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Una voce che arriva da dietro le sbarre e riesce a raggiungere il pubblico, trasformando rabbia, fragilità e desiderio di riscatto in versi. “Ave Maria piena di rabbia”, poesia composta da A.P., detenuta nella sezione femminile di media sicurezza della Casa Circondariale di Lecce, si è aggiudicata il Premio Afrodite, giunto alla quinta edizione.
Il testo ha conquistato la giuria e il pubblico riunito a Santa Caterina di Nardò, assumendo un significato che oltrepassa il valore strettamente letterario: quello della parola come possibilità di espressione e strumento capace di restituire ascolto e dignità anche nei luoghi della privazione della libertà.
A ritirare il riconoscimento sono state Maria Mancarella, Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale per la città di Lecce, ed Eleonora Rosato, coordinatrice del progetto “Libere di leggere” attivo nel carcere di Borgo San Nicola.
«Ave Maria piena di rabbia scritta da A.P., detenuta nella sezione femminile di media sicurezza, dimostra come, anche nei luoghi della privazione della libertà, possano nascere parole capaci di interrogare la coscienza collettiva e di parlare a tutti, al di là delle condizioni personali di chi le ha scritte», ha evidenziato Maria Mancarella.
«Ringrazio le volontarie che ogni giorno testimoniano come la cultura possa essere uno strumento concreto di inclusione e speranza. La scrittura, la lettura e l’arte sono strumenti fondamentali nei percorsi riabilitativi in un carcere che sfiora i 1500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 780 posti».
A consegnare il premio è stata l’assessora all’Ambiente del Comune di Nardò Mariacristina Schirinzi: «con questa scelta, la giuria ha premiato non solo la qualità poetica del testo ma il percorso di riscatto umano compiuto. La poesia non conosce confini, ne pregiudizi: parla all’uomo e alla donna nella loro essenza più profonda».
Gli altri riconoscimenti
Il secondo premio è stato conferito a Pina Petracca, di Surano, per la poesia “Dio aveva i piedi di mio padre”, mentre il terzo premio è andato a Francesco Ricco, di Lecce, autore di “Nel silenzio fragile”.
La cerimonia di premiazione si è svolta nell’area Darsena di Santa Caterina ed è stata accompagnata da un percorso artistico nel quale parola e musica si sono intrecciate attraverso le letture interpretate dall’attore Dario Marangio e gli interventi musicali del violinista Domenico Zezza.
Sul lungomare nascerà la poesia
Dedicato a Vittorio Bodini, il Premio Afrodite è promosso dalla Delegazione Salento di Ambiente Mare Italia, in collaborazione e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Nardò, con l’obiettivo di consolidarsi come appuntamento culturale del territorio e valorizzare la parola poetica quale occasione di incontro, riflessione e condivisione.
Le poesie vincitrici vengono infatti incise su ceramica e saranno installate sul lungomare di Santa Caterina di Nardò, contribuendo alla realizzazione del Lungomare dei Poeti.
«L’augurio», ha sottolineato il curatore del Premio Afrodite Antonio Inguscio, «è che già dall’edizione 2027, tutte le maioliche possano trovare spazio sul waterfront di Santa Caterina come motore di rigenerazione poetica ecosostenibile».
Una poesia nata in una cella approderà così sul mare, affidando ai passanti parole capaci di superare quel muro dal quale hanno avuto origine.




