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Attualità

Oltre mille positivi in Puglia, 108 nel Salento

Tasso di positività al 10,10%. Dall’inizio dell’emergenza 131.211 cin Puglia, 11.186 nella sola provincia di Lecce

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In attesa che sia ufficializzata la zona gialla per la Puglia, il bollettino regionale ci informa di nuovi 1.063 casi positivi a fronte di 10.517 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus registrati (tasso di positività al 10,10%)


Limitatamente alla provincia di Lecce sono 108 i tamponi risultati positivi.


Registrati altri 25 decessi: 14 in provincia di Bari, 3 in provincia BAT, 8 in provincia di Foggia.


IL RIEPILOGO


Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.398.270 test.


80.617 sono i pazienti guariti.

47.106 sono i casi attualmente positivi.


Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 131.211, di cui 11.186 nella sola provincia di Lecce.


IL BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO DEL  10 FEBBRAIO




Attualità

Comunali a Martano: chi sfiderà Tarantino?

Centrosinistra compatto attorno al sindaco uscente. Anche il centrodestra lavora per riunire tutte le forze della coalizione: si tratta per un candidato unitario

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di Giuseppe Cerfeda

A Martano prende forma il quadro politico in vista delle prossime elezioni comunali. L’unica candidatura certa è quella del sindaco uscente e presidente della Provincia, Fabio Tarantino, divenuto nuovo punto di riferimento del movimento civico “Con” dopo l’uscita di scena di Alessandro Delli Noci.

Il centrosinistra si presenta compatto, mentre nel centrodestra proseguono incontri e valutazioni per individuare un candidato unitario.

L’unica certezza, al momento di andare in stampa, dunque, è la candidatura del sindaco uscente e presidente della Provincia, Fabio Tarantino.

La sua candidatura per garantire continuità amministrativa è stata accompagnata anche da un passaggio politico rilevante all’interno del movimento civico Con.

Tarantino, infatti, è recentemente divenuto il nuovo punto di riferimento del gruppo, assumendo la guida in una fase particolarmente delicata.

LA FASE DI TRANSIZIONE DEL MOVIMENTO CON

Fabio Tarantino

La ridefinizione degli equilibri interni all’interno del movimento Con si è resa necessaria dopo il coinvolgimento dell’ex assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, nella nota vicenda giudiziaria.

Un passaggio che ha imposto al movimento una riorganizzazione, sia sul piano politico che su quello organizzativo.

Nel corso di un confronto con i vertici del gruppo, è stata individuata nella figura di Tarantino la garanzia di continuità e stabilità.

Il presidente della Provincia ha così assunto la responsabilità di guidare la rete civica, ribadendo la volontà di mantenerla compatta e operativa, scongiurando l’ipotesi di uno scioglimento.

Le priorità dichiarate sono chiare: consolidare la presenza di Con all’interno della coalizione di centrosinistra e rafforzarne il ruolo nel dibattito regionale, in un momento considerato decisivo per il futuro del movimento.

CENTROSINISTRA COMPATTO

Alle prossime amministrative, Tarantino sarà sostenuto da una lista che fa riferimento all’intera area del centrosinistra, lo stesso fronte allargato che ha sostenuto Antonio Decaro nella corsa alla presidenza della Regione Puglia.

CENTRODESTRA: TRATTATIVE APERTE

Sul fronte opposto, il centrodestra è ancora impegnato in incontri e trattative con l’obiettivo di riunire tutte le forze della coalizione.

Diversi nomi sono stati valutati nelle scorse settimane, ma nessuno sembra aver raccolto un consenso definitivo.

Tra quelli circolati, figurano quello di Antonella De Pascalis, coordinatrice cittadina di Forza Italia e recentemente candidata alle regionali, e quello di Fausto Chironi, coordinatore del circolo locale di Fratelli d’Italia.

