale, sempre la Procura Regionale della Corte dei Conti, segnala un’altra indagine nei confronti dell’Amministrazione locale.
Questa volta, oggetto d’inchiesta è l’approvazione di un debito fuori bilancio, pari a 200mila euro, del settembre 2012. Debito conseguenza di una sentenza del Tribunale di Lecce nei confronti della quale il Comune di Tricase decise di non difendersi, rimanendo contumace.
Il Comune è ora tenuto a relazionare proprio in merito ai motivi (“fatti e circostanze”) che hanno portato alla decisione di non costituirsi in giudizio.
Intanto, l’opposizione, con Nunzio Dell’Abate, incalza: “Se avessero fatto causa al Sindaco personalmente, in qualità di Ing. Coppola, per una somma così elevata, se ne sarebbe ugualmente infischiato?”. Il capogruppo dell’opposizione ricorda inoltre come la “levata di scudi” dell’opposizione, nel Consiglio Comunale in questione, non sia passata inosservata.
Quel giorno, il 28 settembre 2012, la minoranza si oppose all’approvazione del debito fuori bilancio, ricordando come, all’inizio dell’iter giudiziario in questione, nel 2006, fosse stata un’altra Amministrazione retta dal Sindaco Coppola a non opporsi alla decisione del Tribunale.
Il Sindaco si difese sostenendo che “quella costituzione in giudizio non è stata fatta nemmeno dall’amministrazione retta da commissario”, ossia dall’amministrazione successiva a quella Coppola che, nel 2006, aveva ignorato l’atto di notificazione. E aggiunse che, ormai, non si sarebbe dovuto deliberare sul colpevole del misfatto, ma sul riconoscere una sentenza passata in giudicato, la cui opposizione avrebbe portato ad ulteriori oneri che avrebbero gravato, ancor di più, sulle tasche dei cittadini. In altre parole, il Sindaco chiese di votare a favore perchè “Non vi è alternativa”.
Spetta ora alla Procura far luce sulla vicenda e giudicare le responsabilità della scelta in questione.



