Ora è ufficiale: Botrugno ha perso la sua verginità e non è più covid free.
Una donna che lavora in un paese vicino ha fatto il tampone per verificare che quello che sembrava un banale raffreddore non fosse altro ed è risultata positiva.
La donna è anche mamma di un’alunna frequentante la scuola di Botrugno e (anche) per questo motivo il sindaco Silvano Macculi ha prorogato la chiusura di plessi scolasticio presenti sul territorio e facenti parte dell’Istituto comprensivo di Supersano.
Le scuole dell’infanzia di via Donizetti, la primaria di via Donizetti e via Pietro Nenni, la media di via Pietro Nenni e l’asilo nido in piazza Guarini erano già chiusi in attesa dei tracciamenti dopo i casi di positività che hanno riguardato i plessi negli altri paesi dell’Istituto coomprensivo.
Ora questo nuovo caso che per la prima volta riguarda un cittadino di Botrugno ha indotto il sindaco Macculi a prorogare la chiusura delle scuole fino al 22 novembre compreso. Salvo complicazioni le scuole riapriranno dunque lunedì 23.
«È il primo caso in paese», commenta il primo cittadino, «e visto che la situazione è ancora circoscritta è nostra intenzione fare il possibile affinché il contagio non si espanda».
Proprio per questo il primo cittadino insieme all’amministrazione sta studiando un convenzione con il Laboratorio Biomedica di Parabita per approntare una sorta di drive trough all’interno dell’atrio del Palazzo Marchesale: «Il paziente arriverebbe in auto, attraverserebbe il passaggio e, una volta effettuato il tampone uscirebbe dalla parte posteriore, il tutto senza scendere dalla sua vettura».
L’obiettivo è quello di «dare l’opportunità a chiunque abbia anche una semplice influenza o un raffreddore, su richiesta del medico di base, di effettuare il tampone per verificare che non abbia contratto il covid.
Questi tamponi sarebbero a spese del Comune.
Gli altri che pur non avendo alcun sintomo vogliono comunque fare il tampone per tranquillizzarsi lo possono fare spendendo 50 euro come previsto dal tariffario imposto dalla Regione.
Credo sia importante per tenere sotto controllo eventuali positività. Del resto», conclude Macculi, «se la prima botrugnese a contrarre il virus non avesse fatto il tampone per proprio conto avrebbe corso il rischio di circolare libera,mente senza sapere di essere positiva».
Per ora sindaco e botrugnesi incrociano le dita in attesa dei attendono risultati dei tamponi già effettuati sui congiunti della donna.