Tuttavia, secondo le indiscrezioni, l’orientamento finale potrebbe ricadere su una figura diversa, capace di rappresentare un punto di sintesi e di rafforzare ulteriormente la coesione interna della coalizione.

UNA SFIDA ANCORA TUTTA DA SCRIVERE

Il quadro resta quindi in evoluzione.

Se da un lato il centrosinistra può contare su una candidatura già definita e su un progetto politico che punta alla continuità amministrativa, dall’altro il centrodestra è chiamato a sciogliere il nodo del candidato per presentarsi competitivo e compatto.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la partita elettorale si giocherà su uno schema tradizionale o se emergeranno nuove dinamiche capaci di ridisegnare gli equilibri politici locali.

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Attualità

Elezioni, suggestione rosa a Castro

Dopo la rottura che ha fatto cadere il sindaco Fersini, tra le nuove compagini che prendono forma si prospetta una sfida tra due donne

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di Lorenzo Zito

Castro, dove ci eravamo lasciati?

Erano le prime ore del nuovo anno quando sulle nostre colonne accoglievamo le parole dei protagonisti dell’ultimo passaggio politico precommissariamento.

Angelo Rizzo, Giovanni Lazzari e Giuseppe Schifano, consiglieri comunali di maggioranza, avevano appena firmato (a sorpresa e assieme a tre consiglieri di minoranza, presso uno studio notarile di Casarano) le loro dimissioni, facendo venir meno i numeri a sostegno del sindaco Luigi Fersini.

In risposta a chi li accusava di tradimento, definivano la loro una scelta «responsabile e irreversibile», sostenendo con fermezza che la città «merita un’amministrazione diversa».

Dal canto suo, il primo cittadino, già sindaco dal 2017, poi riconfermato nel 2022, non esitava a descrivere l’accaduto come «uno sfregio» a lui e alla città, derubricandolo al contempo a mero incidente di percorso e dichiarandosi pronto a ricostruire tempestivamente la squadra per ripartire, in primavera, da dove si era lasciato.

NO AL FERSINI TRIS

Due mesi dopo lo scenario non è di così semplice interpretazione, e non solo per la dipartita dei tre dissidenti.

«La fine anticipata del mio mandato ha interrotto la realizzazione di tante opere per le quali avevamo ottenuto degli importanti finanziamenti», spiega l’ex sindaco Fersini, che ammette: «È un percorso che tengo a portare a termine, ma non lo farò da sindaco. Sarò in gioco e sostengo il progetto che stiamo costruendo, ma faccio un passo di lato per lasciar spazio al candidato che, assieme al gruppo, decideremo di presentare alla Città. L’età (70 a giugno), gli impegni personali e professionali, ed i tanti anni alle spalle da sindaco si fanno sentire: è giusto che sia così».

Il gruppo con cui vinse le elezioni, infatti, denominato “Amiamo Castro”, non esiste più.

Un modo per lasciarsi alle spalle quell’esperienza non terminata in rose e fiori.

In città serpeggia l’impressione che il nome dell’ex sindaco possa non tenere più tutti assieme.

E, secondo alcuni, non asseconderebbe quella parte di piazza che, dopo tanti anni di governo, invece che guardare al curriculum amministrativo, potrebbe rispondere di pancia, in nome del cambiamento.

Sta di fatto che sui social in queste ore è apparso un nuovo logo.

È “Avanti Castro”, così descritto nel post pubblicato dalla pagina: «Identità, forza e visione. Al centro, un profilo classico dorato della dea Atena, simbolo ormai della nostra città che indica protezione, autorità e ordine politico. Il cerchio tricolore richiama l’appartenenza, le radici e l’orgoglio italiano. Il blu richiama il mare, elemento distintivo e anima del nostro territorio».

È un nome, questo, di cui Alberto Capraro, già vicesindaco e assessore (rispettivamente nel primo e nel secondo mandato Fersini), rivendica la paternità, pur non dando per scontata la sua collocazione nell’attuale parterre politico: «Non ho ancora preso posizione», racconta, «voglio prima esaminare proposte, progetti, idee di candidature. Supporterò la visione più confacente al mio modo di fare politica».

