Bellomo sfida Decaro: «Sui tagli serve una commissione indipendente»

La stretta annunciata dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sui costi della macchina amministrativa accende il confronto politico. Il governatore ha disposto il ritiro delle carte di credito aziendali, una maggiore tracciabilità dei pagamenti, controlli più rigidi su trasferte e auto di servizio, il blocco delle nomine dei nuovi consigli di amministrazione delle agenzie regionali e lo stop all’appalto per la mensa della sede di via Gentile. Nella prossima manovra finanziaria è stato inoltre chiesto un taglio di 35 milioni di euro ai costi della politica.

Sulle misure interviene il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia nella Commissione Giustizia della Camera, che invita il presidente pugliese ad andare oltre gli annunci e a promuovere un controllo esterno sulla gestione delle risorse pubbliche regionali.

«Se il presidente Decaro è davvero in buona fede e non sta mettendo in scena l’ennesima operazione di immagine, annunciando urbi et orbi eclatanti tagli ai costi della politica, chieda subito l’istituzione di una commissione indipendente che verifichi tutti i centri di costo della Regione Puglia, delle agenzie e degli enti partecipati», dichiara Bellomo.

Secondo il parlamentare di Forza Italia, gli stessi provvedimenti annunciati dal presidente della Regione mostrerebbero la presenza di problemi pregressi nel sistema dei controlli e nella gestione delle spese.

«Il giro di vite annunciato su carte di credito, auto di servizio e altre spese certifica che per anni sono esistite gravi falle nei controlli e nella gestione delle risorse pubbliche. Oggi Decaro prova a presentarsi come il moralizzatore che tutti attendevano, ma i cittadini hanno il diritto di sapere chi ha consentito che si arrivasse a questa situazione».

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Bellomo sollecita quindi verifiche approfondite, chiedendo che siano individuate anche eventuali responsabilità. Per il deputato, gli interventi comunicati attraverso i social non sarebbero sufficienti a chiarire come siano state amministrate fino a oggi le risorse della Regione e degli organismi collegati.

«Non bastano slogan o misure annunciate sui social: servono trasparenza, controlli approfonditi e l’accertamento di eventuali responsabilità. Anche perché il conto degli sprechi rischia di ricadere ancora una volta sui pugliesi, chiamati a sostenere nuove tasse per coprire il pesante disavanzo della sanità», conclude Bellomo.