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Si è svolta questa mattina, presso il CNR di Roma, la cerimonia di conferimento dell’ormai atteso vessillo estivo: la Bandiera Blu, conferito da FEE (Foundation for Environmental Education).
Il Salento continua a tingersi di blu, ma la mappa delle eccellenze balneari cambia volto.
L’edizione 2026 premia ancora una volta la provincia di Lecce, che resta il territorio pugliese con il maggior numero di località riconosciute per qualità delle acque, sostenibilità ambientale, servizi e gestione del territorio. Stavolta, però, non mancano sorprese e cambiamenti. Entrano infatti Tricase, Morciano di Leuca e Frigole, mentre escono Castrignano del Capo e Patù, due realtà storicamente legate al vessillo internazionale.
La Puglia si conferma tra le regioni leader del turismo balneare sostenibile con 27 Bandiere Blu complessive, seconda soltanto alla Liguria.
Il Salento continua a rappresentare il cuore del sistema costiero pugliese grazie a un mix di mare pulito, servizi turistici e valorizzazione ambientale.
MELENDUGNO SIMBOLO DELL’ADRIATICO
Tra le conferme più solide c’è ancora Melendugno, che conserva il riconoscimento con Torre dell’Orso, Roca, San Foca, Torre Sant’Andrea e Torre Specchia.
CONFERMA CASTRO
Nessuna sorpresa anche per Castro, che mantiene la Bandiera Blu grazie ai tratti della Zinzulusa e della Sorgente.
TRICASE ENTRA TRA LE ECCELLENZE
La novità più significativa del 2026 riguarda Tricase, che conquista per la prima volta la Bandiera Blu entrando ufficialmente nell’élite del turismo balneare sostenibile.
Per il Capo di Leuca si tratta di un riconoscimento importante, perché certifica la crescita qualitativa di un territorio che negli ultimi anni ha puntato molto sull’equilibrio tra turismo e tutela paesaggistica.
ANCHE A MORCIANO SVENTOLA IL VESSILLO BLU
Tra i nuovi ingressi figura anche Morciano di Leuca con Torre Vado, località che entra ufficialmente nel circuito Fee grazie alla qualità delle acque e agli interventi ambientali effettuati sul litorale ionico.
FRIGOLE TRA LE LOCALITÀ PREMIATE
Tra le novità compare anche il tratto di Acquatina e Idrovora di Frigole, che consente al Comune di Lecce di consolidare la propria presenza nel circuito Bandiera Blu insieme a San Cataldo.
LO IONIO RESTA PROTAGONISTA
Conferma piena per Salve con Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali, ormai simboli del turismo balneare salentino. A incidere sono ancora una volta mare cristallino, gestione sostenibile delle spiagge e servizi dedicati ai visitatori.
«Questo traguardo lo dedichiamo soprattutto alle nuove generazioni: perché il futuro del nostro territorio passa dalle loro mani, dalle loro scelte, dalla loro sensibilità verso ciò che abbiamo di più prezioso», dichiara il sindaco di Salve, Francesco Villanova.
Bandiera Blu rinnovata anche per Ugento con Torre San Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini, premiate per qualità delle acque, accessibilità e tutela del sistema dunale.
«Cinque anni consecutivi rappresentano un dato che merita una riflessione seria, lontana dall’enfasi del momento. Perché la continuità, nelle istituzioni come nei territori, è sempre il risultato di una visione, di un metodo e di una capacità amministrativa che si consolida nel tempo. Questo traguardo assume oggi un significato ancora più rilevante», commenta il sindaco di Ugento, Salvatore Chiga.
Gallipoli conserva il riconoscimento con la Litoranea Sud e Nord, confermandosi tra le capitali del turismo estivo pugliese. Restano premiati anche i tratti costieri di Nardò, da Porto Selvaggio a Sant’Isidoro, fino a Santa Caterina e Santa Maria al Bagno.
FUORI PATÙ E LEUCA
Le esclusioni del 2026 riguardano invece Patù e Castrignano del Capo, che non figurano più nell’elenco delle località Bandiera Blu.
Escono dunque dal circuito Felloniche, San Gregorio e Santa Maria di Leuca.
«Attendiamo le motivazioni ufficiali della decisione, che con tutta probabilità sono legate al mancato funzionamento del depuratore che serve gli abitati di Patù e Castrignano. Non a caso, anche le marine di Patù, quest’anno, non hanno ricevuto il vessillo». Commenta così il sindaco di Castrignano del Capo.
Si tratta comunque di una perdita simbolicamente importante per il Capo di Leuca, che negli ultimi anni aveva fatto della Bandiera Blu uno dei propri strumenti di promozione turistica internazionale.
IL SALENTO RESTA LOCOMOTIVA DEL TURISMO PUGLIESE
Nonostante i cambiamenti, la provincia di Lecce continua a rappresentare il baricentro del turismo costiero pugliese. Le Bandiere Blu 2026 confermano infatti un territorio capace di investire sempre più in sostenibilità, qualità ambientale e servizi.
Un riconoscimento che pesa anche economicamente: il vessillo Fee resta uno dei marchi turistici più influenti nelle scelte dei visitatori italiani e stranieri, soprattutto in vista della stagione estiva ormai alle porte.