NUOVA GENESI

Dalla costola della vecchia maggioranza è nato “Castro Futuro Insieme”, che ha già inaugurato il comitato elettorale nel nome di un progetto «aperto, concreto e serio».

Dei tre nomi fuorusciti dalla vecchia maggioranza, due sono certi della ricandidatura: Giovanni Lazzari e Giuseppe Schifano.

Angelo Rizzo, che è pur sempre della partita, potrebbe riservarsi un ruolo esterno.

In caso di sua assenza in lista, l’avvocato Silvano Schifano, a lui vicino, ne rappresenterebbe l’idea della Castro che verrà.

Se il patto, su questa sponda, si fonda sulla voglia di uscire da personalismi e logiche di appartenenza, le concrete linee programmatiche da proporre alla cittadinanza non sono ancora di dominio pubblico.

VERSO UNA SFIDA EPOCALE

Mentre le divergenze aprono il solco tra le due sponde, un elemento potrebbe accomunarle ancora, aprendo ad una suggestiva sfida.

Tra i nomi in orbita prendono quota quelli di due donne.

Entrambi gli schieramenti, infatti, stanno valutando candidature al femminile.

Per “Avanti Castro” si parla di Nadia Vizzi.

“Castro Futuro Insieme” invece pesca da una delle famiglie più vicine al progetto, pensando a Liliana Pilon.

Le due, oltre ad essere volti nuovi per la politica locale, condividono la carriera professionale, provenendo dal mondo dell’insegnamento.

Sarebbe una sfida epocale per la città.

Per la prima volta due donne si contenderebbero il municipio e, di conseguenza, prima di andare alle urne si avrebbe la certezza della prima volta per Castro con sindaca donna.

Quale più bella suggestione di una competizione tutta in rosa, nella città di Minerva, dea della guerra giusta?

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Attualità

Comunali a Gagliano del Capo: Melcarne mette tutti d’accordo?

La maggioranza va verso la ricandidatura del primo cittadino, mentre il resto della città converge per spodestarlo. Monteduro: «Percorso difficile ma di maturità»

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di Lorenzo Zito

Movimenti tettonici in corso a Gagliano del Capo per smuovere e rimescolare la Pangea politica cittadina che, pur orbitando attorno agli stessi nomi, cerca accomodamenti nuovi, prova a comporre continenti alternativi, disegna nuove cornici da proporre agli elettori.

Incontri, telefonate, imbasciate.

Da un lato una squadra che, dopo quasi 6 anni di amministrazione, giunge a fine corsa, non senza cigolii ed in cerca del lubrificante giusto per oliare i meccanismi.

Dall’altro orgoglio e pregiudizio di chi è disposto a fare un passo di lato (se lo fanno anche gli altri), in nome di un fine comune: non dividersi ancora, col rischio di spianare la via alla riconferma di Gianfranco Melcarne.

Novità cercasi, non solo nei nomi, spera qualcuno.

Non ci si annoia a Gagliano, dove la missione 2026 è partita già da un anno.

Primo passaggio politico agli annali sono state le dimissioni dal consiglio comunale di uno dei tre candidati sindaci del 2020.

Riccardo Monteduro (che con Rinascere Comunità ottenne 779 preferenze) ha lasciato l’assise, ma non la partita politica.

Ha preso il suo posto in consiglio Pierluigi Melcarne, ma ciò che più conta è che qui, nella primavera scorsa, è germogliato il percorso di riunificazione con l’altro candidato uscito sconfitto dalla precedente tornata: Antonio Ercolani, che arrivò secondo con 989 voti alla sua lista Gagliano Attiva.

A suggellare il riavvicinamento anche una diretta radio, dello scorso aprile, in cui quest’ultimo dichiarò pubblicamente l’intenzione di non riproporsi in prima persona in qualità di candidato sindaco.

Oggi il dialogo non è più solo a due.

Da un paio di mesi le trattative sono state allargate al coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, dove trova dimora l’ex sindaco Carlo Nesca.

Direzione interessante, in considerazione del fatto che furono proprio le strade intraprese da Ercolani e Monteduro a negare, nel 2020, la chance di una ricandidatura a Nesca (il quale, al momento, non prende in considerazione la possibilità di riproporsi in prima persona).

L’avv. Giacomo Sergi, coordinatore cittadino Fdi, conferma: «Abbiamo percorso in questi mesi di avvicinamento alle urne un pezzo di strada assieme alle altre voci di opposizione. Stiamo cercando di capire se ci siano le condizioni per presentarci uniti come alternativa all’attuale amministrazione. Lavoriamo per trovare una figura capace di fare sintesi ed al contempo in grado di amministrare».

A proporgli la Große Koalition, assieme a Monteduro ed Ercolani,  i consiglieri Vitino Sergi e Gianna Sergi.

Con quest’ultima (eletta in Gagliano Attiva con Ercolani) oggi capogruppo della neonata conformazione di minoranza, che prende il nome di Gagliano Alternativa.

Per qualcuno è lei il nome giusto per una ventata di novità. «Qualche amico mi ha ventilato questa possibilità», ammette, «sorprendendomi», aggiunge in risposta alla nostra telefonata.

La posizione di Sergi, di marcata provenienza progressista, non è esattamente quello che cerca una nuova coalizione dagli equilibri complicati.

La caccia al nome quindi è aperta.

Lo ammette anche Antonio Ercolani che, nel confermarcele, nulla di più aggiunge sulle trattative (anche se in paese si mormora che il suo delfino sia l’imprenditore del settore nautico Fabrizio Arbace).

Riccardo Monteduro

Non si sottrae invece Riccardo Monteduro, che spiega come «nell’ultima competizione elettorale si venne a creare un dissolvimento della base elettorale, storicamente compatta. Gianfranco Melcarne si giovò di tale frattura, rivelandosi poi un’amara delusione per il paese.

È al contempo vero che il tentativo di riportare ad unità la base storica è nato nella consapevolezza che questa si sarebbe dovuta arricchire di nuove componenti, anche oltre le espressioni interne alle due liste.

Ecco, quindi, l’avvicinamento con un’altra forza politica, rappresentata dall’ex sindaco Nesca, rimasto fuori dall’ultima competizione elettorale».

«È un percorso difficile», ammette Monteduro, «ma di maturità, che io personalmente ho cercato di portare avanti con coerenza e che spero possa evolversi secondo questi principi».

«NIENTE COMPROMESSI»

E la maggioranza?

Non resta a guardare.

Il forfait in corsa di Antonio Bisanti non è l’unica scossa endogena cui l’esperienza amministrativa ha resistito.

Gianfranco Melcarne

Ma il sindaco Gianfranco Melcarne, lavora al bis, pur non avendolo ancora ufficializzato.

E ha le idee ben chiare su come ricostruire il gruppo, orfano non solo di chi ha lasciato ma anche di potrebbe decidere di non ricandidarsi.

Si guarda bene, però, dallo sbottonarsi: «Ho già in mente le personalità valide per ricomporre la squadra. Non farò nomi. Dico solo che sono persone imprescindibili per portare avanti un buon lavoro amministrativo. Non faccio compromessi: dalla loro disponibilità dipenderà la mia ricandidatura».

Tra i “vecchi nomi”, invece, suscita interesse la figura del vicesindaco, Daniele Vitali (che vecchio, anagraficamente, non è), tra chi giura che non si ricandiderà e chi invece non scommetterebbe un euro sulla sua uscita di scena.

Altro capitolo, questo, dei tanti che compongono la geologia gaglianese odierna, alle porte della prossima era.

 

 

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